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Intimità di coppia

Intimità di coppia: come ritrovarsi dopo l’arrivo di un figlio

L’arrivo di un figlio porta profondi cambiamenti: cambiamenti nel tempo e nello spazio, sia interni che esterni e che si rispecchiano nel modo in cui viviamo l’intimità di coppia. Per esterni intendo: casa invasa da accessori e oggettistica per neonato, casa sottosopra causa tempo inferiore da dedicarvi, meno ore di sonno, meno ore da dedicare […]

Categoria: coppie e figli

Articolo di: Agnese Lombardi

L’arrivo di un figlio porta profondi cambiamenti: cambiamenti nel tempo e nello spazio, sia interni che esterni e che si rispecchiano nel modo in cui viviamo l’intimità di coppia.

Per esterni intendo: casa invasa da accessori e oggettistica per neonato, casa sottosopra causa tempo inferiore da dedicarvi, meno ore di sonno, meno ore da dedicare a se stessi e alla coppia, il corpo di donna diventa un corpo di mamma.

Per cambiamenti interni invece intendo l’acquisizione di un ruolo importante: non siamo solo più partner, ma siamo anche genitori. Ciò significa che le richieste e le aspettative non riguardano più solo il piano della coppia, ma anche quelle della coppia genitoriale. In altre parole: da mamma mi aspetto che tu ti prenda cura del bambino nel modo che reputo sia il migliore, da papà mi aspetto che tu mamma ti prenderai cura di nostro figlio.

Il rischio per l’intimità di coppia è che spesso la genitorialità prenda il sopravvento, rendendoci sempre più genitori e sempre meno coppia e così ci perdiamo.

Ma andiamo a vedere più nel dettaglio.

Cosa succede all’intimità di coppia quando arriva un figlio?

Quando diventiamo genitori, spesso è come salire su un treno, peccato che spesso il treno su cui mamma e papà salgono non sia lo stesso: Mamma sale sul treno delle mamme e Papà sul treno dei papà.

Il treno di Mamma è pieno di mamme, mamme anche del passato ed è arredato in maniera impeccabile: la zona allattamento, la zona pavimento pelvico, la zona “perchè tuo marito non capisce”, la zona “i nonni che ansia”… Insomma, su quel treno la Mamma può trovare consigli su ogni aspetto e trovare la propria poltrona già pronta e riscaldata. Fare la mamma si fa da sempre, da sempre sono le mamme ad occuparsi dei figli ed il treno trasporta tutta la narrazione culturale dell’essere mamme. Il treno è molto comodo e la mamma non ci sta male, anzi, è pieno di altre mamme che la comprendono e perchè mai dovrebbe scendere?

Il treno di papà è un treno molto diverso.. L’arredamento è davvero scarno e a tratti poco confortevole: c’è l’angolo “Prendi tuo figlio!”, la zona “padre per 10 giorni e poi torna al lavoro che è quello il tuo posto”, la zona “Papà a tempo pieno=mammo”… Molti papà si ritrovano nel vagone “Lavoro per la famiglia”. Insomma, essere un papà coinvolto fin dall’inizio nell’accudimento dei figli non è così semplice, i tempi stanno cambiando, ma ancora il papà viene considerato una figura di secondo piano rispetto invece alla mamma, quindi non è proprio il massimo.

A questo ci spinge un po’ la società, a stare ognuno sul proprio binario e se non ci si incontra diventa davvero difficile avere un’intimità di coppia.

Ma noi di Briicks vogliamo essere anticonformisti! Perchè per noi il primo figlio di mamma e papà è la coppia!

Come non perdersi con l’arrivo di un figlio

Ora che siete saliti sul treno “mamma” e sul treno “papà” è giunto il momento di scendere, lì in quel tempo e in quello spazio che avete concordato e salite sul nostro treno insieme a noi.

Sul nostro treno c’è il vagone “Io”, il vagone “Tu” e il vagone “Noi”. Quest’ultimo l’avete arredato voi, secondo i vostri gusti di quel momento e ora che è arrivato un bimbo è ora di cambiarlo. Perchè il Noi con l’arrivo di un figlio è chiamato a cambiare.

Il post parto non è mai semplice per una donna, anzi! Con il papà che deve tornare velocemente al lavoro, la solitudine, la difficoltà a calarsi nel nuovo ruolo, in una costante altalena emotiva legata agli ormoni, in cui prima ridi, poi piangi, poi ridi… Insomma… che fatica, come si fa a pensare di avere le energie per prendersi cura anche di un altro? Ed è qui che il partner ha un ruolo centrale. Il ruolo del papà è prendersi cura di una moglie che forse non è più quella di prima, che forse soffre di qualche sbalzo ormonale, ma che ha un unico bisogno: essere amata, accolta.

Con l’arrivo dei figli l’intimità è ancora più importante! Riscoprirsi amati, nonostante quanto ci siamo sentiti terribili genitori, ci dà la carica per affrontare un’altra giornata da mamma e papà.

Riscoprire l’importanza dell’intimità di coppia

Se con l’arrivo di vostro figlio vi siete un po’ persi, non preoccupatevi, nulla è perduto per sempre!

Potrete pensare che siete troppo stanchi per avere ancora le forze di parlarvi o di fare l’amore, ma scoprirete che il dedicarvi mezz’ora al giorno di intimità vi permetterà di ricaricare le energie. Abbiamo bisogno di liberarci dei pesi che portiamo e solo in una relazione profonda d’amore e libertà questo è possibile. Liberarvi dei pesi vi permetterà di liberare le energie, di rinfrancarvi e sentirvi ancora più uniti, insieme nell’affrontare le difficoltà che potrete incontrare.

Iniziate col dedicarvi mezz’ora al giorno, magari se è da un po’ che non parlate o non fate l’Amore vi potreste sentire un po’ in imbarazzo, ma non vi arrendete! Potete anche passarla a guardarvi negli occhi in silenzio o a scrivervi una lettera da leggervi…

Se non sapete da dove iniziare potete sempre chiedere aiuto a Briicks e ad una delle attività di  TreeTime per sciogliere il ghiacchio.

Non sarà sempre semplice, la tentazione di ritornare ognuno sul proprio treno potrebbe essere forte in alcuni momenti, ma giorno dopo giorno arrederete il vagone del vostro “Noi” di nuovi angoli come “Quella volta che nostro figlio ha sorriso per la prima volta”, “Guardando indietro quanta strada”, “Siamo ancora qui”, “Quante nuove avventure ci aspettano”.

Allora non vi resta che salire sul giusto treno….

E buon viaggio!

Aspetto i vostri commenti

 

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4 responses

  1. Salve, ci siamo trovati in questa situazione io e mio marito con l’arrivo del secondo figlio (il primo a 4 anni e la seconda ha 7 mesi), i primi mesi a livello fisico sono i più estenuanti e psicologicamente è stato difficile affrontare in un post parto il primo figlio che diventava violento, scostante e nervoso nei nostri confronti a causa dello squilibrio creato dall’arrivo della sorella. Quindi tanta stanchezza.. io correvo a dormire appena possibile e dopo solo 3 mesi (tra l’altro ci eravamo sposati da poco, senza festeggiamenti visto il periodo covid, abbiamo firmato un contratto per una casa e abbiamo operato il cane che stava molto male) mio marito mi dice che affrontare tutto ciò (compreso l’anniversario della morte della sua mamma) lo aveva destabilizzato, si sentiva lontano aveva bisogno di contatto fisico, anche solo un abbraccio e di tempo per noi, per chiacchierare. Mi ha fatto capire che aveva bisogno di uscire da questa routine e di tempo per elaborare, che per circa un mese si era tenuto tutto dentro pensando fosse un problema suo e che aveva messo in dubbio se mi amava ancora o no.
    Poi ha capito che stava sbagliando in tutti i sensi e ha iniziato a parlarmi, io sono caduta un po’ dalle nuvole, sapevo che era un periodo e che sarebbe passato, gli chiedevo come stava ma avevo sempre risposte positive.
    Alla fine abbiamo capito che fermarci a parlare tutte le sere anche se stanchi e prenderci dei momenti per noi era necessario e curativo, abbiamo iniziato a leggere assieme i 5 linguaggi dell’amore (anche se non siamo credenti) e lo abbiamo trovato molto utile. Io avevo bisogno di tempo per prendermi cura di me e magari andare a lavorare o correre per sfogarmi e lui ha iniziato un percorso di cambiamento personale facendo palestra in casa, prendendo appuntamenti per farsi fare il suo primo tatuaggio e farsi sistemare un dente rotto. Ovviamente per fare questo ci siamo divisi i compiti con i bimbi e abbiamo ritagliato le sere solo per la coppia. Il percorso di cambiamento è ancora in atto ma siamo molto positivi e sappiamo di amarci tanto.
    Il mio linguaggio d’amore ho capito che sono i momenti passati assieme e il suo invece è il linguaggio fisico, ora cerchiamo di esprimere amore a vicenda in questo modo.
    Veronica e Reda (35 e 36 anni)
    un saluto anche da Leonardo e Athena detti anche le scimmie urlanti 😉

    1. Grazie di aver condiviso la vostra storia. Una storia normale come tante, e allo stesso tempo così straordinaria per l’Amore che si traspare dal vostro racconto. ‘E bello vedere come le difficoltà possano essere comprese e trasformate in opportunità se c’è la disponibilità di vedere oltre. Buon viaggio!!!

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