Solo 3 su 120 indovinarono

Ciao, buona nuova settimana! ❤️

Questa per noi è certamente una settimana speciale perché sabato la nostra Agnesina si sposa e visto che qui in Briicks abbiamo fatto dell’amore di coppia una missione di vita, questo evento ha lo stesso sapore di un Royal Wedding!

Un altro appuntamento assai importante è anche questo: mercoledì iniziamo “Tu Sì che Vali – Summer Edition” dopo il sondaggio di scorsa settimana abbiamo scoperto che eravamo in in tanti! ❤️

C’è ancora posto quindi se ti interessa, non perdere quest’occasione. Gli incontri sono anche registrati quindi se non riuscite a seguire in diretta potrete recuperare subito dopo la fine dell’incontro in differita.

Eccoci pronti a per un tamburellante messaggio di crescita di coppia!

Nel 1990 Elizabeth Newton si laureò in psicologia alla Stanford University, con una tesi che consisteva nell’analisi di un semplice gioco nel quale lei assegnava ai partecipanti uno dei due seguenti ruoli: tamburellatori e ascoltatori.

Ai tamburellatori veniva consegnata una lista di 25 canzoni famosissime come ad esempio “tanti auguri” o l’inno nazionale ecc.
A ogni tamburellatore si chiedeva di scegliere una canzone e ritmarla tamburellando con le dita sul tavolo perchè fosse indovinata da un ascoltatore presente nella stessa stanza.

Appena possibile provate anche voi e vi renderete conto di quanto il ruolo dell’ascoltatore sia difficile!

Nel corso dell’esperimento della laureanda vennero tamburellate 120 canzoni e gli ascoltatori ne indovinarono solamente il 2,5%, 3 su 120. Ma ecco il motivo per il quale tale analisi meritasse una tesi in psicologia: i tamburellatori riuscirono a far passare il messaggio 1 volta su 40, ma pensavano di farcela 1 volta su 2.

Perché? Quando un tamburellatore batte le dita sul tavolo sta sentendo la canzone nella sua mente. È impossibile evitare di sentire il motivo nella propria testa. Nel contempo gli ascoltatori non sono in grado di sentire le note e tutto ciò che ricevono è un insieme di colpi più o meno sincronizzati che sono più vicini al codice Morse che ad una melodia.

Questa è la cosiddetta maledizione della conoscenza: ho una determinata conoscenza e sono pienamente convinto che sia così anche per tutte le persone con cui mi relaziono.

Questa stessa dinamica la viviamo tutti, ogni giorno comunicando con chi sta attorno a noi: ci immaginiamo nella testa una melodia che però gli altri non sono minimamente in grado di ascoltare.

Nella coppia tante difficoltà nascono da agenti esterni e nemmeno da un esaurimento del sentimento ma dai nostri limiti nel comunicare il nostro amore: crediamo erroneamente, visto che ci amiamo, che il nostro partner conosca alla perfezione la melodia che stiamo tamburellando nella nostra mente.

Basterebbe allora abbassare un po’ il volume della presunzione e alzare quello della consapevolezza per rendere il/la nostro/a amato/a consapevole dei nostri pensieri e garantirci così una relazione forte, inarrestabile e piena.

Un augurio di un amore sinfonico che sa comunicare bene ❤️

PS. Ecco il link per iscriversi al Tu Sì che Vali https://www.briicks.com/laboratorio-tu-si-che-vali/

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