Educare i figli nonostante le vedute diverse

Rispondiamo a Marina che ci ha contattati scrivendoci:

Educare i figli, siamo su due mondi opposti così come noi … Nuvola bianca e nuvola nera quando uno rideva quell’altra piangeva.
Come non arrivare al divorzio?

Se vuoi che rispondiamo a una tua richiesta, scrivici qui:

Briicks risponde! Qualche consiglio per voi

Inizia Marco con le presentazioni.

Ciao a tutti, qui Marco di briicks insieme alla psicologa-psicoterapeuta Agnese Lombardi per un nuovo episodio di Briicks Risponde, la rubrica in cui rispondiamo a tutte le persone che ci chiedono aiuto su un problema specifico. La richiesta di oggi è un po’ generica, arriva da Marina e ci dice questo: circa l’educare i figli siamo due mondi opposti, così come noi: nuvola bianca, nuvola nera, quando uno rideva quell’altra piangeva. Chiede poi come non arrivare al divorzio.

Allora, grazie Marina per questo tema, abbiamo deciso di risponderti lo stesso anche se diciamo in questa rubrica cerchiamo sempre di rispondere a delle dinamiche un pochino più specifiche.

Su questo tema l’anno scorso abbiamo tenuto un webinar e quindi ti consigliamo poi di andarlo a vedere e ti mettiamo il link sia all’interno del video YouTube che nell’email che ti mandiamo. Questo che ci hai proposto è sicuramente un tema veramente molto vasto e interessante su cui ci sarebbe tantissimo da dire.

Differenze caratteriali e di valori.

Quindi è del tutto normale che è una coppia di genitori faccia fatica a confrontarsi-scontrarsi con quello che è tutto il discorso di valori e il discorso educativo perché siamo differenti, tutti quanti viviamo una differenza a livello propria, personale e di relazione.

Quindi io ho sistema di credenze o sistema di valori, sono cresciuto in un certo modo e mia moglie invece ha un altro sistema di credenze ed è stata cresciuta in un altro modo. E così, già in qualche maniera, la coppia si confronta e si scontra su queste diversità.

Chiaro che più c’è un sistema di valori condiviso, coeso, simile, più diventa facile poi stare insieme bene. Circa la parte educativa nei confronti dei figli però non è per nulla scontato riuscire a trovare un equilibrio con delle modalità di azioni che siano rispettose e coerenti rispetto sia di se stessi e delle proprie credenze, sia rispetto dell’altro e di quelle che sono le sue.

Mantenere separate le regole e i valori.

Sapendo che non c’è mai credo in termini assoluti un giusto ed uno sbagliato, ma è sempre un qualcosa che può funzionare di più rispetto a degli obiettivi e delle modalità che sono personali di ogni persona e di ogni coppia e in questo, quello che mi viene da dire, è di cercare di andare a tenere separato l’aspetto più dei valori guida secondo i quali viene da costruire l’educazione dei vostri figli, rispetto a quello che è invece poi la conseguenza di questi valori e quindi le regole che vengono fuori dai dei valori e dei principi.

Se vi confrontate nelle scelte e trovate dei principi che sono condivisi e dei valori che sono condivisi verrà poi di conseguenza che le regole che ne vengono fuori saranno regole che aderiscono a un qualcosa di condiviso.

Non confondere la genitorialità con la coppia.

L’altro aspetto è quello di cercare di far sì che il vostro ruolo dei genitori non vada a intaccare il vostro ruolo di sposi.

Io ho sposato quella persona, non ho sposato quel papà o quella mamma, si è diventati papà e mamma dopo. È chiaro che ci sono delle aspettative, quindi ho scelto mia moglie, ho scelto lei, anche visionandola come mamma dei miei figli, ho scelto anche questo aspetto però è importantissimo non confondere le due cose e quindi sapere che io voglio bene a te come persona e a te come marito, come moglie, ma non ti giudico per il tuo modo differente di essere genitore che in qualche maniera è molto diverso dal mio ma non era un qualcosa che per forza ci definisce e fa sì che io debba entrare in conflitto con questa diversità.

E con questo passo la parola ad Agnese.

Agnese aggiunge il suo punto di vista.

Eccomi, allora, quello che mi viene un po’ da aggiungere dando appunto per condiviso quello di cui ti parlava Marco rispetto al valore che deve venire prima della regola è di provare un po’ a capire anche qual è il ruolo del papà nella gestione dei figli.

Spesso succede che siano un po’ le mamme a creare una routine e a dare delle regole che i papà in genere non conoscono perché magari non passano la giornata insieme alle mamme e ai bambini e quindi quando arrivano in questo sistema in famiglia applicano quelle che sono secondo loro le giuste routine e le giuste regole.

Venirsi incontro: condivisioni ed eccezioni.

Non c’è nulla di sbagliato in questo però in qualche modo ci si può venire incontro, magari condividendole, rendendo il papà partecipe di quella che è una regola che si utilizza normalmente in casa o al contrario rendendo un’eccezione la regola del papà.

Per cui, per esempio, quando c’è mamma la merenda si fa con il pane e marmellata, invece il papa gli da i biscotti, il che non vuol dire che mamma è cattiva e papà è bravo, ma che semplicemente possono condividere due modi diversi di vedere la merenda perché ovviamente, come diceva Marco, siamo cresciuti in maniera diversa e ciò che magari è giusto per me non è giusto per lui.

Questo non vuol dire che si debba arrivare al divorzio, ma che dobbiamo imparare a convivere con una maniera diversa di vedere una stessa cosa che può essere anche per esempio l’esposizione alla televisione, ai videogiochi.

Passare sempre dal dialogo e dal confronto.

Ed è importante confrontarsi, importante è capire se c’è qualcosa che può far male al bambino per cui per esempio non si può stare tre ore davanti alla televisione.

Questo però può essere che con papà si possa giocare ai videogiochi un po’ di più per dire, perché comunque anche la presenza del papà in alcune famiglie può essere un’eccezione essa stessa per cui può essere che avvenga nel weekend.

Il weekend è un momento speciale in cui la routine è diversa per cui probabilmente quello che bisogna fare è anche accettare che le regole possano essere un po’ modificate in base a chi sta con il bambino e anche che se il papa permette delle cose non è perché lui è bravo e io sono cattiva e quindi bambini vorranno più bene al papa che alla mamma perché il papa gli permette delle cose la mamma no, ma si può anche creare dell’eccezione a cui anche la mamma per esempio può entrare a farne parte.

Parlarsi e adottare tanta flessibilità.

Prima di tutto il dialogo, come diceva Marco, secondo non dare nulla per scontato e quindi se io penso delle cose non è detto che debba pensarle anche mio marito per cui parliamone e terzo creiamoci una flessibilità, cioè fa bene anche ai bambini vivere in maniera diversa le cose e capire che il mondo non è un’unica visione, non c’è un’unica visione della regola, l’unica visione nel fare le cose ma ce ne sono diverse che in qualche modo possono convivere ed è anche questa un’ educazione alla diversità e all’accettazione del diverso.

Quindi facciamo attenzione, le questioni educative possono essere affrontate e questo non vuol dire che se la pensiamo diversamente è perché ci vogliamo meno bene.

Con questo vi facciamo un grande in bocca al lupo e dateci presto vostre notizie.

Un grande abbraccio da noi e da tutto quanto il Team Briicks

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