Come Napoleone venne sconfitto da un introverso

Ciao,
buona conclusione di Agosto! ❤️

…e buona ripresa se rientrate in questi giorni dalle ferie!

Speriamo che questo tempo sia stato prezioso per la vostra relazione!

Veniamo alla nostra Love-Letter.
Una cosa della storia dell’umanità che mi affascina sempre moltissimo è che certi fatti siano accaduti proprio per merito specifico di alcune persone.
Spesso ci immaginiamo questi protagonisti come degli eroi: persone forti, sicure di sè, determinate ed estroverse ma questo non è certamente il caso di Arthur Wellesley (sì, proprio lui, il duca di Wellington, quello che si è meritato l’arco in memoria situato a Londra nei pressi di Hyde Park).

Egli ebbe la capacità di guidare le sue truppe contro l’inarrestabile Napoleone nella Battaglia di Waterloo. Beneficiando della sua forza intuitiva, Arthur selezionò personalmente le posizioni di ogni fanteria e prese decisioni di “basso profilo”. Per aggirare l’artiglieria di Napoleone, Arthur spostò le sue truppe sul pendio opposto a quello del campo di battaglia, cosa al tempo del tutto inusuale. Infatti gli eserciti erano soliti fronteggiarsi in scontri diretti.

La capacità di studiare con attenzione il campo di battaglia fu il motivo del successo del duca di Wellington che si accorse che il declivio del campo poteva diventare uno scudo naturale per colpi di cannone.
La tattica lasciò di stucco i francesi, che non riuscendo a vedere la brigata del colonnello, pensarono fossero scappati. Ma nel momento in cui la cavalleria francese caricò verso il punto dove Arthur nascondeva le sue truppe, spuntarono gli inglesi che annientarono i nemici.

Grazie a questa tattica, Arthur riuscì a sfondare le colonne francesi e al tramonto Napoleone batteva la ritirata.

Che cosa c’era di speciale in Arthur Wellesley? Era un leader introverso, dotato di una grande capacità di introspezione che non comandava il suo esercito dalle retrovie ma fu capace di proporsi come un modello, esponendo se stesso agli stessi pericoli che incorrevano i suoi soldati.

C’è molto da imparare da quest’uomo ma forse l’insegnamento più importante è quello di studiare con precisione il campo di azione. Spesso infatti ci muoviamo nella nostra relazione dimenticandoci che è “nostra” e non possiamo quindi adattare delle tattiche generiche mese in atto da altri.
Dobbiamo allora fare lo sforzo di individuare quelle che nello specifico funzionano per noi sul nostro terreno.
L’idea di poter copiare ciò che fanno in modo generico altre coppie vicino a noi non ci offre nessuna garanzia.
Studiamo come siamo fatti, i nostri punti forza, quelli più critici e poi a quel punto, fuoco (d’amore) a volontà!

Un abbraccio introspettivo e ben studiato ❤️

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