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Educare i figli con sintonia aiuta coppia e figli

Educare i figli con sintonia di coppia è possibile e permette di far crescere il legame tra gli sposi, di far sentire davvero amati i figli e di insegnargli veramente ad amare. Fondamentale è il dialogo e l’assimilare progressivamente anche la sensibilità del coniuge.

Categoria: coppie e figli

Articolo di: Sara Foradini

Abbiamo già parlato dei primi giorni dopo il parto e di come, con le giuste attenzioni, si possa negare che i figli allontanino gli sposi. Adesso vogliamo affrontare il tema di come educare i figli mantenendo una sintonia di coppia.

I bambini crescono in un lampo ed inevitabilmente si verificano i primi disaccordi sul come educare i figli, sulle diverse priorità di nozioni e valori da trasmettergli, sul cosa permettergli di fare o meno. Per quanto marito e moglie possano essere concordi nelle scelte, nelle visioni della vita e nei valori condivisi, non saranno mai  uguali (e menomale!)  La percezione che abbiamo riguardo a persone ed eventi è determinata dai nostri caratteri, dalle nostre esperienze, dai nostri vissuti, dalle nostre ferite e dal modo in cui siamo stati cresciuti.
Di conseguenza non disponiamo degli stessi occhiali per guardare il mondo ed i nostri figli!
Alcuni partners hanno lenti con gradazioni molto simili e quindi riscontrano poche difficoltà nell’educare i figli, ma comunque l’intesa sta nella capacità di mettersi gli occhiali dell’altro, nel prendere decisioni di comune accordo. Se mio marito e i miei figli sono i miei tesori, ciò che avrò a cuore sarà trovare soluzioni accettabili per entrambi e sane per i figli, anziché imporre le mie idee e basta.

Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta lo spiega così nel suo libro “Andare d’accordo“: “Ogni genitore, per impostare il rapporto con i figli e creare la giusta atmosfera affettiva, ha a disposizione una diversa tavolozza di colori ed il suo stile educativo non potrà che essere originale e personalissimo. Il modo di voler bene di ciascuno è paragonato a un’impronta digitale, costituita da capacità e sfumature molto diverse ed inimitabili.”  Inoltre afferma che “ognuno ha a disposizione una propria cassetta degli attrezzi contenente strumenti diversi con cui gestire la relazione educativa”.
Delle belle metafore per spiegare che papà e mamma sono diversi. E come sono arricchenti le differenze! E quanto prenderne consapevolezza aiuta a non star male e a non farsi del male, ma anzi costituisce il primo passo verso la sintonia educativa.

Ma che cos’è la sintonia educativa e come si raggiunge?

Osvaldo Poli la definisce la capacità di utilizzare anche gli strumenti dell’altro, di assimilare progressivamente la sua sensibilità fino a farla diventare parte del proprio modo di essere vicino ai figli […] facendo propri “altri modi di voler bene”. […] In tal modo si passa dalla sensibilità educativa personale alla cultura educativa di coppia, per cui ogni genitore, anche quando agisce da solo, “ha in sé” l’altra persona. Non è meraviglioso? Ecco come l’essere genitori diventa così motivo di unione e non di divisione.
Una condivisione profonda rafforza il “Noi”, lo definisce ampliandone i contenuti ed allargandone i confini.
In questo modo marito e moglie
hanno un’occasione in più per amarsi meglio, uno stimolo in più per entrare in una comunione profonda.
Dunque amando mio marito non solo amo lui, ma amo anche i miei figli ed amando i miei figli avendo in me mio marito permetto loro una crescita sana. Dai nostri gesti d’amore impareranno a loro volta ad amare!
Quanto è liberante tenere presente che non vi è antagonismo, non c’è una scelta da fare ma facciamo parte della stessa squadra, dello stesso nucleo vitale! Mi viene in mente la canzoncina del cartone della Lego che con un’allegria contagiosa esordisce con: “è meraviglioso, è meraviglioso far parte di un team!”
Osvaldo Poli afferma che “educare i figli è la cosa più importante che marito e moglie fanno assieme”.
Analizzando questa frase possiamo ricalcare alcune nozioni fondamentali:

  • la cosa più importante”:

perché riguarda la coppia e la sua crescita, perché è una cosa che vivono per molti anni della loro vita matrimoniale; perché “c’è in gioco il bene di chi maggiormente sta a cuore ad entrambi”,utilizzando le parole di Osvaldo Poli, che inoltre afferma: “il buon rapporto di coppia si traduce nella possibilità di educare bene i figli e per il bene dei figli si è costretti ad affrontare i nodi irrisolti e a migliorare il rapporto di coppia.”

Mariolina Ceriotti Migliarese, medico neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, nel suo libro La coppia imperfetta:  afferma:“Perché sia possibile fuggire alla tentazione sempre in agguato di appropriarsi dei figli, è necessario che il rapporto tra genitori sia coeso ed equilibrato, che la coppia sappia alimentare continuamente la propria relazione rendendola ricca e soddisfacente.

  • marito e moglie”:

non mamma e papà, ma marito e moglie che restano tali, non abdicano al loro impegno come coppia perché sono consapevoli di essere “temporalmente precedenti e di svolgere il ruolo di sostenimento” come afferma O.Poli che continua  “il modo di fare coppia prolunga i suoi effetti nell’ambito dell’ educazione dei figli perché i problemi educativi sono di solito affrontati mediante lo stesso stile con cui funziona il rapporto di coppia.” 

  • fanno”:

presuppone un’azione, non una passività che delega solo alle istituzioni o ad estranei

  • assieme”:

unendo le forze, attivandosi insieme senza fare a meno l’uno dell’altro poiché anche i figli hanno bisogno di entrambi

Che cosa succede se questa sintonia viene a mancare?

Cito di nuovo Osvaldo Poli:

“La mancanza di sintonia educativa ha come effetto negativo più frequente il fatto che i figli approfittino del disaccordo dei genitori per fare ciò che vogliono esaltando gli aspetti più immaturi del loro carattere.”

“Se un figlio avverte che un genitore non ha l’appoggio del partner e che per le sue prese di posizione potrà esser sgridato o smentito dall’altro, la sua autorevolezza è annullata

E ancora afferma cheLo scollamento della coppia permette ai figli di sviluppare gli aspetti più immaturi, opportunistici ed egocentrici del loro carattere, compromettendo gravemente la loro maturazione psicologica”. Inoltre il fatto di non avere un commento, un rimando, un filtro che faccia da specchio da parte dell’altro ci lascia ingabbiati nei nostri limiti e ci impedisce di migliorarci ed arricchirci grazie ad un confronto.
Ecco che la frase “per amare i tuoi figli devi amare la loro madre/il loro padre” assume sostanza.
In quest’ ottica la coppia riceve un motivo in più per impegnarsi a funzionare e a costituire un nucleo solido in modo che i figli non si sentano frammentati, come succede purtroppo a molti ragazzi con i genitori separati.

In che modo è però possibile stabilire una vera sintonia educativa per educare i figli?

Osvaldo Poli afferma che “La condizione indispensabile per attuare una reale collaborazione educativa consiste nella capacità di attuare un vero dialogo all’interno della coppia […] che non significa trovarsi sempre d’ accordo, ma riuscire a dirsi reciprocamente:

1-“come si vedono i figli

2 -“come ci si vede

3 -“cosa si pensa l’uno dell’ altro come educatori, per aiutarsi a tirar fuori il meglio di sé.

La sintonia nell’educare i figli si esprime al massimo grado quando il dialogo di coppia rappresenta le seguenti caratteristiche:

  • è forte
  • è aperto
  • è valorizzante
  • è desiderato
  • è considerato importante
  • è paritario
  • è leale

Il libro affronta tantissime situazioni, paure ed interessanti argomenti che per ovvi motivi non posso riportare, ma vi invito a leggerlo se vi interessa approfondire l’argomento e siete chiamati ad educare i figli.  Abbiamo quindi compreso l’importanza della coppia e del dialogo al suo interno per poter educare i figli in un modo che si rilevi costruttivo per tutta la famiglia.

Un’altra nozione importante riguarda le decisioni. Se entrambi abbiamo un personale metro di paragone riguardo alla pulizia, all’educazione, al rischio, al pericolo…chi decide alla fine?

Penso che non esista una ricetta precisa ed assicurata, ma dal basso della mia recente esperienza posso dire una cosa che su di noi funziona: la regola non scritta. Ovvero dopo aver espresso i giusti chiarimenti e le varie opinioni, se uno dei due non è d’accordo su qualcosa riguardante nostra figlia, questa cosa non viene fatta. In tal modo entrambi ci sentiamo sullo stesso livello, ad entrambi è tolta la smania di possesso e sentiamo che quanto esprimiamo viene ascoltato e preso in considerazione. L’eccezione riguarda i casi in cui si tratta di qualcosa che per uno dei due ha un’importanza rilevante. In tal caso se ne parla e si cerca un accordo che accontenti veramente entrambi. Molte volte basta variare alcuni dettagli o ricevere alcune rassicurazioni! I litigi a volte ci sono lo stesso, ma abbiamo già detto molto al riguardo! Per il futuro non vi so ancora dire perché come sempre tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma speriamo di riuscire a parlarci il più delle volte in separata sede in modo da trasmettere idee chiare ed univoche ai nostri figli senza farne un dramma se quella volta eccezionale gli capiterà di sentire una nostra incomprensione, dopotutto si sa quanto sia importante essere autentici e come si possa diventare creativi per fare la pace!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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