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Niente per l'uomo è insopportabile come...

Niente per l’uomo è insopportabile come…

Ciao ! Buona nuova settimana. Siamo alla cinquantesima email dell’anno! Il che vuol dire che stiamo davvero al termine del 2020! Mi accorgo che queste email che ogni lunedì scriviamo per dare un messaggio di crescita e ispirazione alle coppie sono davvero un dono per noi. Poter scrivere un messaggio a più di 11.000 persone […]

Categoria: C'è posta per la vostra coppia!

Articolo di: Marco Mattio

Ciao !
Buona nuova settimana.

Siamo alla cinquantesima email dell’anno! Il che vuol dire che stiamo davvero al termine del 2020!

Mi accorgo che queste email che ogni lunedì scriviamo per dare un messaggio di crescita e ispirazione alle coppie sono davvero un dono per noi. Poter scrivere un messaggio a più di 11.000 persone lo reputo un privilegio e una grandissima responsabilità.

Questa è l’ultima settimana per poter mettere un dono Briicks sotto l’albero di Natale!
Siete tantissimi ad avere scelto Briicks per i vostri doni e ve ne siamo grati e sappiate che questa vostra scelta impatterà sulla felicità di altre coppie.

Sì, avere un riscontro così diretto e concreto ci stimola a fare di più e cercare di fare ancora meglio. Stiamo infatti preparando una nuova esperienza che partirà proprio a gennaio con il nuovo anno.

Non ti possiamo dire ancora nulla ma non vediamo l’ora di farlo.

Oggi ti riporto il racconto di un esperimento psicologico tratto dal libro Opus: Manuale di automotivazione” scritto da Pietro Trabucchi.

Parla del mito dell’umano torpore sostenendo che niente per l’uomo è insopportabile come l’essere in pieno riposo, senza passioni, senza affari da sbrigare, senza svaghi, senza un’occupazione.

Nel 1951 uno psicologo della McGill University di Montreal, Donald O. Hebb, reclutò con facilità volontari per un esperimento che ai partecipanti apparve come un vero e proprio affare: 20$ dollari di paga quotidiana (paragonati ad oggi è l’equivalente di 500/600€) per starsene l’intera giornata sdraiati su un letto senza fare nulla.

Gli occhi venivano coperti da occhiali traslucidi e le orecchie ascoltavano un ronzio costante (in questo modo venivano ridotti gli stimoli visivi e uditivi).

Braccia e mani erano infilate in una sorta di ingessatura di cartone (per limitare la percezione tattile).

Ai soggetti chiesero espressamente di non fare nulla. Essi disponevano di acqua, cibo e ossigeno in quantità; quindi, in accordo con le teorie motivazionali allora prevalenti (“gli animali sono spinti all’azione esclusivamente dai bisogni primari: nutrirsi e riprodursi”) si supponeva che i loro bisogni fossero stati saturati.

Prevedevano pertanto che se la sarebbero spassata.

Non andò esattamente così. I volontari cominciarono a dare segni di irrequietezza, a provare uno stato di profondo malessere e poi a presentare un evidente calo nelle capacità cognitive, ad avere allucinazioni visive e uditive, perfino alterazioni nell’elettroencefalogramma.

Perchè ti ho raccontato di questo esperimento ?

Vedi, spesso ci lamentiamo del nostro partner aspirando a una relazione quiete, semplice, automatica, tranquilla! Dentro di noi un po’ tutti viviamo il desiderio nascosto di relax e confort interiore, in cui si può oziare e vivere di rendita.

Questa , è davvero una pia illusione. La verità è che la passione per il nostro partner nasce proprio dal nostro agire, muoverci, impegnarci, rimboccarci le maniche, metterci in gioco, coinvolgerci, darci da fare per lui o per lei!

È così che ci si appassiona! Se non lo fai, capita come per l’esperimento di Donald, esce fuori il malessere e irrequietezza.

Ma voi certamente non meritate questo quindi datevi da fare! 💪🏻

Buona settimana del mettersi in gioco!

Un abbraccio con il cuore,

Marco e Maria

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2 responses

  1. Buonasera, non so se è lo spazio giusto.. ma sono pieno di dubbi. La situazione era io 38 anni ed abito a Ravenna, lei 35 che abita a Ravenna ma modenese; io poche relazioni serie e durature (lei è la terza) lei è uscita ad inizio anno da una convivenza. Stando tutti e due soli in pratica si è arrivati a una sorta di convivenza dopo una 20ina di gg dalla conoscenza e siamo arrivati a 9 mesi. Lei a Ravenna è entrata nel mio mondo ma mi ha sbarrato il suo a Modena. Non ha detto a nessuno della mia esistenza, non sono mai stato presentato a nessuno (amici; parenti). Neanche mi ha mai portato a vedere la sua città da soli.. io non ho sopportato questo, come definizione di coppia intendo anche la condivisione dei propri mondi e sfere e il tenermi nascosto dopo un po’ di tempo mi fa male da un po’. Se ne è parlato , riparlato, riparlato ma comunque lei non accenna a cedere.. neanche presentandomi come amico. Io penso e le ho parlato anche di questo che non sono abbastanza, quindi questa situazione mina le mie certezze e non mi dà modo di vivere la relazione a pieno sentendomi anche accettato/amato. La cosa che mi tormenta è non capire se è un insicurezza mia o una visione disfunzionale della coppia o c è altro ? Io vedo comunque tutte le coppie che condividono molte cose, non c è una presenza sempre.. ma io ripeto nel suo mondo non sono contemplato. Se mi può rispondere, la relazione con questa persona non può ripartire, ma vorrei sapere se ho perso una persona per me importante per un corto circuito mio o perché comunque la cosa non doveva andare. Grazie infinitamente.

    1. Ciao Alessandro, ti abbiamo risposto con un video nella nostra rubrica Briicks Risponde!
      Ti abbiamo mandato una mail con tutti i riferimenti!

      Marco

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