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Perchè non mi capisce

“Perchè non mi capisce?(!)”: la fatica di essere genitori insieme

“Perchè non mi capisce?(!)”: è questa domanda che spesso indirizziamo nei confronti della mamma o del papà dei nostri figli. Non ci sentiamo compresi, o apprezzati nei nostri sforzi di adempiere al nostro ruolo genitoriale o di partner. “Non gli/le va mai bene nulla” ci sentiremmo rispondere dall’altra parte. Come si arriva però a questo? […]

Categoria: coppie e figli

Articolo di: Agnese Lombardi

“Perchè non mi capisce?(!)”: è questa domanda che spesso indirizziamo nei confronti della mamma o del papà dei nostri figli. Non ci sentiamo compresi, o apprezzati nei nostri sforzi di adempiere al nostro ruolo genitoriale o di partner. “Non gli/le va mai bene nulla” ci sentiremmo rispondere dall’altra parte.

Come si arriva però a questo? Cosa succede alla coppia quando arriva un figlio?

Proviamo ad osservare…

Ecco: Maria e Riccardo… Hanno appena avuto una bambina! Che gioia! L’attesa è finita, è nata la piccola Emma. Ed ecco che viene consegnata nelle braccia del padre prima e poi appoggiata in grembo alla mamma.

Andiamo più da vicino a vedere che succede nelle loro menti:

Maria: mamma

Maria sa qual è il suo ruolo: essere una mamma capace, in grado di provvedere in tutto e per tutto alle richieste della propria bambina.

Lei sa che è il suo compito prendersi cura di Emma, si sente pronta a mettere in campo tutte le sue competenze, il suo istinto e la sua voglia di esserci.

Cerca di tenere tutto insieme, d’altra parte non lavora, devo solo stare a casa e occuparsi della bambina e di tenere un minimo ordinato e pulito.

Prendersi cura di Emma durante tutto il giorno non è semplice, a volte arriva la sera che è ancora in pigiama.. Lei è nella sua bolla… Sa cosa deve fare e per essere una brava mamma ce la sta mettendo veramente tutta. Le piacerebbe che Riccardo la aiutasse un po’ di più che non fosse sempre lei a dirgli cosa deve fare.

Passano gli anni. Emma è cresciuta e va a scuola. Maria continua a pensare che il suo primo compito sia di prendersi cura della sua bambina, va alle riunioni, la prende e l’accompagna e quando non può lei ha scelto una baby sitter con cui si trova molto bene. In più si occupa della casa, prepara la cena… E poi lavora.

“Perchè non mi capisce”

Si chiede Maria.

Essere mamma è bello, ma anche faticoso e in più c’è il carico di tutte le altre cose. Ed è sola ad occuparsene. Non sente il sostegno e l’appoggio di Riccardo. Lui è come se vivesse in un altro mondo, non capisce cosa significhi avere il carico di pensare a tutto.

Quando torna a casa tutte le sere lui si cambia, saluta, gioca un po’ con Emma. E’ un bravo padre, ma lascia a lei tutte le decisioni e l’organizzazione di ogni cosa. Se gli affida un compito, apriti cielo!

La spesa non lo manda a farla, se no arriva con una quantità di schifezze allucinanti, la cena è meglio che non la prepari, perchè se no ci sarebbe pasta con il tonno tutte le sere, se svuota la lavastoviglie deve poi sempre passare a riordinare ciò che ha lasciato in giro perchè non sa dove mettere le cose….

E così si finisce per litigare: litigare perchè fa le cose o litigare perchè la critica per come le fa, senza sapere il peso che lei porta. Lei urla, lui si ammutolisce.

Ogni tanto pensa che sarebbe bello scambiarsi i ruoli, dover pensare solo al lavoro e a nient’altro… Lui non capisce quanto sia stressante dover gestire tutto.

Riccardo: papà

Da quando è nata Emma Riccardo ha gli occhi a cuoricino!!! Ama immensamente la sua bambina e la forza di sua moglie in sala parto l’ha riempito di orgoglio e tenerezza. La sua vita non potrebbe essere più piena.

Lui sa qual è il ruolo di un bravo padre! Portare a casa la pagnotta, fare in modo che alle sue donne non manchi nulla. Per questo si butta a capofitto nel lavoro, pieno di entusiasmo. Sarà un sacrificio dover stare lontano, tornare al lavoro quando con soli tre giorni di paternità non è riuscito a godersi la sua piccola famiglia, ma è ciò che deve fare e lo farà!

Tornando a casa però non viene accolto come si aspettava. Maria è completamente assorbita dalle richieste della bimba. Si sente escluso da una parte e dall’altra si sente impotente, inutile di fronte alle urla di Emma e alla stanchezza di Maria.

Passano gli anni Emma ormai è grande e va a scuola: Riccardo continua ad impegnarsi per non fare mancare nulla alla sua famiglia, è riuscito anche ad ottenere una promozione e qualche benefit in più. Quando torna a casa non vede l’ora di rilassarsi e stare con Emma, così aiuta anche Maria che può fare ciò che deve fare tranquilla, guarda i suoi quaderni, le cose che ha imparato.

“Perche non mi capisce”

Si chiede Riccardo.

Maria è arrabbiata, sempre, o quasi.. Se lui sta con Emma dopo il lavoro si arrabbia perchè non la aiuta in casa, se la aiuta si arrabbia per come la aiuta, se si mette a non fare nulla sul divano si arrabbia, se prova a cercare un dialogo si arrabbia perchè non ha tempo di chiacchierare e lo manda via. E poi nel letto.. Lei legge un libro o si guardano insieme una serie TV, raramente fanno l’Amore e ancora più raramente parlano tra loro progettando un nuovo futuro..

Perchè Maria non capisce? Perchè lo accusa di non fare mai nulla, quando invece lavora tantissimo proprio per lei, così può occuparsi di Emma? Perchè non capisce che lui prova ad impegnarsi per essere un bravo padre e un bravo marito, almeno per come immagina lui dovrebbe esserlo, visto che lui un papà presente non l’ha mai avuto…? Perchè quello che fa non va mai bene? Perchè non lo coinvolge? Perchè non gli dice di cosa ha bisogno e cosa vuole?

Se solo Riccardo sapesse quello che vuole da lui Maria… Se si confidasse… Almeno lui saprebbe cosa deve fare, cosa vuole.

Perchè non si capiscono?

Maria e Riccardo…

Chi dei due sbaglia?

Maria così assorbita dal suo ruolo di mamma, custode del focolare, lavoratrice, moglie da dimenticarsi che lei non è solo tutto questo, ma molto di più! I ruoli finiscono prima o poi per starci stretti… Prendi il tempo. Sei mamma sì, ma prenditi il tuo tempo. Il tempo per vedere un’amica, il tempo per far parte di un gruppo mamme, il tempo per andare dall’estetista.

La migliore mamma che un bimbo possa desiderare è una mamma felice

E poi veniamo a Riccardo: essere papà non è semplice. Il suo ruolo un tempo era lavorare e tornato dal lavoro impartire premi e punizioni dall’alto della sua autorità. Il pater! Ma il suo posto qual è adesso? Non è vicino al bambino perchè c’è la mamma, non è al lavoro perchè è richiesta anche a casa la sua presenza… Cosa deve fare un papà per la propria famiglia?

Deve fare il contenitore per i primi mesi: deve essere lì per la mamma dei suoi figli ad accoglierla, incoraggiarla, farla sentire che sta facendo un buon lavoro. Prendersi cura del bambino quando non sta attaccato alla tetta. Questo permetterà alla mamma di sentire che può contare su un papà, senza bisogno di dover fare tutto da sola. Imparerà a chiedere, a dire ciò di cui ha bisogno e insieme affronteranno le sfide quotidiane.

Come arrivare a “Tu sì che mi capisci”

Abbiamo capito che è importante non lasciare mai cose non dette, che dare per scontato che l’altro “sappia” o capisca cosa abbiamo nella mente è impossibile.

Sappiamo che essere coppia non è semplice.

Essere coppia dopo l’arrivo di un figlio può essere più difficile se si smette di condividere e comunicare. Un figlio non peggiora la vita di coppia, ma assorbisce più tempo. Il tempo che prima ognuno dedicava a se stesso e il tempo che si dedicava uno all’altro.

Educhiamoci allora a pensare che la presenza di un figlio non significa solo sacrifici, ma significa riorganizzare il nostro tempo, fare spazio ad un terzo, che sicuramente all’inizio richiederà una grossa fetta del nostro tempo, ma col tempo, se abbiamo saputo fare bene il nostro mestiere di genitori, vorrà sempre più tempo suo e meno “nostro”.

Ritagliamoci i piccoli nostri spazi, come “Io”, come “Noi”.

Perchè Genitori Felici, crescono Figli Felici.

Un aiuto concreto? Proviamo!

Vi lascio un piccolo consiglio concreto: appendete in un posto che decidete voi una lavagnetta e utilizzatela per messaggi pratici come ad esempio la lista della spesa o cosa c’è da fare per quella giornata in casa, così che entrambi lo sappiate e possiate essere intercambiabili. Lasciate poi messaggi d’amore uno all’altra, come una bacheca che possa essere visibile. Mettere nero su bianco ciò di cui c’è bisogno può aiutare l’altro a comprendere e sentirsi amati in ciò che si è aiuta a sentirsi più uniti e vicini nella vita di ogni giorno. Per non dover più pensare: “Perchè non mi capisce?”.

Ricordatevi di usarla tutti i giorni!!!!

Cosa ne pensate? Vi siete ritrovati in Maria e Riccardo? La lettura vi è stata utile per capire un po’ meglio voi stessi e il partner?

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8 responses

    1. Grazie della tua condivisione, è davvero emozionante anche per me sapere che le parole che ho scritto risuonano nel tuo cuore di lettrice

  1. Utilissima lettura, da Giulia, mi sono ritrovata in Giulia e comincerò a non lasciare sospesi col mio “Riccardo”, fonte delle nostre 2 splendide creature.

    1. Proverò questo metodo, ammetto che in diverse litigate lui mi ha accusato di essere sempre arrabbiata. Ma nonostante le litigate il suo atteggiamento non cambia. Magari devo cambiare approccio e anche se è difficile cercare di vivere più serenamente. Grazie!

      1. Ciao Alessandra, le giornate con i figli e tutto il resto degli impegni personali e familiari a volte sembrano troppo lunghe, a volte troppo brevi e i litigi con il proprio partner sono la norma per molte coppie. Se è un cambiamento che ti piacerebbe ci fosse, sono sicura che se invece che affrontare il problema “arrabbiati” e centrando il discorso su io sono nel giusto e tu nel torto, ma sereni, mettendo sul piatto fatiche e sofferenze e una richiesta di aiuto, appoggio, amore, riuscirete ad avere un dialogo efficace. Cambiare tu, per cambiare lui e voi, insieme! Un bel progetto! In bocca al lupo!

  2. La lettura è molto interessante perché fa capire che gli stessi problemi di comunicazione sono un po’ in tutte le case…ma arrivata in fondo speravo di trovare qualcosa di più di una scritta su una lavagnetta..anche se può essere un buon punto di partenza!

    1. Ciao Alice, ti ringrazio del tuo commento, il mio obiettivo era proprio esplicitare che i “tuoi” problemi come donna, uomo, mamma, papà, compagno, compagno e coppia sono problemi quello che un po’ tutti viviamo e che a volte basta poco per risolverli. Per questo il consiglio finale è piccolo. In un post sulla pagina di Briicks Maria scriveva: “Con una facilità disarmante si torna sconosciuti”: e con facilità si può riuscire a mettere fine al morire dell’intimità. Ti ringrazio molto per la tua critica costruttiva e del tuo interesse rispetto ai problemi di comunicazione. Lo terrò a mente per i prossimi articoli!

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