Ciao,
buona nuova settimana, che sia piena di amore! ❤️

Ci siamo! Dopo più di 3 mesi di duro lavoro, finalmente siamo pronti a presentare Love Mountain, venerdì scorso abbiamo concluso l’applicazione e appena l’app avrà superato la validazione e pubblicazione negli Apple Store e Play store partiremo nel raccontarvi questa nuova e incredibile esperienza Briicks piena di sfide per portare la relazione in alto!

Se vuoi seguire la presentazione di questa nuova esperienza registrati cliccando qui e ti manderemo le comunicazioni speciali nei prossimi giorni! 😎

Il messaggio della Love Letter di oggi ce lo offre un leggendario violinista di nome Niccolò Paganini, personaggio controverso ma di indubbio talento, capace di trarre dal suo violino note magiche.

Una sera, il teatro dove doveva esibirsi era affollatissimo e il violinista fu accolto da un’ovazione. Il maestro impugnò il suo strumento e cominciò a suonare nel silenzio assoluto: brevi e semibrevi, crome e semicrome, ottave e trilli sembravano avere ali e volare al tocco delle sue mani.

Improvvisamente, un suono diverso sospese l’estasi della platea. Di fronte all’energia e grandissime sollecitazioni una delle corde del violino di Paganini si ruppe. Il direttore si fermò. L’orchestra che accompagnava il violinista tacque. Il pubblico ammutolì… ma Paganini non smise di suonare!

Seguendo la partitura, continuò a intessere melodie deliziose con il suo violino. Tuttavia dopo qualche istante un’altra corda del violino si spezzò. Il direttore dell’orchestra si fermò. L’orchestra tacque nuovamente ma Paganini non si fermò. Come se niente fosse, ignorò le difficoltà e continuò la sua deliziosa melodia.

Il pubblico non si accorse di niente. Finché non saltò, con un irritante stridio, un’altra corda del violino. Tutti, attoniti, esclamarono:

“Oh!”

L’orchestra si bloccò. Il pubblico rimase con il fiato sospeso, ma Paganini continuò. L’archetto correva agile traendo suoni celestiali dall’unica corda che restava del violino.

Neppure una nota della melodia fu dimenticata. L’orchestra si riprese e il pubblico divenne euforico per l’ammirazione. Più diminuivano le corde e più cresceva l’entusiasmo del pubblico e il talento di quell’uomo era così grande che non aveva bisogno di 4 corde, gliene bastava una!

È così però anche nella nostra relazione. Crediamo che ci servano tante corde per arrangiare la nostra melodia ma la verità è che di fronte all’amore basta poco, ci è sufficiente una solda corda, bene accordata per tirare fuori il meglio di noi. Non pensiamo alle corde rotte, concentriamoci piuttosto su quell’unica e ottima corda che possiamo far vibrare alla perfezione!

Un abbraccio che vi avvolga in una dolcissima melodia ❤️

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