Genitori Felici Crescono Figli Felici 21 passi
[Tempo richiesto 3 minuti]
Quando in Briicks ci siamo trovati per creare il percorso nella Foresta dei Pannolini Urlanti ci siamo chiesti: di che cosa ha davvero bisogno un genitore?
Di tempo è stata la prima risposta.
Ma per fortuna non ci siamo fermati lì e siamo andati oltre! 😉
È vero, sapere gestire bene il proprio tempo è una capacità fondamentale per qualsiasi persona, genitore e non! Ma c’è un altro aspetto che è ben più importante e che spesso ci vincola profondamente ed è appunto: la libertà.
Crediamo infatti di essere liberi ma spesso siamo schiavi delle nostre abitudini, dei nostri pensieri depotenzianti, dei pregiudizi…
Possiamo dire che tutta l’intera nostra vita sia un percorso di liberazione!
Un po’ tutto quanto il nostro percorso nella foresta è stato un cammino per acquisire consapevolezza, per guardare la nostra genitorialità in modo differente.
Allora in questo ultimo passo ti chiedo proprio questo: di cosa ti sei liberato in questo cammino? Trova anche solo un’idea, una consapevolezza nuova che è nata in questo percorso!
Ovviamente scrivila nel quadernetto perchè ti rimarrà come punto saldo un giorno che ritornerai sui tuoi passi a rivedere quello che hai scritto.
Prenditi, 5 minuti per rivedere tutto il percorso fatto e poi quando ti arriva l’intuizione scrivila!
Questo era l’ultimo passo ma c’è ancora un pezzettino molto importante e lo vedremo appunto domani! Dai lo so che sei curiosa/o!
[Tempo richiesto 3 minuti]
L’intimità è punto di inizio di tutto quanto.
Sì, siete diventati genitori non solo guardandovi negli occhi ma condividendo nel profondo la gioia dell’intimità dei vostri corpi!
Questo è il punto di inizio, la scintilla che ha innescato una reazione a catena pazzesca capace di generare la Vita!
Ecco, come sempre c’è di più!
Cosa c’è di più grande del generare la vita, ti starai chiedendo?
Custodire la vita.
Sì, quella scintilla infatti è anche in grado di custodire la vita della vostra relazione di coppia che si nutre appunto della vostra intimità, del far danzare i vostri corpi, del desiderio di unirsi nella passione per donare piacere all’altro.
Eppure, anche se la società attorno a noi ci fa credere che sia tutto automatico e semplice, non c’è nulla di scontato! Imparare a fare bene l’amore è il frutto di un percorso, di tanta pratica e di una capacità di dialogo e di ascolto profonda.
La prova del 9 è questa: se muore il dialogo, dopo poco muore anche la gioia dell’intimità.
Ecco allora nel passo di oggi vorrei che rispondessi a questa domanda:
“Come posso migliorare l’intimità con il mio partner?”.
Questa domanda è per tutti, sia per chi chi ha un’intimità veleggiante (non c’è mai limite al meglio), sia per chi invece fa più fatica…
Pronti via, 3 minuti per te!
[Tempo richiesto 5 minuti]
C’è una frase bellissima di Alden Nowlan, un poeta canadese che scrive così:
Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente;
il giorno in cui li perdona, diventa un adulto;
il giorno che perdona sé stesso, diventa un saggio.
Diventare adulti è un processo lunghissimo. Nella natura l’uomo è tra i mammiferi che ci mettono più tempo a farlo. Qualsiasi altro animale, salvo rare eccezioni ci mettono un paio d’anni. Noi a confronto ci mettiamo un’era geologica, quasi dieci volte tanto!
Ma perchè ci mettiamo cosi tanto? La risposta è molto semplice: perchè l’infanzia è un “luogo” bellissimo, spettacolare, magico in cui ogni giorno è una scoperta e una meraviglia. Sarebbe davvero un peccato che l’infanzia durasse solo un paio d’anni, no?
Allora vorrei che oggi chiudessi gli oggi per qualche minuto e incominciassi a respirare lentamente e ritornando nella tua mente bambino/a.
Frugando nei ricordi cerca un momento in cui eri davvero felice, prova a pensare come ti sentivi, che cosa provavi, che cosa ti faceva sentire così amato/a e al sicuro…
Rimani lì per un po’ di tempo in compagnia di quel bimbo, ammiralo, gioca un po’ con lui, digli quanto lo ammiri, quanto è fortunato e che da grande diventerà un adulto meraviglioso!
Quando hai concluso scrivi sul tuo quadernetto qualche parola che descriva che cosa hai provato!
[Tempo richiesto 5 minuti]
“Nessun posto è bello come casa mia” diceva Dorothy nel Mago di Oz ed è così: casa tua custodisce i vostri profumi, i vostri angolini speciali, quei dettagli che la rendono unica e le donano tutto ciò che vi serve per il vostro comfort.
La casa è un nido ed è un luogo privilegiato per la crescita di un bambino ed è per questo che le si dedicano tante attenzioni per renderla accogliente, confortevole, pratica, pulita e ordinata (nei limiti del possibile ovviamente).
Non stiamo parlando però solo di casa fisica ma anche soprattutto di una casa interiore in cui ogni stanza è un luogo privilegiato per qualcosa. Per esempio la camera da letto nella casa interiore è il luogo dell’intimità della coppia oppure la cameretta dei bimbi il luogo dei giochi dei bimbi…
Per il passo di oggi ti propongo di risvegliare il piccolo architetto che vive assopito in te e ti chiedo di prendere il tuo magico quadernetto per disegnare la piantina di una casa ideale con tutte le stanze che ti vengono in mente, tutti gli spazi che hai sempre sognato!
Fa’ questa cosa un po’ di getto senza pensarci troppo. Datti un paio di minuti, non deve essere un progetto completo ma più un lavoro di getto, così come viene di istinto.
Quando hai concluso segna per ogni stanza che hai fatto la corrispondente funzione privilegiata di quella stanza nella casa interiore. Per esempio se hai messo il soggiorno scrivi qual è per te il valore corrispondente a quel luogo all’interno della casa interiore.
Il soggiorno per te potrebbe essere il luogo degli incontri, oppure la stanza della convivialità o ancora quella del relax..!
[Tempo richiesto 5 minuti]
In questo cammino all’interno della Foresta stiamo facendo tanti passi importanti in direzione del riappropriarci di noi stessi e della consapevolezza del nostro ruolo di genitori.
In tutto questo percorso hai sicuramente già capito quanto sia importante coltivare progetti personali e di coppia. Farlo, significa insegnare ai propri figli a coltivare grandi sogni e a trasformarli in realtà.
Questo è certamente uno dei doni più grandi che possiamo fare loro!
A proposito di questo argomento, dopo avere incontrato nella foresta tante sue creature, dobbiamo assolutamente citare Walt Disney:
“La differenza tra un sogno e un progetto è semplicemente una data“.
Non solo abbiamo perso un po’ l’abitudine di sognare in grande (ci limitiamo a sognare una notte di sonno continuativa, una giornata senza capricci, un weekend di svago solo per noi) ma spesso non progettiamo più e ci limitiamo a “sopravvivere”.
Il Mondo invece sta aspettando che i nostri sogni divengano progetti!
Ti chiedo allora di dedicare 4 minuti ai tuoi sogni, scrivi come fosse un flusso di coscienza continuo. Se ti serve più tempo prenditelo ma poi tieni 1 minuto finale per scegliere di quale sogno vuoi prenderti cura e poi scrivi a caratteri cubitali la data entro la quale realizzarlo!
Contenuti pubblicati nella giornata
[Tempo richiesto 5 minuti]
Un passaggio fondamentale per qualsiasi genitore è quello di comprendere che cosa ha ricevuto in eredità e che cosa a sua volta vorrà lasciare ai propri figli.
Non stiamo parlando di denaro, risorse, immobili ma dell’eredità interiore: pensieri, abitudini, atteggiamenti.
Se ogni genitore riuscisse a lasciare più di quanto ha ricevuto, il progresso sarebbe garantito!
Il punto però è questo: non ereditiamo solo le cose belle ma spesso ereditiamo anche le piccolezze e i limiti.
Ti faccio un esempio molto stupido ma concreto: mia mamma è divano-macchia-fobica. Ecco, lo sono anche io. So di esserlo, cerco di controllarmi, di gestire questa cosa, ma non posso dire che mi appartenga, l’ho semplicemente ereditato.
Non glienefaccio una colpa, la divano-macchia-fobia potrebbe essere anche utile ;-).
Nel passo di oggi ti chiedo di scrivere nel quadernetto 3 cose che hai ereditato dai tuoi genitori (possono essere belle o brutte) e poi 3 che ti piacerebbe invece lasciare in eredità ai tuoi figli!
Buon lavoro!
Contenuti pubblicati nella giornata
Nonni invadenti, alcuni consigli su come gestirli – articolo della psicologa, psicoterapeuta Agnese Lombardi
[Tempo richiesto 5 minuti]
Se hai avuto già modo di leggere scrivere il Manuale Definitivo per la Felicità di Coppia hai già compreso che ogni cosa cosa ha bisogno dei propri perché.
Oggi è il giorno giusto per affrontare questo tema nell’ambito specifico dell’essere genitore.
Vedi, tutti noi concentriamo il 90% della nostra attenzione di papà e mamma sul “Che cosa?”.
Che cosa preparo per cena? Che cosa deve fare nostro figlio oggi? Che cosa gli utile per crescere forte e in salute?
È una domanda che è molto concreta e pratica ma per dare una risposta efficace al “Che cosa” che bisogno di appoggiarsi ad una domanda più profonda: “Come?”
Come posso far sì che mio figlio cresca bene e felice? Come posso donargli l’amore e la stabilità di cui ha bisogno? Come faccio a farlo sentire amato e non viziato?
Tanti genitori rispondendo al “come” danno una direzione ai “che cosa”. Ed è molto più semplice mettendo le cose in quell’ordine dare un’ottima risposta ai “che cosa”.
Ma i “come” a loro volta si appoggiano ad un altra domanda che è molto più profonda: “perchè?”. Comprende il proprio perchè significa riempire di senso e significato i propri “come”.
Perchè hai scelto di essere genitore? Perchè desideri che tuo figlio si senta amato?
Oggi allora nel tuo quadernetto disegna tre cerchi concentrici (dai che ieri hai preso la mano!) in quello più interno scrivi il tuo perchè, in quello intermedio scrivi i tuoi come e infine in quello più esterno di tutti scrivi alcuni dei tuoi che cosa.
Contenuti pubblicati nella giornata
[Tempo richiesto 5 minuti]
Prova a ritornare a quando da piccolo, alla scuola media ti chiedevano di disegnare l’Italia. Per quanto fossero più o meno sviluppate le tue doti artistiche prendevi la matita w bene o male disegnavi uno stivale un po’ inclinato, con Sicilia e Sardegna pronte per essere “calciate”.
Ma stavi disegnando l’Italia?
No.
Stavi disegnando il confine dell’Italia. Forse stavi disegnando il mare attorno, non lo puoi sapere.
I confini sono fondamentali perchè ci definiscono, stabiliscono dove finiamo noi e dove inizia altro.
Oggi lavoriamo proprio su questo, disegna (possibilmente a matita) due cerchi grandi, in modo tale che si crei un’intersezione tra di essi (che si sovrappongano parzialmente).
Fatto? (direbbe Giovanni Muciaccia)
Ecco hai appena disegnato una rappresentazione di te e del tuo partner. Un cerchio rappresenta te, uno lui o lei, e la parte che si sovrappone è la vostra relazione di coppia.
Perchè ti ho chiesto di farlo a matita? Perchè magari senti quello spazio comune molto ampio, presente e allora forse ora senti il bisogno di ampliare la zona sovrapposta. O forse senti che la relazione è povera e sofferente e quindi senti la necessità di rimpicciolirla per rappresentarla come è realmente.
Ora ti chiedo di scrivere nelle 3 zone che si sono create:
– una cosa che ti contraddistingue;
– una caratteristica che invece appartiene esclusivamente al tuo partner;
– e infine, una cosa che invece è della relazione (è in comune).
Attenzione! Quello spazio comune che nasce dalla vostra intersezione è un qualcosa di totalmente nuovo (non è solamente il risultato di una somma).
Quando nasce una relazione è come se nascesse una persona con nuovi gusti, aspirazioni, desideri. È un po’ come se gli innamorati, attraverso il loro amore, mettessero al mondo fin da subito una creatura nuova.
Quello spazio comune è il vostro primo figlio, che è arrivato ben prima dei figli in carne ed ossa e necessita di cure, attenzioni e nutrimento proprio come tutti gli altri!
Contenuti pubblicati nella giornata
Stabilire i giusti confini in famiglia e riuscire a gestirli in modo flessibile e intelligente
[Tempo richiesto 5 minuti]
Oggi nella foresta è un giorno davvero speciale perchè ogni festa che si rispetti ha bisogno di musica! E quindi verrà a trovarci nella Foresta un cantante emergente, la sua band ha cantato all’ultimo Festival di San Remo e ci regalerà un po’ di svago e leggerezza con cui affrontare il tema di oggi, la responsabilità!
Il genitore è il responsabile per eccellenza! Diventare papà e mamma significa smettere di badare solo più a se stessi e prendersi cura di un piccolo, donargli attenzioni e diventare il garante della sua crescita.
L’abbiamo detto più volte durante i passi, questa è una grande opportunità, per crescere e uscire da se stessi e superare i propri limiti.
È possibile però ammalarsi di responsabilità! Perdere cioè anche la bellezza, il gusto e la leggerezza che l’essere genitore comporta, concentrandosi esclusivamente sui doveri.
Ma non temere oggi equilibriamo le cose!
Prendi il tuo quadernetto che ormai sta diventando un nuovo capitolo della Bibbia e traccia una linea verticale in mezzo alla pagina.
A sinistra scrivi le tue responsabilità
e a destra scrivi le tue gioie, le cose leggere e divertenti.
Ricorda: per ogni responsabilità devi scrivere una leggerezza e viceversa, un po’ come se fossero due piatti di una bilancia e le cose debbano stare in equilibrio!
Contenuti pubblicati nella giornata
- Video contributo di Eugenio degli Eugenio in Via di Gioia
Articolo: Perchè non mi capisce? La fatica di essere genitori insieme
[Tempo richiesto 5 minuti]
Questo passo è dedicato alla distanza, in modo particolare quella dai nonni, queste creature leggendarie che sono una forza straordinaria per i nipoti ma con i quali è sempre necessario trovare un equilibrio.
Sì, confrontandoci con tante famiglie, qualcuno si lamenta che i nonni sono troppo invadenti, sempre presenti che creano così una sorta di famiglia allargata in cui però hanno una grandissima voce in capitolo. Fin troppo: si diventa dipendenti dai nonni e si perde così l’autonomia e la libertà!
Altri invece hanno un’esperienza totalmente opposta: i nonni sono troppo distanti fisicamente, lavorano ancora, hanno una vita molto attiva, tanti interessi personali e quindi non riescono ad essere così presenti a supporto dei genitori e con i nipoti.
È arrivato quindi il momento di disegnare!
Che cosa?
– Per prima cosa apri il quadernetto in modo da avere 2 pagine vuote affiancate.
– Tira ora una linea orizzontale e disegna sull’estremo sinistro la tua famiglia. Possono essere anche solo dei cerchietti che vi rappresentano.
– Immagina che l’estremo destro destro della linea sia la massima distanza, che possiamo tranquillamente chiamare “assenza” e posiziona i nonni su questa linea.
Quanto sono vicini o distanti da voi?
Dopo averlo fatto prova a segnare sulla linea dove tu desidereresti che fossero… magari più vicini o più lontani!
Se i nonni non ci sono più perché sono in cielo, puoi comunque metterli sulla linea… quanto li senti presenti nello Spirito?
Contenuti pubblicati nella giornata
[Tempo richiesto 5 minuti]
Tutti in qualche ambito della vita desideriamo il successo, aspiriamo nel profondo all’abbondanza di amore, denaro, soddisfazioni. Vogliamo profondamente che le cose funzionino, che vadano alla grande!
Ok, magari una vocina ti ha appena detto che non è vero, che tu vivi bene così come stai e il punto del passo di oggi è proprio questo!
Che cos’è il successo?
Se chiedi a 1000 persone (ehi, ieri abbiamo festeggiato il millesimo ingresso nel gruppo!) ognuna ti darà la propria definizione di successo.
Sì, quello che per me è un obiettivo importante da raggiungere per altri è insignificante. Per esempio nella mia definizione di successo in prima linea sento che c’è la mia famiglia, ma so che per tanti non è così perchè ognuno ha le proprie scale di valori.
Complimenti, hai già capito il passo di oggi!
Dovrai mettere nero su bianco la tua definizione di successo.
Contenuti pubblicati nella giornata
- Manifesto alla Famiglia Felice
- Contributo video del Dott. Tommaso Montini
[Tempo richiesto 3/5 minuti]
Una delle scintille del cuore che hanno fatto diventare il tema della crescita di coppia molto importante nella mia vita è stato leggere Gary Chapman e il suo primo libro: I 5 linguaggi dell’amore.
C’è un concetto chiave di tutto il libro: non basta che tu ami il tuo partner ma devi fare in modo che lui si senta amato. Come farlo? Parlando il suo stesso linguaggio. Solo così il tuo partner sarà in grado di capirti e sentirsi amato/a.
Nello specifico lui ha individuato 5 linguaggi privilegiati con cui tutti comunichiamo l’amore e te li riassumo brevemente qui:
il contatto fisico – abbracci, baci, carezzi, la presenza fisica
le parole di rassicurazione – dialoghi, rassicurazioni che incoraggiano e che sostengono
i momenti speciali – del tempo esclusivo e dell’attenzione totale per te senza il bisogno di fare cose straordinarie ma una semplice presenza
i gesti di servizio – il sostegno nelle cose più pratiche e concrete
i doni – piccoli regali che ti fanno capire che tu sei importante per me
È normale parlare tutti e 5 i linguaggi ma spesso ce n’è qualcuno prediletto.
Oggi ti chiediamo di scrivere sul tuo quadernetto qual è il linguaggio principale del tuo partner, il tuo e quello dei tuoi figli.
Contenuti pubblicati nella giornata
[Tempo richiesto 3/5 minuti]
Essere un’ottima squadra di genitori significa imparare a fare fronte unito di fronte al figlio. In molti pensano che una coppia felice non litighi, sia una sorta di pubblicità del Mulino Bianco in cui tutto è magico e incantato.
E’ proprio il contrario! Il litigio è una parte preziosa della relazione tra coppie e in particolare genitori, solo che come tutte le cose ha bisogno di regole e di confini.
Eh sì! Mamma e Papà devono imparare a litigare in un modo sano per non inquinare il nido con discussioni tossiche.
È così che è arrivato il momento di scrivere le vostre regole del vostro litigio!
Non devono essere tante, anzi meno sono più sarà facile ricordarle, ma devono essere molto concrete.
Vuoi un esempio? Se ti accorgi che litigare prima di andare a dormire ti impedisce di prendere sonno e di riposare bene, scrivi: “Si può litigare solo prima del tramonto del sole” (se capita di litigare la sera, vi appuntate gli argomenti di discussione e li affrontate il giorno dopo).
Scrivi le regole che sarebbero utili per la tua famiglia, ognuno ha le proprie esigenze!
3…2…1… VIA!
Buon lavoro!
Contenuti pubblicati nella giornata
[Tempo richiesto 5 minuti]
Si dice che abbiamo 2 orecchie e una sola bocca perchè dovremmo ascoltare il doppio di quello che parliamo.
L’ascolto è molto diverso dal semplice udire. Non stai solo sentendo quello che l’altro dice ma stai entrando in una comprensione più profonda.
L’ascolto infatti richiede di metterci nei panni dell’altro, di adottare per un po’ il suo punto di vista, di provare le sue emozioni, di indossare per qualche istante i suoi pensieri e comprendere nel profondo quello che prova.
Questa allora è forse la sfida più grande di un genitore: riconoscere che di fronte a te c’è una persona, comprendere come ascoltare il proprio figlio, mediare i suoi capricci e accompagnarlo a fare qualcosa che è il suo bene anche se in quel momento non lo sta riconoscendo.
Il passo di oggi è un esercizio che puoi applicare anche in futuro facendolo a mente (o a cuore, dipende dai punti di vista). Farlo scritto dedicandogli i 5 minuti, ti aiuterà a comprenderlo davvero a fondo.
Ripensa a una situazione conflittuale che hai vissuto nella scorsa settimana con tuo figlio/a e scrivi in una nuova pagina del tuo quadernetto il motivo del conflitto.
Hai scritto?
Ottimo, adesso traccia 3 linee verticali per delimitare 3 colonne e scrivi in cima il titolo delle 3 colonne:
Cosa prova | Cosa desidera realmente | Cosa potrebbe aiutarlo
Cerca ora di descrivere questa situazione da questi 3 nuovi punti di vista.
Farlo ti aiuterà magicamente a trovare un modo più intelligente (sì, l’amore è intelligente) per affrontare quella dinamica.
Buon lavoro!
Contenuti pubblicati nella giornata
Ecco il programma degli incontri della settimana.
Se non hai Facebook non temere questi appuntamenti oltre che nel gruppo li segnaleremo attraverso le email e in questa pagina.

[Tempo richiesto 5 minuti]
“Ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino (felice)”.
“Felice” l’abbiamo aggiunto noi!
Prova a pensare al tuo villaggio e a com’è composto: il tuo partner, se ci sono i nonni, gli zii e i cugini, gli amici di mamma e papà, gli amichetti dei tuoi figli, una babysitter, le maestre dell’asilo o di scuola, gli animatori del centro estivo, gli allenatori delle attività sportive… il nostro villaggio è davvero assortito!
Il cuore della squadra però si fonda su di te e sul tuo più grande alleato, il tuo partner con il quale ogni giorno c’è da coltivare un’intesa, un’alleanza.
E’ davvero importante nutrire questa complicità di squadra perché tuo figlio impara da voi, prende esempio da come vi comportate, come vi aiutate vicendevolmente, come vi amate.
Certe cose le impari solo respirandole attorno a te.
Allora oggi ci concentriamo sul tuo primo alleato (il tuo partner).
So che tu per primo/a ha un profondo bisogno di sentirti amata/o e apprezzata/o.
E la strada migliore per realizzare questo è far sì che il tuo partner si senta amato e apprezzato.
Scrivi allora nel quadernetto 5 modi per farlo sentire amato.
Quando hai terminato, prova a sceglierne uno e prenditi l’impegno di metterlo in atto nell’arco della giornata quando ti è possibile!
Contenuti pubblicati nella giornata
[Tempo richiesto 5 minuti]
Nel passo di ieri ti abbiamo chiesto di scrivere le conseguenze di un possibile fallimento, non è stato così facile immaginare quali possono essere vero? Vedi, spesso questa cosa del fallimento è un gioco interno a noi stessi. Siamo noi ad avere delle pretese da noi stessi ma là fuori il mondo continua ad andare avanti serenamente senza conseguenze gravi. Non stiamo parlando di azioni gravi, ovviamente! Ci riferiamo alle tante piccole attese a cui diamo un peso più grande di quello che in realtà hanno. Ma c’è molto di più, sai? Spesso queste aspettative non sono nemmeno nostre ma appartengono ad altri, che ce la appiccicano addosso come dei piccoli parassiti. Senza nemmeno accorgercene conviviamo con una serie di fastidiose zecche! Ti chiedo di aprire una nuova pagina bianca del mitico quadernetto, disegna una zecca (anche se non sei bravo/a a disegnare quasiasi sgorbio renderà bene l’idea!) e poi dedica 5 minuti a fare un po’ di consapevolezza su quali sono le tue attese nei confronti dei tuo essere genitore, scrivine il più possibile, a prescindere dal fatto che siano tue o di altri su di te. Buon scrittura e a domani!Contenuti pubblicati nella giornata
Il fallitometro – il test per capire quanto le aspettative che gli altri hanno su di te impattano nella tua vita.[Tempo richiesto 5 minuti]
Ieri ti abbiamo affrontato il tema del tempo che è uno dei mostri che affronta qualsiasi genitore. La missione di ogni papà e mamma infatti è quella di fare spazio nella propria vita ad una nuova creatura. Osservando la torta che hai fatto ieri, con un po’ di distacco come ti sembra? Come vorresti che fosse differente? C’è una frase che mi ha sempre colpito: “se non hai un progetto per la tua vita, significa che sei parte del progetto di qualcun altro”. La vera fatica riguardo al tempo viene fuori quando è lui a dominarci e a renderci schiavi, mentre il giusto ordine delle cose è l’opposto, è lui a servirci, noi siamo liberi e possiamo sempre scegliere come gestirlo. Se non l’hai visto ieri guarda il videomessaggio che abbiamo realizzato proprio sul tema del tempo. È una sorta di manifesto, per genitori liberi. Sono 4 minuti che crediamo possano essere preziosi per la tua vita di genitore. Ma il tema di oggi è un altro… appunto IL FALLIMENTO. Non fallire, non mancare di leggere questa email! (scusa ma sono riuscito a trattenermi dall’iniziare con questa battuta) Quando osservi le culture è facile notare come noi in Italia facciamo una gran fatica ad ammettere i fallimenti (piccoli o grandi che siano). Al contrario in altre nazioni esso è qualcosa di valoroso: “sono caduto 10 volte e per 10 volte mi sono rialzato e così ora la mia azienda è prosperosa, grazie a tutto ciò che ho imparato”, dicono gli Americani! Noi in Italia però, abbiamo la tendenza a scambiare il verbo avere con il verbo essere. “AVERE fallito” un obiettivo non definisce nulla di te e tantomeno può stabilire che tu “SIA fallito/a”. Non dobbiamo permettere ai nostri insuccessi di definirci. Anzi, ogni insuccesso può diventare un’opportunità per imparare qualcosa e solo così potremo alleggerire le nostre aspettative (o pretese?) di genitore. Eccoci quindi al passo di oggi! Vorrei che oggi scrivessi nel tuo quadernetto (ehi state diventando amici ormai ;-): qual è il tuo più grande timore di genitore e in che cosa temi di fallire? Attenzione! scrivi qualcosa di specifico e concreto, i massimi sistemi del mondo li lasciamo fuori dalla Foresta, noi genitori non possiamo permettercelo! Per il tempo che rimane dei 5 minuti ti chiedo di scrivere tutte le conseguenze di quel tuo fallimento, tutte le cose grandi o piccole che ti vengono in mente che possono essere causate da quella incapacità di raggiungere l’obiettivo. È una cosa piccola e semplice, non puoi davvero fallire in questo!Contenuti pubblicati nella giornata
[Tempo richiesto 5 minuti]
Ieri ti abbiamo provato un po’ a scalfire la solitudine portando un po’ di luce sulla differenza tra l’essere soli e il sentirsi soli.Qualcuno ha condiviso la difficoltà di arrivare a 10 nomi, per altri invece è stato più difficile scegliere e capire quali siano le persone più vicine.
Non è importante quanti nomi tu abbia scritto ma è fondamentale che possa ritornare a quella pagina ogni volta che ti troverai solo/a.
Sarà uno strumento prezioso che ti aiuterà a ricordare che la solitudine è un sentimento e non una condizione oggettiva: quella lista non è vuota e quindi non siamo genitori soli!
Ma è arrivato il momento di parlare di…
- Un altro concetto davvero relativo è il tempo. Questo certamente non lo diciamo noi di Briicks ma è descritto minuziosamente dai fisici.
Senza dover scomodare i “quanti” che poi si eccitano troppo, ti faccio un esempio molto concreto:
Immagina che ti abbiano obbligato/a a passare una settimana di lavoro in un ufficio senza finestre. È uno scantinato umido e sporco in cui devi svolgere un lavoro ripetitivo, noioso e per te privo di senso. Sai solo che a fine settimana ti daranno una misera paga e potrai goderti così il fine settimana.
Non ho caricato troppo questa immagine perchè non c’è nemmeno bisogno di esagerare. Lì dentro il tempo passerà lento o veloce?
E al contrario, se sei in vacanza per una settimana a vivere l’avventura dei tuoi sogni insieme a persone che ti apprezzato e che tu a tua volta stimi, quale sarà la tua esperienza di tempo?
Per un orologio quelli sono sempre 7 giorni (168 ore) ma per te sono molto differenti.
Arriviamo allora al passo di oggi!
Spesso ci troviamo nella situazione in cui come genitori ci sembra di non avere abbastanza tempo, che tutto ci sfugga di mano.
Ti chiedo allora di disegnare in una pagina bianca del tuo fantastico quadernetto, un cerchio che rappresenta la tua torta del tempo e di inserire queste 5 fette:
– tempo che dedichi al lavoro
– tempo che dedichi al riposo
– tempo che dedichi alla tua famiglia
– tempo che dedichi a te stesso/a (svago, sport, relax)
– tempo che dedichi agli amici
Ovviamente sei tu che stabilisci quanto sono grandi le fette, osservando la tua vita, ma la torta deve poi combaciare alla fine!
Pronti… via! 3 minuti!
Ti chiedo ancora una cosa! Scrivi ancora sul quadernetto qual è il tempo minimo quotidiano che secondo te la tua coppia ha bisogno per essere nutrita nell’Amore! 5 minuti al giorno? 30? 1 ora? … 2 o 3 ore? Prova a quantificare questo tempo!
Contenuti pubblicati nella giornata
[Tempo richiesto 3 minuti]
Lo canta anche il buon Jovanotti con la sua “s” sifula: Io lo so che non sono solo, ma nonostante tutto il suo impegno nel cantarla durante tutti i concerti, noi genitori spesso ci sentiamo soli!E c’è una bella differenza tra l’essere soli e il sentirsi soli e forse la seconda è ancor più brutta della prima. Non so se ti è mai capitato una volta nella vita di andare ad una festa piena di conoscenti e sentirti però lontano/a, distaccato/a, solo/a.
A volte proviamo solitudine nonostante che attorno a noi ci siano tantissime persone che camminano al nostro fianco (nella foresta).
Spesso, ci sentiamo soli perché non ci sentiamo capiti e accolti.
Sentiamo questo perché siamo i primi a non capirci e a non accoglierci. Sì, sì, hai letto bene! Talvolta c’è una frattura tra quello che desideriamo e quello che facciamo e questo crea del disagio e incomprensione.
Per fortuna che arriva in aiuto il passo di oggi!
Ti chiediamo di aprire il tuo quadernetto una nuova pagina e scrivere bello grande nella pagina i nomi delle 10 persone che ti sono più vicine. Possono essere amici parenti o anche babysitter e colf, vicini di casa con cui c’è una relazione. Possono essere persone che potresti chiamare se dovessi avere bisogno di qualcosa. Amici o parenti con cui hai condiviso anche solo qualche minuto di gioia nell’ultimo mese!
Mettiti il cronometro dello smartphone a 3 minuti e Via!
…
Ora manca solo più il titolo per concludere questo passo!
Scrivi in alto: IO LO SONO CHE NON SONO SOLO/A
Contenuti pubblicati nella giornata
Sentirsi genitori soli nella società – LIVE con Diario di un papà fortunato
[Tempo richiesto 5 minuti]
Ecco il secondo passo! Oggi parliamo di perfezione!Se chiedessi a 10 amici di aiutarti ad individuare l’auto perfetta, sai quanti modelli dovresti poi valutare?
DIECI, esatto! Ognuno darà la propria idea di perfezione basandosi sulle proprie esigenze, sul contesto personale, e su ciò che sta vivendo nella propria vita.
Ma allora com’è possibile che il Mondo abbia un’idea così precisa di come debba essere fatto un genitore perfetto?
Allora ecco che arriva il nostro passo di oggi: prendi il tuo magico quadernetto (se non te lo sei procurato ieri rimedia subito qualcosa!) e scrivi: “IL GENITORE PERFETTO”.
Ora dedica 5 minuti d’orologio a scrivere TUTTE le caratteristiche che ipoteticamente DEVE avere. Non ci pensare troppo, lascia uscire anche il tuo inconscio… così potranno venire fuori non solo tutti i tuoi pensieri ma anche quelli del “sentito dire” e dei “luogo comune”, quelli che non sono tuoi ma sono comunque dentro di te.
Qualche esempio? Il genitore perfetto sa cantare e leggere con passione le storie ai propri figli. Il genitore perfetto è sempre presente…e così via!
Metti il timer… 5 minuti e via!
NB. Ah! Mio caro %PHONE%, so benissimo qual è la tua tentazione, io sono una mail speciale che sa leggere nei pensieri dei genitori!
Stai pensando: lo faccio dopo, questo non è il momento migliore!
Ecco, non sei tu che stai pensando questo ma è il tuo cervello antico che è stato progettato centinaia di migliaia di anni fa per farti risparmiare energia e fartela tirare fuori solo in caso di pericolo o per la caccia al Mammut.
Oggi non hai nessun Mammut, il momento migliore è proprio ora!
Contenuti pubblicati nella giornata
Genitori perfetti: le favole ci insegnano come diventarlo [articolo]
[Tempo richiesto 5 minuti]
Molti pensano che la felicità dipenda da cause esterne.
Sì certo, è difficile vivere una profonda felicità e gratitudine dopo essere stati tamponati in auto ma…
Non possiamo scaricare la responsabilità sempre ad altri, no?
Ci sarà ben qualcosa che possiamo fare?
La risposta è assolutamente sì!
Vedi, la felicità non è uno status, non è qualcosa che capita, ma qualcosa che fai capitare attraverso le tue azioni, e ti chiede di muoverti nella sua direzione!
La felicità è AGIRE!
In questi 21 passi ti chiederemo di agire, facendo delle cose piccole, in particolare ti chiederemo di scrivere. Dove?
Su un quadernetto, libretto segreto, diario… insomma qualcosa che ti rimarrà e sarà una mappa preziosissima capace di condurti al tuo tesoro (la tua felicità di papà o mamma).
Ecco allora il passo di oggi, rientrando a casa, fermati dal tuo cartolaio di fiducia e procurati un quadernetto.
Questa che ti stiamo chiedendo è una cosa piccola e facile, così semplice che ti verrà voglia di non farla. Ma è proprio questo che fa la differenza tra un genitore felice e uno asfissiato, la capacità di agire con piccole e incisive azioni!
A domani, per il nostro secondo (e importantissimo) passo.
PS. Se hai già un quadernetto inutilizzato in casa va benissimo, oggi ha trovato il suo senso!
Tutti i lunedì (per le prossime 3 settimane) ti invieremo il programma degli incontri della settimana.
Se non hai Facebook non temere questi appuntamenti oltre che nel gruppo li segnaleremo attraverso le email.































