Litigi di coppia: piccolo kit di consapevolezza

18 Ottobre 2017
categorie: crescita di coppiadi Marco Mattio

Una delle domande che a volte mi pongo riguardo ai litigi di coppia (in maniera un po’ scherzosa, ovviamente) è: ma è nato prima il litigio e poi la coppia o viceversa? La credenza popolare e il cantante Jimmy Fontana negli anni 70  l’hanno inquadrato nel detto popolare “l’amore non è bello se non è litigarello”, ma c’è davvero da chiedersi: è davvero così fondamentale litigare per costruire una relazione sana? E le domande che spesso vengono fuori sono: “Ma è normale litigare così tanto?”, “Perché litighiamo così spesso?“.

I litigi di coppia sono una dinamica molto importante della relazione. Un sano litigio con tutte le dinamiche che ne nascono è un segnale di una relazione viva! Se avete smesso di litigare rientrate quasi sicuramente in uno di questi casi:

  1. siete molto lontani fisicamente e riuscite a trascorrere poco tempo insieme, troppo poco per sviluppare le dinamiche dei classici litigi di coppia;
  2. siete diventati monaci zen e state praticando l’antica arte dell’annullare le emozioni;
  3. non c’è più una relazione e vi siete arresi, vi importa poco quello che l’altro fa…

Se prima di leggere questi 3 punti pensavate che i frequenti litigi di coppia fossero un problema pesante, ora probabilmente vi sentite sollevati e non scambiereste mai le vostre sane litigate con nessuno di questi 3 punti (tantomeno l’ultimo).

Perché il litigio è così importante?

Non vorrei fare un’analisi del come mai si litighi, anzi sarebbe bello chiederlo a voi, perché ogni relazione ha le proprie dinamiche e delle ottime motivazioni. Credo però che sia molto più utile capire ciò che ci accade dentro, quali siano le nostre dinamiche interiori che ci portano a chiuderci o ad esplodere mettendoci in difficoltà.

L’errore più grosso che una coppia può fare riguardo al litigio, infatti, è proprio:

Non affrontare i litigi di coppia e rimandarli

Questa dinamica non è strana. In fondo ci sono così tante preoccupazioni e pesi nel quotidiano che si vorrebbe che il nido famigliare fosse un luogo sicuro in cui tutto vada bene, che fosse libero da situazioni emotivamente troppo impegnative. Ci può essere quindi la tendenza a rimandare le discussioni (lasciando che si ingrandiscano e prendano energia), sottovalutando il fatto che il litigio, in fondo, non è altro che una forma di comunicazione, in cui si tira fuori ciò che probabilmente si sta vivendo con difficoltà.

Ma se potessimo osservarci dall’esterno come uno spettatore silente, cosa scopriremmo delle nostre dinamiche di litigi di coppia? Ci accorgeremmo che ci sono meccanismi interni che portano a chiuderci o a rafforzare gli aspetti negativi e squilibranti (quelli che ci fanno uscire dal litigio solo per resa o per sfinimento), e ci sono invece delle dinamiche vincenti che funzionano da antidoti, le quali, per essere attuate, hanno bisogno semplicemente di un po’ di consapevolezza di ciò che sta accadendo.

Nella dinamica dei litigi di coppia si tende ad assolutizzare il problema e a mettere le cose sul personale anche quando non lo sono

Il cervello tenderà sempre a pensare che quella mancanza sia stata fatta intenzionalmente, o ancora che quella disattenzione celi dentro di sé una mancanza di fiducia nei confronti dell’altro. Il problema invece è molto più semplice e confinato e non ha nulla a che vedere con la persona, ma con le cose fatte dalla persona.

I litigi di coppia portano poi anche a generalizzare quella dinamica verso tutto il resto della vita

L’essersi dimenticati di portare fuori la spazzatura o di cucire il bottone alla camicia vengono generalizzati e diventano: “non mi aiuti mai“, “devo fare tutto io“. Si crea un sentimento, anzi un risentimento che il cervello generalizza e lascia sconfinare diventando qualcosa di molto lontano dalla verità. La realtà è ben diversa: oggi non mi aiutato in quel momento in cui avrei avuto bisogno. Probabilmente ci sono moltissime altre cose che invece l’altro ha fatto e che ci sono state d’aiuto, ma non siamo riusciti ad accorgercene proprio perché l’altro è riuscito ad anticipare un nostro bisogno.

Nel litigio c’è sempre una dinamica deformante che ingrandisce, deforma e proietta nel tempo i nostri sentimenti

Per ritornare all’esempio di prima, spesso si limita perché i nostri sentimenti sconfinano. Quel “Non mi sono sentita aiutata nelle faccende domestiche” di cui parlavamo prima all’interno dei propri processi mentali e sentimenti, diventa: “Non mi aiuterà mai in nessuna faccenda domestica, devo e dovrò sempre pensare a tutto io”. E’ un meccanismo che tende ad ingigantire come un’enorme lente di ingrandimento e che deforma i fatti. La realtà è sempre la stessa anche se i nostri pensieri tendono per paura a deformarle. Proiettare nel tempo quello che si sta vivendo è uno stratagemma del nostro sistema di difesa inconscio per far sì che quella cosa non si ripeta più. Affrontando i litigi di coppia è opportuno ricordarci di queste dinamiche e ritornare sempre alla concretezza dei fatti.

Quello di cui abbiamo bisogno sono quindi delle piccole e semplici tecniche e strategie personali per disinnescare questi meccanismi. Sono consigli piccoli e molto semplici che è opportuno studiare quando si è calmi e sereni. Perché alla fine disinnescare i litigi di coppia è solo questione di atteggiamento:

Il primo antidoto contro i litigi è l’ascolto

Ascoltare, Ascoltare e Ascoltare! So che vi aspettavate chissà quale stratagemma astruso, ma il primo passo per disinnescare la dinamica di litigio è proprio:

  1. ASCOLTARE se stessi, le proprie emozioni, quello che si sta vivendo, il proprio corpo e i propri pensieri.
  2. ASCOLTARE l’altro, la sua posizione di fronte al problema, i suoi sentimenti, come si sente.
  3. Rimanere aperti e ASCOLTARE la vostra voce interiore che vi suggerisce e risponde alla domanda: “Cosa è il bene profondo della nostra relazione in questo momento?”

 

Il secondo cavo da scollegare per disinnescare la bomba del litigio di coppia è lo sguardo nei confronti dell’altro

Possiamo spesso riconoscere che non c’è nulla di fisico (certo, se il litigio diventa violento fisicamente, è un altro discorso e ti consigliamo di parlarne subito con qualcuno: non finire nemmeno questo articolo!).

La situazione che si sta vivendo è certamente un’esperienza dolorosa, ma si può provare a guardare le cose da un altro punto di vista: “Questo è il meglio che l’altro, con il suo passato, con la sua giornata, con i suoi limiti al momento mi riesce ad offrire, ma questo non significa che mi voglia fare del male”. Questo pensiero fa scendere l’accusato dal banco e ci aiuta a riconoscerlo come una persona umana, con tutti i suoi limiti, esattamente come noi stessi.

Terzo e ultimo stratagemma è quello di portare la comunicazione su un piano oggettivo

Slegate le persone dai fatti! Prendetevela con i fatti oggettivi, comunicate i sentimenti che i fatti hanno generato in voi. Non prendetevela con la persona. Farlo cambierà totalmente il vostro modo di litigare. Sarà molto più semplice esprimere ciò che provate. Al posto di dire: “Mi hai fatto sentire una stupida di fronte a tutti” (soggettivo) si potrebbe dire: “Mi sono sentita una stupida quando hai detto…” (oggettivo). La prima diventa un’accusa, la seconda è proprio un dato oggettivo di fronte al quale c’è spazio per provare empatia, per comprendere che c’è un comportamento che ha generato quel sentimento e per dare nel dettaglio precisazioni su quanto è successo. Sarà chiaro, facile da ricordare e riconoscibile la prossima volta per non cadere nello stesso errore.

Se vi va di approfondire l’argomento, è sicuramente utile il libro di Paola Libanoro “E vissero… felici e vincenti. Come comunicare bene in coppia“, che ci ricorda che in una coppia o si vince entrambi insieme o non vince nessuno. E anche il litigio è una di quelle dinamiche in cui possiamo impegnarci a far vincere entrambi. Buoni litigi a tutti!