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Allegria contro il Corona Virus

Essere coppia nonostante il Corona Virus

Ti è mai capitato di immedesimarti in uno di quei film americani in cui l’intera razza umana è seriamente minacciata da qualche evento esterno?  Non è certamente il mio genere preferito ma ogni tanto per rilassarmi un po’ le guardo.   Come, per rilassarti? (ti starai chiedendo)  Solitamente ci sono esplosioni, panico, battaglie… Marco, cosa […]

Categoria: Attorno alla coppia

Articolo di: Marco Mattio

Ti è mai capitato di immedesimarti in uno di quei film americani in cui l’intera razza umana è seriamente minacciata da qualche evento esterno? 

Non è certamente il mio genere preferito ma ogni tanto per rilassarmi un po’ le guardo.

 

Come, per rilassarti? (ti starai chiedendo) 

Solitamente ci sono esplosioni, panico, battaglie… Marco, cosa c’è di rilassante in tutto ciò?

Te lo dico subito, non temere!

 

Vedi, è tutta questione di relatività: nel momento in cui vedi persone che vivono dei problemi pazzeschi, combattono contro calamità naturali, alieni famelici, cospirazioni impensabili, i miei problemi (bollette da pagare, troppo lavoro, troppo poco lavoro, clienti che pressano, fornitori che sbagliano…ecc.) risultano irrisori. E così io mi rilasso. 

 

Tra tutte le storie di questo genere c’è una serie Netflix che mi ha colpito e che mi ha affascinato: The 100. È la storia della razza umana che dopo avere vissuto nello spazio per diverse decine di anni cerca di riappropriarsi del pianeta Terra, abbandonato nell’attesa che le radiazioni nucleari si stabilizzassero. È una serie un po’ cruenta ma allo stesso tempo a mio avviso riesce a presentare molto bene come le persone riescano a costruire strutture sociali per affrontare qualsiasi avversità e garantirsi così la sopravvivenza. 

 

Un po’ come nel nostro piccolo stiamo affrontando in questi giorni!

 

Sì, quello che stiamo vivendo in questi giorni di emergenza sanitaria nazionale, è davvero minimo rispetto a ciò che potrebbe capitare in caso di incidenti ancora più gravi di questo. Non voglio minimamente sminuire la gravità del Corona Virus che purtroppo si sta diffondendo anche a causa della leggerezza di molti.

 

Pare infatti che l’esigenza di isolamento forzato ci stia richiedendo uno sforzo superiore a noi stessi

Perchè facciamo così tanta difficoltà di fronte al piccolo sacrificio che semplicemente ci richiede di limitare la nostra libertà per il bene della collettività? 

Perchè facciamo così tanta fatica ad attuare la richiesta molto semplice di annullare i contatti ravvicinati non indispensabili con le altre persone?

 

Non sono certamente la persona più qualificata per dare risposta a questi quesiti ma un paio di considerazioni su ciò che stiamo vivendo credo siano utili.

 

La prima è che attorno a noi non c’è alcun altro argomento di conversazione oltre al Coronavirus. Abbiamo bisogno di parlarne, di tirare fuori, di esorcizzare la paura nei confronti dell’ignoto ma al tempo stesso non stiamo capendo che così il virus prima ancora di intaccare i nostri polmoni (luogo in cui si va ad insidiare) ha preso possesso della nostra mente conquistando con prepotenza il nostro cervello antico, quella parte profondamente connessa con il corpo, con il sistema immunitario, quella zona a cui vengono demandati tutti stimoli fisiologici: ansia, paure e di percezione delle minacce ecc…

La seconda considerazione riguarda il cambiamento che ci viene imposto. È un mutamento importante che spazza via delle abitudini consolidate nel tempo. Va a toccare la nostra socialità e le relazioni ma siamo comunque sempre noi a dover stabilire quale possa essere il suo impatto nelle nostre vite: isolarsi infatti non significa chiudersi.

Posso infatti tenermi fisicamente distante da tutti ma essere allo stesso modo molto aperto e socievole, incontrare tantissime persone sfruttando appieno gli incredibili superpoteri del digitale: straordinarie risorse che anche solo 10 anni fa non avrebbero permesso di rimanere così connessi.

 

È vero che il COVID19 sta assorbendo tantissime energie e catalizzando ogni attenzione ma al tempo stesso ci dà quella sferzata di cui avevamo bisogno per uscire un po’ dalle nostre abitudini consolidate e confortevoli, per capire cosa sia realmente essenziale ed importante, per sperimentare nuove modalità di lavoro che mettono al centro la persona e non solo il luogo di lavoro.

Il virus ha anche il merito di farci vincere la nostra pigrizia e costringerci ad adottare la tecnologia per qualcosa di un po’ più nobile dei gattini su Facebook.

 

Che il Corona Virus possa diventare l’occasione per stare di più insieme però spetta solo a noi stabilirlo. Come coppia infatti si può vivere sotto lo stesso tetto 24 ore al giorno ed essere ugualmente molto distanti. Così come si possono avere i tempi stretti ma farli bastare caricandoli di intensità.

Quante coppie avendo più tempo da passare insieme in casa lo dedicheranno al fare di più l’amore? Credo poche, perchè amarsi di più non è questione di tempo ma di spazio interiore ed è proprio questo il motivo per cui da questo virus occorre tenere non solo le distanze fisiche ma anche quelle mentali e imparare soprattutto a fare spazio!

Non parlo del metro di distanza richiesto dalle ordinanze ma dello spazio nella mente e nel cuore. Spazio allora alla leggerezza, all’altruismo, alla semplicità, spazio alla speranza, ai pensieri positivi, luminosi e allegri!
Praticate anche voi l’arte di chi sa fare spazio alla bellezza, il più grande vaccino contro gli effetti collaterali indiretti del Corona Virus.

 

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