Quella volta che mi hanno dato dell'IMBECILLE

La scorsa settimana mi trovavo con mia moglie Chiara in un paesino vicino a Cuneo a fare visita ad una cara amica. Nel riprendere la macchina per rientrare a Torino sento all’improvviso gridare: “IMBECILLE!”

Sì! Il destinatario di quel insulto ero proprio io che di fronte a due segnali stradali, uno che dava l’obbligo di procedere a destra e un altro di senso di marcia vietato non sapevo più come muovermi.

Per grazia del signore che mi stava inveendo contro (manco avessi bloccato il traffico dell’intero paese), io ero molto sereno e soprattutto conoscevo l’etimologia del termine imbecille e così con una brillante falsa cortesia gli ho spiegato alla bell’e meglio che ero in difficoltà nell’interpretare i segnali stradali discordanti, l’ho ringraziato, salutato e ho fatto inversione nella giusta direzione. 😎

La parola imbecille deriva dal latino im-baculum: con il bastone.
Per definizione quindi un imbecille è una persona che non è in grado di camminare da solo e ha bisogno che molti altri siano il suo bastone per potere avanzare sul sentiero e nella vita.

Era proprio così: non sapevo avanzare, e in quel momento avevo bisogno di una persona che mi desse una direzione (anche in modo un po’ rude, evidentemente!).

Permettimi però di dire che tutti però siamo un po’ imbecilli.

Talvolta siamo un po’ imbecilli intellettuali: dobbiamo chiedere ad altri mille consigli per sapere cosa dobbiamo fare. Per esempio, sempre più spesso, i nostri governi ci trattano da imbecilli incoscienti creando leggi che sostituiscono la nostra responsabilità di individui. Celate sotto la tanto sfavillante scusa della sicurezza, scrivono leggi che definiscono a tutti gli effetti la nostra incapacità di procedere e camminare senza l’aiuto del loro bastone.

Ma c’è anche l’imbecille affettivo che dipende da una persona che continuamente deve dirgli di volergli bene, di essere amabile, simpatico, carino…ecc.

Chiaro, tutti abbiamo bisogno di sentirci amati e riconosciuti, di essere voluti bene e venire corrisposti ma amare con intelligenza significa anche essere in grado di procedere nella vita in autonomia e riconoscere che valiamo immensamente così come siamo e non abbiamo bisogno di continue e assillanti conferme del nostro partner.

Al contrario, tutti nutriamo un sano bisogno di ambire ad un amore libero che non ci vincoli a camminare continuamente con un bastone ma che ci porti a correre in autonomia e allo stesso tempo insieme, reciprocamente vicini, coinvolti in un progetto comune!

Buona settimana dell’amore intelligente!

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