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L'inarrestabile Emil Zapotek

L’inarrestabile Emil Zatopek e il suo segreto

Buongiorno! Settimana scorsa sono finalmente arrivate le scatole contenenti il “Manuale definitivo per la felicità di coppia” edito da Effatà editrice e scritto e disegnato da me (Marco) e Maria. È stato molto emozionante ricevere nel nostro quartier generale le scatole con i libri e oggi a 12.00 invieremo la mail con tutte le informazioni […]

Categoria: C'è posta per la vostra coppia!

Articolo di: Marco Mattio

Buongiorno!

Settimana scorsa sono finalmente arrivate le scatole contenenti il “Manuale definitivo per la Felicità di coppia” edito da Effatà editrice e scritto e disegnato da me (Marco) e Maria. È stato molto emozionante ricevere nel nostro quartier generale le scatole con i libri e oggi a 12.00 invieremo la mail con tutte le informazioni per ordinarlo a chi è iscritto alla wait list (puoi farlo anche tu qui).

Oltre al libro abbiamo anche previsto delle promozioni per Natale e te le presenteremo prossima settimana! Per ora ci godiamo il profumo di inchiostro che che ha invaso il nostro studio.

Ma veniamo a noi! Oggi per il nostro usuale messaggio per la crescita di coppia vorrei parlarti di un’atleta: Emil Zatopek soprannominato “La Locomitva Umana” (era inarrestabile e quando correva sbuffava, proprio come una locomotiva).
Emil è considerato uno dei più grandi corridori di lunga distanza della storia olimpica, da prendere come esempio proprio per la sua di perseveranza.
Ciò che lo rese famoso è certamente la tripla medaglia d’oro alle olimpiadi di Helsinki del 1952 conquistate da Zatopek non più in giovanissima età (30 anni) e soprattutto da esordiente nella specialità della maratona per la quale stabilì il nuovo record olimpico (mica noccioline!).

Questa è la parte spettacolare della storia, quella per cui tutti si esaltano! Quel successo non è frutto del caso, dietro ci sono tante sconfitte dolorose, sacrifici incredibili una tempra forgiata da anni di allenamenti in condizioni oltre il limite ragionevole.
L’atleta cecoslovacco era certamente un uomo fuori dal comune: correva per miglia nella neve, con un’attrezzatura di un’altra epoca. Un giorno ho assistito ad una discussione sul fatto che un risparmio di 20gr sul peso della scarpa erano in grado di farti guadagnare addirittura 2 minuti in gara.

Ecco, Emil si allenava con gli stivali da guerra. Per recarsi a gareggiare le Olimpiadi di fronte ad un imprevisto notevole (tratta del treno verso Berlino interrotta) inforcò la bici e raggiunse la capitale tedesca dopo una allegra scampagnata di 350km.
Ma come è possibile che un esordiente riesca a vincere un’olimpiade?

Sì racconta di questo aneddoto: Zatopek e Peters, l’allora detentore del titolo, a metà maratona si trovavano appaiati e non avendo esperienza di gare così lunghe, Zatopek chiese al collega inglese se il loro ritmo non fosse forse troppo elevato.

Egli, dall’alto della sua esperienza e ben consapevole che stessero correndo davvero troppo velocemente, per cercare di sfiancare psicologicamente il rivale, gli rispose che al contrario stavano andando “troppo piano”.
Emil quindi aumentò il ritmo e Peters non riuscì più a stargli dietro, incassando così una sonora sconfitta, interrompendo la gara per il sopraggiungere dei crampi.

Ci sono davvero tanti aspetti di questa storia che possiamo fare nostri.
E mi concentro in particolare su due.

Siamo tutti bravi ad esaltarci per il successo e per l’impresa strappata ma lì dietro c’è sempre del duro lavoro. Anche le coppie migliori, quelle che sembrano perfette, nascondono tanto impegno: molto tempo passato a conoscersi, a comprendere e accettare i propri limiti, ad andare oltre le proprie diversità, molte energie spese a smussare gli angoli e tanti sacrifici nel mettere la relazione al primo posto rinunciando un po’ al proprio ego.

Il secondo è che non dobbiamo sempre fidarci di quello che ci dicono dall’esterno. Se il mondo ci vuole far credere che non ne vale la pena o che non ha senso pagare il prezzo della fedeltà e dell’impegno in una relazione felice, non dobbiamo darci troppo retta perché potrebbe essere tranquillamente una menzogna.

Il mondo ha i suoi interessi, ma noi abbiamo bisogno di essere fedeli ai nostri.

Così possiamo sentirci pienamente amati e di dare il nostro contributo a costruire quell’amore che nel profondo del cuore desideriamo pienamente.
E per noi ha il sapore di una medaglia d’oro olimpica.

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