Emergenza latte in polvere, il vaso trabocca!

Agnese Faccio
Emergenza latte in polvere

È di questi giorni la notizia di una nuova forma di emergenza che va avanti da settimane: negli Stati Uniti manca il latte in polvere, le famiglie con bimbi piccoli si ritrovano spaventate a contendersi i contenitori superstiti tra gli scaffali vuoti.

(Vi ricorda niente ?)

Il Post , Focus, Il Corriere della sera, la voce di New York , La Repubblica e chi più ne ha più ne metta… quasi tutte le testate giornalistiche si sono poste una domanda: com’è possibile che una tra le principali potenze economiche mondiali abbia esaurito le scorte di latte in polvere, un alimento necessario ad alimentare milioni di neonati?

A noi di Briicks oltre che scaturire tutte una serie di riflessioni è salita fino alla punta della lingua anche un’altra domanda, ma procediamo con ordine.

Perché negli USA manca il latte in polvere?

Prima di qualsiasi riflessione e prima anche di giungere insieme ad una conclusione del perché di quest’articolo sul latte in polvere, cerchiamo di riassumere come si è arrivati a fare di questa notizia un pesante titolo da prima pagina.

Ripercorrendo la linea del tempo facciamo un salto indietro: le settimane si sono tramutate in mesi e ad una manodopera già affaticata dalla pandemia, si sono aggiunti tristi proseguimenti come la guerra in Ucraina (iniziata già 93 giorni fa) e le sanzioni internazionali, che hanno causato una minore disponibilità di prodotto e gonfiato esponenzialmente i prezzi di altri beni, tra cui alcuni ingredienti usati nel latte artificiale (che sia in polvere o liquido).

Storia di richiami e di un latte dal sapore sempre più “amaro”

Per chi non lo sapesse, nel caso del latte in polvere i cosiddetti “grassi buoni” (ossia i grassi insaturi) vengono aumentati con l’aggiunta ad esempio di oli vegetali come quello di girasole, di soia, di cocco o di colza. Il primo è prodotto in gran parte in Ucraina e in Russia, e gli altri sono ora super richiesti dal mercato globale come sostituti.

Giungiamo ad un febbraio su cui si sente il peso del richiamo alla multinazionale Abbott. Questa è una fabbrica nel Michigan con distribuzione in ben altri 40 Paesi del mondo (Italia compresa). Recentemente è finita sotto indagine a causa di irregolarità nei controlli igienici svolti nella struttura e soprattutto in seguito alla morte, per infezioni batteriche, di due neonati a cui era stato dato latte in polvere prodotto in tale stabilimento.

Non sono poi risultate prove di collegamento tra l’infezione e il latte in polvere e, con molta cautela e non nell’immediato, la Abbott potrà riprendere la produzione.

Il latte in polvere (e non) alimento di prima necessità

Ripercorsi insieme questi passi, arriviamo all’oggi.

Lo sapevate che negli Stati Uniti solo una madre su quattro alimenta i figli esclusivamente con latte materno?

Che la neo mamma decida di allattare, per mancanza di latte, una questione personale, motivi di salute… non è il caso di prolungare l’articolo indagando sul perché di queste scelte.

Però occorre riflettere su chi siano le persone più colpite da questa carenza di latte in polvere, le famiglie legate a minoranze etniche.

Una scelta obbligata

Sempre parlando degli USA, solo il 17% delle donne con figli ha infatti accesso ad un congedo di maternità.

Se non vuoi perdere il lavoro (e il pane oltre che il latte) sono alti i casi in cui entro i tre mesi dal parto occorre tornare operative.

Circa a lavoro e famiglia: come influiscono nel quotidiano di tutte le coppie, già ne parlavamo in un precedente articolo. Capirete invece che vista sotto questi termini, proseguire l’alimentazione del neonato con il latte in polvere diventa una scelta quasi obbligata.

(Piccola “ciliegina sulla torta”: per i programmi di sostegno ai nuclei familiari a basso reddito, la Abbott rientra come principale fornitore).

È in arrivo un bastimento carico di… latte in polvere!

Secondo il Washington Post, nella prima settimana di maggio le scorte di prodotti in formula erano più basse del 43% rispetto al solito.

Finalmente, dopo diverse settimane di crisi, per tamponare la carenza, iniziano ad arrivare dall’Europa i primi carichi di latte in polvere: un aereo militare speciale partito dalla Germania, tonnellate di scatolame da Zurigo, milioni di confezioni di latte in polvere Nestlè volano in suolo americano.

Defense Production Act, ossia:

Scrive il Corriere: “La crisi è stata presa in carico addirittura dalla Casa Bianca. Il presidente ha invocato il «Defense Production Act». Il provvedimento, varato nel 1950 in concomitanza con l’inizio della Guerra di Corea, autorizza il presidente ad ordinare al settore manifatturiero di dare priorità alle forniture a determinati settori produttivi.

Concepito per consolidare lo sforzo industriale bellico, il provvedimento servirà ora ad accelerare la produzione di latte in polvere nel Paese, per tentare di far fronte rapidamente alla carenza sugli scaffali. A tal fine, Biden ha anche ordinato ai fornitori di dare priorità alla produzione di baby formula e ha disposto che i ministeri della Salute e dell’Agricoltura usino i cargo della Difesa per importare dall’estero latte in polvere…

Reazione a catena…

Non solo, se ad ogni azione corrisponde una reazione, negli ultimi tempi, per far fronte al problema della carenza del latte in polvere per neonati, molti genitori si sono rivolti alle banche del latte.

In contemporanea è anche aumentato il numero di mamme che si sono dette disposte a donare il proprio latte a chi ne ha bisogno e altri produttori di latte artificiale come Reckitt Benckiser e Nestlé hanno cercato di aumentare la produzione e di fare arrivare maggiori scorte negli Stati Uniti.

In tutto questo traiamo ancora una volta spunto dalle favole e nello specifico, ci rifacciamo al caro vecchio Esopo, scrittore di piccole storie con grandi insegnamenti, che già ci aveva ispirato a scrivere come avvicinarsi ad essere genitori perfetti.

Occorre davvero piangere sul latte versato?

Chi non ha sentito dire (o non si è sentito dire) “è inutile piangere sul latte versato”?

Come ci spiega Giovanni Cozza il significato di questa espressione tratta da “la lattaia” di Esopo, comunemente viene usato per spiegare che è inutile disperarsi e lamentarsi dopo aver commesso degli errori che non si possono annullare e riparare.

Nella sua pagina troverete la storia completa e un’ interessante osservazione:

il vero significato per cui si usa questa espressione è un altro. Piangere non serve. Consolati con un dolce o una birra e poi elabora a mente fredda un piano più efficace.

Sognare obiettivi futuri è fondamentale, ma è importante assicurarsi che il proprio piano sia realistico e che tenga conto degli imprevisti. Metti una data di scadenza al tuo sogno e poi lavora per realizzarlo. Altrimenti è probabile che ti troverai a “piangere sul latte versato”.

Goccia dopo goccia…

Emergenza latte in polvere… la goccia che fa traboccare il vaso.

Cari adulti quante guerre si dovranno ancora affrontare? Virus, bombe, latte… a colpi di cosa si arriverà ancora a colpire?

Cari bambini, se in qualche modo grazie a voi viene modificato da guerrigliero a nutritivo il senso di un provvedimento concepito per consolidare lo sforzo industriale bellico, ora mirato ad accelerare la produzione di latte in polvere nel Paeseforse per cambiare il mondo il solo coraggio degli adulti non è sufficiente.

Forse il vero segreto sta nell’avere il coraggio di imparare a vivere diversamente. Avete quest’onere e questa possibilità.

Noi troppo spesso non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati, diamo tutto per scontato, le notizie del mondo intorno ci toccano ma fino ad un certo punto… e così ci armiamo delle armi sbagliate, dimenticando quali siano le più potenti, quelle che servono davvero per portare avanti le nostre idee buone e nutrienti.

I bambini cambieranno il mondo

Sappiamo lottare per ciò in cui crediamo? O tendiamo a non confrontarci ma a confonderci con gli altri?

Soprattutto, come possiamo ricordarci di svegliarci e vivere il nostro ruolo in una società che ha il dovere di fare del presente un futuro migliore?

Sempre restando negli Stati Uniti, Amanda Gorman è la più giovane poetessa nella storia degli Stati Uniti ad aver recitato una sua poesia alla cerimonia d’insediamento presidenziale nel 2021. E scrive un libro che parla di cambiamento, speranza e futuro.

Il titolo?

I bambini cambieranno il mondo.

E così, crediamoci ed imitiamoli, forse i lattanti hanno davvero la possibilità di cambiare le cose… almeno lasciamogli abbastanza latte per permettergli di insegnarci, o torniamo a farlo noi.

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