Come educare i figli (ed essere una coppia felice)

Agnese Faccio
Come educare i figli (ed essere una coppia felice)

Educare i figli ed essere una coppia felice, sì ma come?

Educare significa etimologicamente, guidare fuori, sviluppare, affinare con l’insegnamento.

Sembra proprio il processo di nascita e di sviluppo di ciascuno, da quando si viene spinti ad uscir fuori, a far capolino sul mondo accompagnati fin dal primo istante dalla figura genitoriale, guidati poi appunto a diventare indipendenti, liberi nel proprio essere e nel proprio potenziale. Liberi di poterci esprimere, perché l’educato è chi conosce il valore delle cose nella propria vita e ne fa qualcosa, fosse anche solo un pensiero.

Un genitore si adopera per far emergere la personalità del bambino rispettandone le caratteristiche: del figlio, di se stesso e del noi. E poiché genitori non si nasce, si diventa insieme, consapevoli della difficoltà di definire dei punti assoluti in termini di come educare i figli, cercheremo di suddividere quest’articolo in spunti per rendere non facile ma felice l’educazione dei figli (e dell’adulto che sarà domani) nonché della propria relazione di coppia.

Con declinazioni differenti vogliono comunque essere suggerimenti stimolanti per entrambe le parti, perché, in fondo la felicità è per adulti e bambini, genitori innamorati e figli. L’ottimismo, la libertà, il sapere, l’autostima e l’amore anche.

“Ogni volta che nasce un bambino, nascono un padre e una madre. E da quel momento crescono insieme in saggezza e virtù”

Citiamo queste parole del pediatra Carlos Gonzàles, autore spagnolo di diversi libri dediti a come educare i figli, con la speranza che vi carichi di ottimismo e del desiderio di esplorare insieme il percorso che avete davanti e che già avete iniziato a percorrere.

La prima riflessione con cui ci sembra bello iniziare, è la seguente: educare i figli è un equilibrio tra atteggiamenti, alle volte opposti, altre differenti, sempre provenienti da persone distinte, però la base primaria è stata e rimarrà l’amore. Questo è una nota da imprimersi bene dentro e anche da porre, magari in un bel post-it color evidenziatore, in un luogo ben a vista come promemoria nei giorni più bui.

Se tra le basi di un rapporto di coppia compaiono tanto i complimenti che le regole, è altrettanto bene che non manchino ai propri bambini, lodi ma anche limitazioni e alle volte divieti. Senza regole ci si sente liberi di fare tutto ciò che si vuole, ma si rimane basiti e incapaci di agire di fronte agli ostacoli inevitabili della vita in questo mondo.

Il tempo corre e ogni cosa ha il suo tempo

I figli crescono velocemente, la vita stessa corre. Ci sono in tutto e per tutti, tanti problemi quante soluzioni. L’insonnia dovuta ai pianti ininterrotti del bambino passerà, un giorno non riuscirete più a tenere in braccio i vostri figli e si può scegliere di scoprirne la bellezza dopo, trasformandoli in malinconici aneddoti, o già oggi, vincendo l’ossessione di correggere ogni cosa per godersi di più l’attimo, dall’infanzia all’adolescenza e sempre.

In questo articolo della famosa rivista per genitori Uppa, ben si spiega come per educare i figli vi sia bisogno di un incessante e profondo lavoro in primis su di sé, per sapere, saper fare, saper essere, perché, come specificano: “Vi è un tempo per ogni cosa, e se sapremo attendere (e, così facendo, insegnare il valore dell’attesa!) sarà il bambino stesso a mostrarci il “miracolo della creazione”.

Se saremo in grado di accompagnarlo invece di sostituirci a lui, di ascoltarlo anziché imporgli scelte, di offrirgli risposte puntuali ai suoi bisogni piuttosto che continue stimolazioni arbitrarie, potremo davvero realizzare “l’educazione come aiuto alla vita” e dare il nostro contributo alla formazione degli adulti del domani, nella speranza che possano davvero essere costruttori di pace e fraternità.

Autorità, rispetto, gentilezza

Non abbiate timore, i piccoli sono molto contenti e hanno bisogno che siano i genitori a prendere decisioni. Siate autoritari ma sempre nella gentilezza.

Un tono gentile è da diffondere in generale, nella famiglia e fuori. Un modo gentile di apportarsi ad un bambino vuol dire rispettarne l’essere completo che già è, non vuol dire necessariamente gorgheggiare in teneri versetti quando lo si ha di fronte. Sorrido sempre con la citazione di Bruno Murari che rende molto bene quest’idea: “C’è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri”.

Quando nasce un figlio è un doveroso impegno dar loro informazioni e istruzioni, educare i figli è anche questo: riprenderli quand’è necessario ma senza astio. E se occorre scusatevi, voi siete il loro esempio, è da questo che assimilano e imparano più di tutto.

L’importanza dei no e come vanno detti i sì!

Un divieto, un “no” (utile quanto i “sì”) è impattante anche senza urla quando detto in maniera ferma e decisa.

Allo stesso tempo un “no” non deve mai diventare “sì” per esaurimento. Se si pongono pochi ma ben mirati obiettivi alla volta, questi si raggiungeranno con l’impegno e nella crescita dell’autostima. E se tanto i “sì” quanto i “no” vengono accompagnati da una spiegazione, avranno un valore diverso. Non dimenticate che sia loro che voi state sperimentando.

Quanto agli elogi assicuratevi di farli al processo e poi al risultato ma non alla persona. Lo stesso vale per le critiche. Perché una critica personale porterà a credere di non essere in grado di fare e quindi a lasciare perdere. Se i bambini sanno di essere valutati per il lavoro svolto, anche quando non è stato raggiunto l’obiettivo, avranno chiaro il fatto che i risultati si ottengono impegnandosi e anche che si può ed è positivo, riprovare.

A tavola si mastica a bocca chiusa, si parla, si ascolta, si sta insieme!

Sappiamo tutti che apparire eternamente distesi non è umanamente possibile (e nemmeno sano) però bisogna sforzarsi di mantenere quanto più possibile un clima sereno in famiglia, perché non solo la casa ma soprattutto la famiglia, diventino il luogo in cui rifugiarsi a fine giornata… e non solo!

Il trucco sta nell’approfittare di ogni momento per dialogare con il partner e i figli: che si tratti della cena o del viaggio in auto. Per educare i figli l’invito è quello di prendere come buona abitudine la condivisione del racconto della giornata e di tutte l’emozioni che l’hanno costituita.

Condividendo si è più uniti! La tavola per esempio è un modo sfizioso per interagire, per alimentare la complicità, magari a televisione spenta, senza distrazioni e godendo appieno delle persone che ci circondano, affrontando con spontaneità tutti gli argomenti, modulati sull’orecchio e l’età di chi percepisce il messaggio, comunque parlandone… di tutto e tutti insieme!

Sono ragazzi…la fase adolescenziale

Educare i figli adolescenti: linguaggi differenti, cambiamenti in vista, maniche rimboccate e tanto tatto. Anche se non ve lo dimostrano sempre siete immagini guida e hanno bisogno di voi per definire la loro identità perché vivono un caos interiore tradotto in disordine pratico. Vi verranno richiesti gli ardui compiti di rispettare i loro cambiamenti e quello di farvi alle volte un po’ da parte, trovando al contempo il modo di confermare la vostra presenza, che sia un buongiorno, un bussare alla porta prima di entrare, un sorriso.

La cosa importante, già dall’infanzia, è lasciare che seguano le loro passioni e attitudini, senza proiettare le proprie aspettative o i propri desideri di gioventù su di loro.

Se volete assicurarvi la buona riuscita del tempo dopo scuola, non imponete loro determinate attività ma fate in modo che siano uno svago, un divertimento. Trascorrere del tempo con gli amici, in una situazione di disciplina e gioco può aiutarli nel rapporto con gli altri e con le proprie capacità: emozionali ed intellettuali.

NB: lo stesso vale per la vostra coppia!

Genitori felici crescono figli felici!

E arriviamo al cuore di questo articolo su come educare i figli: il rapporto di coppia.

Sì perché prima di essere mamma e papà, si è marito e moglie ( o comunque compagni) e noi di Briicks lo diciamo sempre: la relazione di coppia è il primogenito nato dall’unione di due persone che si amano. Proprio il modo in cui si sta insieme, ci si relaziona e ci si ama, si affrontano i problemi legati alla coppia va ad incidere profondamente su come cresceranno poi i figli.

Voi e vostro figlio potete educarvi alla felicità, ricordandovi che non potrete essere sempre felici, potete e dovete comunque mirare ad essa.

Alcune indicazioni per essere un genitore felice:

Maggiore consapevolezza delle difficoltà: se una fase della crescita e dell’educare i figli, si dimostra particolarmente difficile, invece di entrare in contrasto con il partner, bisogna cercare delle soluzioni insieme, educare i figli nonostante le vedute opposte si può, come?

Dialogando! Raccontatevi, ascoltatevi, sfogatevi, confrontatevi. Provate a fare questo piccolo esercizio: esprimete prima i pensieri positivi e solo dopo quelli negativi.

Il confronto alle volte porterà al litigio, sforzatevi però di non trovare colpevoli ma di vedere sempre nel partner il vostro miglior alleato. Si può dare il buon esempio ed educare i figli su come si litiga costruttivamente. E se si assiste ad una situazione di conflitto tra uno dei genitori e il bambino, l’altro dovrebbe mantenersi al margine, parlandone poi quando si è soli.

L’importanza di chiedere aiuto:

C’è un antico proverbio africano che dice che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.

In generale è bene ricordare che è nella coppia che si crea la formula per educare i figli e da applicare in quanto genitori .

Però… quando il peso delle difficoltà quotidiane diventa insostenibile è bene ripetersi anche che non c’è nulla di male nel lasciarsi aiutare. Chiedere aiuto non è sempre facile, a volte la coppia non riesce ad accettare che non farcela da soli non equivale a fallire. Si può provare a domandare ai nonni, agli zii, agli amici…c’è addirittura il rischio di scoprirli contenti di rendersi utili e di condividere il tempo con i bambini.

Mantenere acceso il fuoco dell’intimità di coppia:

Le coppie hanno bisogno di tempo da dedicare alla propria intimità. Una mamma e un papà sono dei genitori ma sono anche delle persone che hanno i propri bisogni. Occorre prendersi dei momenti e delle pause per se stessi, creando momenti di esclusività per la coppia.

I momenti di intimità nella relazione si possono (si devono!) non solo cercare ma anche creare!

Dedicandosi abbracci, baci, coccole e carezze…dimostrarsi il proprio amore: non c’è nulla di meglio da dare (e ricevere).

Dedicare più tempo alla coppia, ecco come!

Quando si hanno figli il tempo che si investe sulla coppia è minore rispetto al passato, perciò i due partner hanno bisogno di sperimentare nuovi modi di stare insieme, anche da soli. L’intimità non va solo preservata ma anche nutrita, con tempo e attenzioni.

Iniziate col dedicarvi mezz’ora al giorno: è il tempo che impegna ciascuna delle 142 attività proposte da Tree Time, il gioco per i genitori che vogliono prendersi cura del loro amore.

Tree Time ospita tutte le coppie di mamma e papà tra i rami di una fantastica casa sull’albero in cui ci sono 9 stanze strepitose. Ogni stanza è un luogo privilegiato da scegliere prima di giocare e in cui poter passare del tempo come coppia, ogni spazio equivale ad una funzione (chiacchiere, creatività, intimità, relax, ricordi, sogni e progetti, spiritualità, tempo con amici, tempo con i bimbi).

La relazione tra papà è mamma è la stessa a cui il neonato si ispirerà per diventare grande, anche per questo va nutrita e ricaricata di ossigeno in maniera leggera, svagante e stimolante!

I genitori perfetti non esistono

“Non esistono famiglie, genitori o figli perfetti. Ma esistono un sacco di momenti perfetti lungo il cammino da compiere insieme”.

Ogni genitore neo o rodato, dovrebbe ripetere a se stesso questa frase tutte le volte che si sente inadeguato, intimorito o errato.

Noi vi consigliamo ancora la lettura di questo articolo, un vero e proprio invito ad educare i figli alla felicità. Come descritto tra quei paragrafi, e per rimanere in tema di alberi, Martin E.P. Seligman, espone il concetto di la felicità con il termine Flourishing (fiorente-fioritura).

Se a un bambino, se alla propria coppia, se al proprio essere genitori, viene data l’opportunità di esprimere a pieno le proprie potenzialità, allora, a suo tempo, “fiorirà” in uno di quegli alberi la cui bellezza può essere ammirata sempre, con frutti da gustare in ogni stagione.

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