La più alta forma di civiltà

Ciao e buona settimana!

 

Grazie se hai già compilato il questionario che ti abbiamo proposto scorsa settimana, ci sta aiutando moltissimo a farci un’idea di come aiutare le coppie con figli con dei contenuti, degli spunti, articoli e video.

Se non sai di cosa stia parlando ti faccio una super sintesi: a metà ottobre faremo una festa digitale per il lancio di Treetime, l’esperienza di crescita per le coppie con figli a cui stiamo lavorando da mesi e abbiamo chiesto a chi ci segue di aiutarci compilando un questionario!

Se non l’hai ancora fatto sei ancora in tempo! 😎

E questa settimana rilanciamo, ti va di aiutarci e condividere il link con le persone a te ci vicine? ❤️
Il link come sempre è nel Post Scriptum!

Qualche settimana fa, ho letto sull’ huffington post uno spunto interessante che desidero condividere con te per il nostro consueto messaggio settimanale, e guarda caso il messaggio continua a parlare di tempo!

“Uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale riteneva fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami, pentole di terracotta o macine di pietra. Ma non fu così.

Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore rotto e poi guarito. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca.

Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi.

Mead disse che aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo”.

Ogni giorno, qui nella civiltà, siamo chiamati a prenderci cura di qualcuno in modo più o meno indiretto. Per farlo non c’è bisogno che abbia un arto rotto: ogni giorno a lavoro o in famiglia ci stiamo prendendo cura degli interessi, del benessere della crescita di qualcun altro, questa è la cosa che ci rende umani e che dà un significato profondo alla nostra esistenza e alla nostra civiltà.

Ma c’è un qualcosa che contraddistingue ancora di più la nostra civiltà e in modo particolare le relazioni d’amore.

Si chiama gratuità: ti amo per quello che sei e non per quello che puoi darmi. Lo faccio disinteressatamente, senza desiderare nulla in cambio. Ti amo perchè mi sta a cuore la tua vita, il tuo bene e la tua felicità.

Questa e la più alta forma di civiltà e ti auguro di viverla, crescerla e donarla ogni giorno sempre di più!

Buona settimana della cura disinteressata del tuo prossimo!

 

Marco e Maria

PS. Ecco il link al questionario Treetime che ti chiedo (gratuitamente e liberamente 😉) di condividere tra i contatti a te vicini! Un grazie di cuore!

Se questo contenuto ti è piaciuto, condividilo e aiuterai altre coppie a crescere e ad amarsi ancora di più

Facebook
Twitter
Pinterest
Tumblr
WhatsApp
Telegram

Lascia un commento

Seguici sui Social Media

Ecco altri articoli che potrebbero interessarti

Potrebbero interessarti anche

Le chiavi perse

Le chiavi perse

Immagina la scena seguente: è notte, hai appena fatto rientro a casa e hai le chiavi della macchina in mano ma all’improvviso salta la corrente

Leggi tutto »
Vicolo cieco o fossato?

Vicolo cieco o fossato?

Alla fine degli anni ‘50, due delle nazioni più importanti del mondo decisero di voler sviluppare un progetto incredibilmente ambizioso: realizzare un aereo che raggiungesse

Leggi tutto »