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Natale in famiglia

Natale in famiglia: come sopravvivere ai parenti

Come gestire i parenti nei giorni natalizi e non finir per litigare con il partner? Ecco dieci spunti per vivere bene il Natale in famiglia!

Categoria: felicità di coppia

Articolo di: Sara Foradini

Il Natale in famiglia appartiene all’incantevole bagaglio dei ricordi dell’infanzia e si rinnova acquisendo una bellezza tutta nuova dal momento in cui ci si sposa.
Molte persone lo attendono per tutto l’anno e lo vivono con rinnovata magia avvolti nel calore familiare; per qualcun altro si tratta invece di un tasto doloroso perché riporta alla mente ricordi suscitando un senso di solitudine e malinconia, o ancora perché è sinonimo di problemi a livello di gestione familiare.
Qualunque sia il sentimento provato nei suoi confronti, di certo è un periodo diverso dagli altri: si accendono le luci nelle strade, vetrine e manichini si vestono di ornamenti sgargianti: l’atmosfera è suggestiva!
Il rischio però, tra la frenesia della corsa allo shopping per i regali ed il lavorio della preparazione di pranzi e cenoni, è di giungere a viverlo con stanchezza e tensione, che inevitabilmente ricade anche sulla coppia sfociando in liti, musi lunghi e spreco di quello che dovrebbe essere più tempo a disposizione per momenti di qualità da condividere insieme.
La vera tensione inoltre si crea quando si è chiamati a decidere come suddividere le ore a disposizione tra i vari parenti: ciò è spesso motivo di incomprensioni e malcontenti!
Questo argomento può assumere sfumature e significati molto diversi a seconda di quanti parenti si hanno e di che rapporto si ha con loro.
Certe volte sentirsi ingabbiati nelle pretese dei diversi familiari può risultare davvero stressante, tanto da far arrivare a desiderare che il Natale in famiglia termini il prima possibile.
Penso a chi non ha buoni rapporti con la famiglia di origine del coniuge o con i suoi parenti o semplicemente ha tanti incastri da dover fare e nel tentativo di accontentare tutti si procura una bella emicrania.

Come uscirne fuori? Come riuscire a curare le relazioni in modo sano nel periodo natalizio e come riuscire soprattutto a non finire per litigare con la propria metà per questi motivi?

Vi proponiamo 10 spunti per orientarvi durante l’organizzazione di un Natale in famiglia!

1- Ascoltatevi, definite preferenze e date un nome alle vostre emozioni.

Secondo noi è molto importante iniziare ad interrogarsi da subito su che cosa sia meglio fare per la coppia: giocate d’anticipo!
In generale è auspicabile imparare ad ascoltare sé stessi e la propria metà per capire che cosa sarebbe davvero meglio per voi. Dopodiché, avendo ben chiare le vostre preferenze, potrete definire le priorità e poi  provare a lanciarvi un po’ più in là dei vostri bisogni e desideri per cercare di far contenti anche gli altri. A quel punto, però, sarà una scelta consapevole perché saprete:
1 – Che cosa vorreste davvero fare voi
2 – Che cosa vorrebbe davvero fare il partner
3 – Che cosa vorreste davvero fare insieme come coppia
4 – Quali sono le priorità

Dunque, a costo di risultare ripetitivi, un’altra volta non si può sorvolare sull’importanza del dialogo!
Vi troverete in un terreno fertile poiché autentico e sincero e potrete tirar fuori la forza di volontà e l’impegno per trovare soluzioni che accontentino entrambi.
In seguito sarebbe anche meraviglioso riuscire a ricordarsi di quella zia anziana e un po’ malata per farle una visita, di quel signore che è sempre solo e magari si potrebbe aggregare, di quella ragazza che ha problemi a casa e le basterebbe una telefonata per sentirsi meglio.
Tuttavia penso che sia importante prima chiarire, ad esempio, il fatto che uno o entrambi non avrebbero voglia di farlo, per poi decidere magari di volerlo fare comunque poiché la si considera una cosa bella e giusta a livello oggettivo, o di volerlo fare apportando delle modifiche all’idea originaria (modifiche rese possibili proprio dal confronto!)
Insomma, si tratta di riuscire a non soffocare le proprie emozioni e a non reprimerle, ma al contrario guardarle in faccia e dar loro un nome per poterle superare. Quindi non fingete di non veder l’ora di trascorrere il Natale in famiglia se in realtà detestate la suocera o vi viene l’orticaria al pensiero di dover pranzare accanto al cognato!
Fingere non fa mai bene alla coppia e crea dei muri che poi sono difficili da abbattere; inoltre non vi permette di sintonizzarvi sulla stessa frequenza, in quel terreno di intesa privilegiato ed unico che spetta solo ai due sposi.
Probabilmente la prima volta che il partner sentirà che cosa realmente pensate della sua famiglia non la prenderà benissimo, ma con il tempo la sincerità ripaga sempre e comunque prima o poi la verità viene a galla, quindi meglio aprirsi subito in modo da riuscire poi a superare il tutto insieme.

2 – Pensateci bene prima di dare abitudini ai parenti.

Tenete ben presente che se abituate i vostri parenti in un modo, è poi molto più difficile riuscire a disabituarli perché si creano in loro delle attese (e magari anche delle pretese!). Dunque cercate di mettere subito in chiaro le cose appena decidete che vi sposerete. Questo vale un po’ per tutto, non solo per il Natale!

3 – Il rapporto con la famiglia di origine: un giusto mix di gratitudine e libertà.

Un altro argomento frequente riguarda chi ha problematiche importanti all’interno della famiglia di origine, dovute a motivi logistici-organizzativi oppure causate da cattivi rapporti con qualche parente.
In tal caso vige la regola che il bene della vostra famiglia sta al di sopra di tutto. Ciò non significa chiudersi a guscio o risultare cattivi e ingrati verso gli altri, ma riuscire ad acquisire un mix sano di gratitudine e libertà.
Quindi no ai ricatti emotivi, no a chi marcia sul crearvi sensi di colpa, no alle pretese e alle aspettative forzate. Se i vostri parenti tendono ad essere pretenziosi, è meglio variare tempi e luoghi il più possibile per non creare troppe abitudini. Questo vale sia per il Natale in famiglia che per i fine settimana e le occasioni di incontro durante l’anno!

4 – Il fatto che si sia sempre fatto così non significa che si debba per forza continuare a farlo.

I rituali di per sé sono qualcosa di prezioso: costituiscono il patrimonio di una famiglia, rafforzano i legami e tranquillizzano i bambini. Però i rituali non devono né risultare sterili e dunque svuotati dei loro significati, né si devono scontrare in modo grave con i bisogni della vostra nuova famiglia! Dopotutto orari, luoghi ed organizzazioni non sono importanti se paragonati alle persone e alla condivisione di tempo di qualità da trascorrere insieme! L’importante è riuscire a trascorrere il Natale in famiglia in un clima il più possibile sereno e piacevole per tutti!

5 -“A Natale puoi” ovvero far lavorare il cuore.

Il Natale è un periodo in cui siamo chiamati ad essere tutti più buoni, a fare gesti di gentilezza anche verso chi ci piace di meno e insomma:  “a Natale si può fare di più” come canta anche la canzoncina “A Natale puoi“. Quindi cerchiamo di spingerci un po’ più in là mettendo da parte vecchi risentimenti o nuove antipatie! Ci guadagneremo tutti e sarà il più bel regalo che potremo offrirci! Vivere un Natale in famiglia all’insegna della pace farà molto bene a tutti e ci darà la giusta carica per affrontare il nuovo anno con il sorriso!

6 -“The family man” ovvero rinnovare la gratitudine.

Un film che trasmettono tutti gli anni durante il periodo natalizio è “The Family Man“. Nonostante sia ormai datato, mi piace molto perché sottolinea l’importanza di diventare consapevoli dei doni che si possiedono a livello familiare. Il Natale allora può diventare un’occasione di riflessione volta ad esprimere gratitudine verso il proprio coniuge per aver scelto di dividere la sua vita proprio con noi, per donarci così tanto di sé! Ne consegue che inevitabilmente ci investirà anche un senso di gratitudine verso la sua famiglia che lo ha cresciuto, sostenuto e amato prima di noi. Se vivete difficoltà con loro, pensare a questo durante il cenone potrebbe aiutarvi a vivere un sereno Natale in famiglia!

7- Parola d’ordine: razionalizzare!

Tenete conto che, per quanto terribile potrà sembrarvi, durerà molto meno di quanto immaginate: alla fine stiamo parlando di un pranzo? Di un giorno? Di due giorni? Capite bene che il Natale in famiglia diventerà presto solo un ricordo e tutto tornerà alla normalità in un battito di ciglia!

8 – Creatività all’opera per organizzazioni non convenzionali.

Se non riuscite a dividervi tra i vari parenti, potreste decidere di unirli in modo da festeggiare una volta sola con tutti. In questo caso dovrete avvertire tutti per tempo, soprattutto se è la prima volta che avviene un cambiamento a livello organizzativo. Questa proposta potrebbe crearvi alcuni problemi logistici nel dover invitare tutti a casa vostra, ma anche se l’idea parte da voi potete comunque chiedere che si svolga da chi ha la casa più grande e in ogni caso è sempre consigliato organizzarsi in modo da suddividersi la preparazione delle diverse portate. Questa opzione vi permetterebbe di:
a – ritagliarvi molto più tempo solo per voi due, specie se di solito non ne avete abbastanza o se il partner fa parte di quella categoria di persone che vive il Natale con malinconia.
b – “buttare la patata bollente”: voi avete invitato tutti, se qualcuno non viene è lui che sceglie di non venire!
c – riuscire ad incastrare anche altre visite, ad esempio di altri parenti o persone sole.

La maggior parte delle persone trascorre la cena della vigilia di Natale con la famiglia d’origine di uno ed il pranzo di Natale con la famiglia del partner; tuttavia la soluzione di unire le due famiglie di origine può essere utile in caso di complicazioni.
Se invece le due famiglie di origine non vanno d’accordo, dunque non è pensabile unirle e la suddivisione di vigilia da una e pranzo di Natale dall’altra non basta perché magari ci sono dei genitori separati o lontani, si può optare anche per altro. Che ne dite di festeggiare anche il 26? Oppure di organizzare una bella merenda di Natale? Date ampio sfogo alla creatività!

9 – Chiedetevi: “per chi lo faccio?” 

Nel libro “Il rospo che c’è in lui” Elisabetta Tumbiolo lo spiega così: “I “suoi” sono, in un certo qual modo, anche i “tuoi”. E se la loro presenza ti risulta sgradita, non ti dico semplicemente di turarti il naso e cercare di non darlo a vedere, ma ti chiedo di più: sforzati di volergli bene. Se un coniuge manifesta affetto nei confronti dei genitori dell’altro, quest’ultimo si sente amato il doppio. La cordialità e l’interesse sincero, diretti a loro, infondono un senso di sicurezza nell’amore dell’altro, di gratitudine, perché l’affetto si estende anche a coloro che egli ama.”
Quindi se la famiglia di tuo marito o di tua moglie non ti piace, prova a riflettere sul fatto che prima di farlo per loro, in realtà lo stai facendo per tuo marito (e se ci sono, anche per i vostri figli, ovviamente!) Inoltre ti sentirai molto meglio anche tu!! Provare per credere!

10 – La vostra famiglia viene prima di tutto

Se stiamo parlando di questioni davvero gravi e davvero nocive per il bene della vostra coppia, sicuramente nessuno dei precedenti spunti potrà bastare, purtroppo.
Un conto è se si tratta di antipatie, battibecchi o semplici incomprensioni; diverso è se invece si tratta di situazioni molto complesse e delicate.
Conosco persone che pur di non avere da dire hanno deciso di non trascorrere il Natale in famiglia, intesa come parentela, e sono partiti marito, moglie e figli per una breve vacanza.
Se potete partire, benissimo! Ma senza dover per forza far le valigie, l’importante è che entrambi riusciate a proteggervi a vicenda e a proteggere il vostro rapporto da possibili interferenze, anche prendendo alcune distanze da tutto il resto.
Tagliare il cordone ombelicale e non essere psicologicamente dipendenti dalla famiglia d’origine è molto importante non solo per Natale, ma in generale per la vostra vita matrimoniale!

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