La Foresta dei pannolini Urlanti:
10 passi per prendere coscienza del fatto che
tu sei un genitore meraviglioso
[IL CAMBIAMENTO]
Eccoci %FIRSTNAME%, si parte!
Ci siamo appena addentrati nella foresta della genitorialità e noi ti diamo il nostro miglior benvenuto!
Cosa notate subito di fronte a voi? Eccolo lì: IL CAMBIAMENTO!
Avere un bimbo mette allegria e porta la gioia che solo la magia della Vita può riservare. Insomma, è tutto bellissimo! Poi però questo tutto viene sommerso dalla fatica.
È faticoso cambiare orari e riadattare completamente il proprio modo di dormire. È duro trovare un nuovo equilibrio per la propria intimità di coppia. E non è per nulla facile fare spazio in casa: cambiare la disposizione di certi oggetti perché potrebbero essere pericolosi.
Sì, la vita di una coppia di fronte all’arrivo dei figli è una costosissima rivoluzione… per fortuna, vi eravate allenati! Quando eravate single avete infatti accolto il vostro partner andando incontro ad un grande cambiamento della vostra vita e dando così luce alla vostra relazione.
Se poi vi siete scelti sposandovi o andando a vivere insieme avete messo in atto un’altra faticosissima rivoluzione. E con l’arrivo di un figlio un’altra ancora.
Se modifichiamo il nostro sguardo e incominciamo a riconoscere che il cambiamento può essere un dono, tutto prende una direzione nuova!
Il cambiamento ci impone infatti di non stare mai fermi ad attendere che qualcosa magicamente ci restituisca la vita di prima (a cui eravamo tanto affezionati 😢) e al tempo stesso ci spinge a “muoverci verso” la vita che abbiamo sempre desiderato per noi 💪🏻!
Senza il cambiamento non ci sarebbero progressi nella nostra vita!
Vedi, la felicità stessa non è uno status, non è qualcosa che capita, ma qualcosa che fai capitare attraverso le tue azioni, e ti chiede di muoverti nella sua direzione!
La felicità è AGIRE!
In questi passi ti chiederemo dunque di agire, facendo delle cose piccole, in particolare ti chiederemo di scrivere. Dove?
Sul quadernetto che abbiamo creato apposta per questo percorso. Ciò che scriverai ti rimarrà e sarà una mappa preziosissima capace di condurti al tuo tesoro (la tua felicità di papà o mamma).
Ecco allora il passo di oggi, visto che siamo in continuo cambiamento ti chiediamo di mettere nero su bianco (verde) qual è il tuo punto di inizio.
Questa che ti stiamo chiedendo è una cosa piccola e facile, così semplice che ti verrà voglia di non farla. Ma è proprio questo che fa la differenza tra un genitore felice e uno asfissiato, la capacità di agire con piccole e incisive azioni! (Se hai già un quadernetto inutilizzato in casa va benissimo, oggi ha trovato il suo senso!)
E ora vi lasciamo agire, ci leggiamo quando lo desideri nel secondo (e importantissimo) passo. Ti ricordo che per riceverlo devi cliccare sul pulsante in basso.
Se vuoi invece approfondire questo tema puoi farlo con i contributi sul PERCHÈ e il PROGETTO dietro a ciascun genitore, a presto!
Ecco gli approfondimenti che ti avevamo promesso:
[IL PERCHÈ]
Se hai avuto già modo di leggere-scrivere il Manuale Definitivo per la Felicità di Coppia hai già compreso che ogni cosa ha bisogno dei propri perché.
Questo è il momento giusto per affrontare questo tema nell’ambito specifico dell’essere genitore.
Vedi, tutti noi concentriamo il 90% della nostra attenzione di papà e mamma sul “Che cosa?”. Che cosa preparo per cena? Che cosa deve fare nostro figlio oggi? Che cosa gli utile per crescere forte e in salute?
È una domanda che è molto concreta e pratica ma per dare una risposta efficace al “Che cosa” che bisogno di appoggiarsi ad una domanda più profonda: “Come?”
Come posso far sì che mio figlio cresca bene e felice? Come posso donargli l’amore e la stabilità di cui ha bisogno? Come faccio a farlo sentire amato e non viziato?
Tanti genitori rispondendo al “come” danno una direzione ai “che cosa”. Ed è molto più semplice mettendo le cose in quell’ordine dare un’ottima risposta ai “che cosa”.
Ma i “come” a loro volta si appoggiano ad un altra domanda che è molto più profonda: “perchè?”. Comprende il proprio perchè significa riempire di senso e significato i propri “come”.
Perchè hai scelto di essere genitore? Perchè desideri che tuo figlio si senta amato?
Provate a rispondere, anche Betta e Ciro del progetto Talitàkum l’hanno fatto in una bella intervista che vi proponiamo!
Contenuti aggiuntivi: intervista a Ciro e Betta di TALITAKUM
[IL PROGETTO]
In questo cammino all’interno della Foresta stiamo facendo e faremo tanti passi importanti in direzione del riappropriarci di noi stessi e della consapevolezza del nostro ruolo di genitori.
In tutto questo percorso vogliamo dare luce a quanto sia importante coltivare progetti personali e di coppia.
Farlo, significa insegnare ai propri figli a coltivare grandi sogni e a trasformarli in realtà.
Questo è certamente uno dei doni più grandi che possiamo fare loro!
A proposito di questo argomento, dobbiamo assolutamente citare Walt Disney:
“La differenza tra un sogno e un progetto è semplicemente una data“.
Non solo abbiamo perso un po’ l’abitudine di sognare in grande (ci limitiamo a sognare una notte di sonno continuativa, una giornata senza capricci, un weekend di svago solo per noi) ma spesso non progettiamo più e ci limitiamo a “sopravvivere”.
Il Mondo invece sta aspettando che i nostri sogni divengano progetti!
Ti chiedo allora di dedicare 4 minuti ai tuoi sogni, scrivi come fosse un flusso di coscienza continuo.
Se ti serve più tempo prenditelo ma poi tieni 1 minuto finale per scegliere di quale sogno vuoi prenderti cura e poi scrivi a caratteri cubitali LA DATA ENTRO LA QUALE REALIZZARLO!
Contenuti aggiuntivi: il nostro incontro e le riflessioni fatte con Robero Reis e Claudia Viola, psicologi e fondatori del progetto Amati per Amare proprio su come Coltivare progetti di coppia e sogni personal, buoni sogni.[PERFEZIONE]
Se chiedessi a 10 amici di aiutarti ad individuare l’auto perfetta, sai quanti modelli dovresti poi valutare?
DIECI, esatto! Ognuno darà la propria idea di perfezione basandosi sulle proprie esigenze, sul contesto personale, e su ciò che sta vivendo nella propria vita.
Ma allora com’è possibile che il Mondo abbia un’idea così precisa di come debba essere fatto un genitore perfetto?
Allora ecco che arriva il nostro passo di oggi, prendi il tuo magico quadernetto e scrivi nella pagina dedicata al “IL GENITORE PERFETTO”.
Dedicati 5 minuti d’orologio a scrivere TUTTE le caratteristiche che ipoteticamente DEVE avere.
Non ci pensare troppo, lascia uscire anche il tuo inconscio… così potranno venire fuori non solo tutti i tuoi pensieri ma anche quelli del “sentito dire” e dei “luogo comune”, quelli che non sono tuoi ma sono comunque dentro di te.
Qualche esempio? Il genitore perfetto sa cantare e leggere con passione le storie ai propri figli. Il genitore perfetto è sempre presente…e così via!
Metti il timer… 5 minuti e via!
PS. sai da chi è accompagnata la perfezione? Se vuoi scoprirlo continua a leggere negli approfondimenti. In entrambi i casi buon lavoro!
Ecco gli approfondimenti che ti avevamo promesso:
[L’AUTOSTIMA e IL CONFRONTO]
Eccoci!
Del resto non si può parlare di perfezione senza citare anche l’AUTOSTIMA e il confronto (con gli altri). Presenti sin dalla tenera età, crescendo l’accresciamo e da genitori il confronto si moltiplica all’infinito, con i figli degli altri, le scelte educative degli altri e persino la casa degli altri.
Mentre il confronto accresce, la nostra autostima diventa sempre più sottile.
Anche quando nel confronto risultiamo un gradino più su… non stiamo facendo altro che alimentare un atteggiamento che in realtà non è sano.
E allora vi proponiamo questa bella intervista a Simona Vanetti, co-fondatrice di Lallafly, una start-up che, un po’ come noi, cammina a fianco delle coppie con figli, per affrontare insieme e giorno dopo giorno, il cammino della genitorialità!
Non vi anticipiamo altro e vi auguriamo buona visione!
Contenuti aggiuntivi: intervista Simona Vanetti
[SOLITUDINE]
Ciao! Una tappa fondamentale da affrontare per dei genitori è quella che ci porta a parlare di SOLITUDINE.
La solitudine è una sensazione che, da genitori, non ci prende proprio subito ma ci assale dopo qualche tempo… quando sono finite le visite infinite di amici che fanno un salto a vedere il bambino e a lasciare un regalo.
Non vedevamo l’ora che tali visite finissero per starcene un po’ in pace e, quando tutti si dimenticano di noi, ci accorgiamo di qualcosa che non ci aspettavamo: intorno alla nostra coppia si crea un po’ di vuoto.
Gli amici senza figli continuano a fare la vita che facevano prima, senza accorgersi che per noi è cambiato qualcosa… e così restiamo un pochino indietro. Anche chi ci resta vicino a volte, invece di farci sentire la vicinanza alimenta la sensazione di lontananza. Coppie a cui tutto va bene, che apparentemente non hanno problemi a crescere i loro pargoli, fanno sentire noi ancora più soli nelle problematiche che dobbiamo affrontare e che apparentemente sono solo nostre.
E così, ecco farsi sempre più grossa quella solitudine che a volte investe anche la nostra stessa coppia… facendoci sentire lontani dal partner anche se viviamo sotto lo stesso tetto.
Ma niente paura, perché non sempre la solitudine è reale…
a volte quel vuoto è solo un contenitore in cui mettere il nostro vissuto e le nostre riflessioni giornaliere, che possono essere ricche di un nuovo senso oppure poco significative. Sta a noi fare di ogni esperienza quella che ci aiuta a svoltare.
Proprio di solitudine, negativa e positiva parliamo oggi con Nadia Abate.
Una mamma che si mette al servizio di coppie di neo-genitori con il preciso scopo di farle sentire meno sole nel momento del puerperio e non solo. Nadia ci parla della realtà delle “Mamme alla pari”, una realtà poco conosciuta ma molto preziosa soprattutto in un momento storico in cui i nuovi genitori rischiano di vedere ulteriormente acuito il senso di solitudine che li assale.
Coraggio, dunque, perchè quando avremo imparato a stare bene da soli scopriremo un tesoro inaspettato e non potremo fallire…
Contenuto aggiuntivo: Video intervista con Nadia Abate - MAMMA ALLA PARIEcco gli approfondimenti che ti avevamo promesso:
[IL FALLIMENTO]
Non fallire, non mancare di leggere questa email!
Ciao e scusa ma non sono riuscito a trattenermi dall’iniziare con questa battuta 😉
Quando osservi le culture è facile notare come noi in Italia facciamo una gran fatica ad ammettere i fallimenti (piccoli o grandi che siano). Al contrario in altre nazioni esso è qualcosa di valoroso: “sono caduto 10 volte e per 10 volte mi sono rialzato e così ora la mia azienda è prosperosa, grazie a tutto ciò che ho imparato”, dicono gli americani!
Noi però, abbiamo la tendenza a scambiare il verbo avere con il verbo essere. “AVERE fallito” un obiettivo non definisce nulla di te e tantomeno può stabilire che tu “SIA fallito/a”. Non dobbiamo permettere ai nostri insuccessi di definirci. Anzi, ogni insuccesso può diventare un’opportunità per imparare qualcosa e solo così potremo alleggerire le nostre aspettative (o pretese?) di genitore.
Eccoci quindi al passo richiesto!
Vorrei che oggi scrivessi nel tuo quadernetto (state diventando amici ormai) qual è il tuo più grande timore di genitore e in che cosa temi di fallire.
Attenzione! scrivi qualcosa di specifico e concreto, i massimi sistemi del mondo li lasciamo fuori dalla Foresta, noi genitori non possiamo permettercelo!
Per il tempo che rimane dei 5 minuti ti chiedo di scrivere tutte le conseguenze di quel tuo fallimento, tutte le cose grandi o piccole che ti vengono in mente che possono essere causate da quella incapacità di raggiungere l’obiettivo. È una cosa piccola e semplice, non puoi davvero fallire in questo!
Che poi…si può fallire come genitori? L’abbiamo chiesto ad Andrea Visconti in questa intervista.
Buona riflessione!
Contenuti aggiuntivi: TEST IL FALLITOMETRO (Scopri quanto l'idea di fallire in qualcosa, impatta nella tua vita)
[TEMPO]
Attenzione e concentrazione, è arrivato il momento di parlare di un concetto davvero relativo: il tempo!
Spesso ci troviamo nella situazione in cui come genitori ci sembra di non avere abbastanza tempo, che tutto ci sfugga di mano.
Ti chiedo come prima cosa di scrivere sul quadernetto qual è il tempo minimo quotidiano che secondo te la tua coppia ha bisogno per essere nutrita nell’Amore.
5 minuti al giorno? 30? 1 ora? … 2 o 3 ore? Prova a quantificare questo tempo!
Ora guarda questo brevissimo filmato:
L’accudire un figlio è un lavoro H24, non è possibile staccare, non puoi mettere in pausa il tuo essere mamma o papà.
Talvolta però capita di desiderare che quel tempo con tuo figlio scorra più veloce, che il bimbo cresca in fretta e divenga autonomo velocemente. Poi, guardandoti indietro, ti accorgi che quei mesi, quegli anni sono volati e ti chiedi se forse non avresti voluto goderti di più quei momenti!
“Ora” è l’unico tempo che hai.
Esiste solo il presente e puoi godertelo nonostante le fatiche e le difficoltà che l’essere genitori comporta. Rimani presente nell’adesso e non trascurarti!
Sì, hai letto bene!
Non puoi donare tutto il tuo tempo a tuo figlio/a se non sei in grado di donarne un pochino anche a te.
È un po’ come la storia della maschera dell’ossigeno sugli aerei, prima la indossi tu e poi solo dopo aiuti tuo figlio ad infilarla!
Può sembrare egoista ma al contrario è l’attenzione più grande che puoi avere per tutti. Se rimani tu senza ossigeno, siete entrambi fortemente in pericolo.
E allora ti chiediamo ancora di trovare 10 minuti tutti per te (sappiamo che puoi farcela!) e quando è il momento giusto premere il pulsante verde qui sotto!
QUANDO SEI PRONTO/A, E HAI 10 MINUTI TUTTI PER TE, CLICCA QUI
[SQUADRA E SUCCESSO]
C’è un detto africano che descrive appieno il passo che stiamo per rivelarvi:
“Ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino (felice)”. “Felice” l’abbiamo aggiunto noi!
Prova a pensare al tuo villaggio e a com’è composto: il tuo partner, se ci sono i nonni, gli zii e i cugini, gli amici di mamma e papà, gli amichetti dei tuoi figli, una babysitter, le maestre dell’asilo o di scuola, gli animatori del centro estivo, gli allenatori delle attività sportive… il nostro villaggio è davvero assortito!
Il cuore della squadra però si fonda su di te e sul tuo più grande alleato, il tuo partner con il quale ogni giorno c’è da coltivare un’intesa, un’alleanza.
È davvero importante nutrire questa complicità di squadra perché tuo figlio impara da voi, prende esempio da come vi comportate, come vi aiutate vicendevolmente, come vi amate.
Certe cose le impari solo respirandole attorno a te.
Allora adesso ci concentriamo sul tuo primo alleato (il tuo partner).
So che tu per primo/a ha un profondo bisogno di sentirti amata/o e apprezzata/o. La strada migliore per realizzare questo è far sì che il tuo partner si senta amato e apprezzato.
Scrivi allora nel quadernetto 5 modi per farlo sentire amato.
Quando hai terminato, prova a sceglierne uno e prenditi l’impegno di metterlo in atto nell’arco della giornata quando ti è possibile!
Ps: vuoi avere uno spunto in più per avere SUCCESSO insieme?
…. IL SUCCESSO
Eccoci! Tutti in qualche ambito della vita desideriamo il successo, aspiriamo nel profondo all’abbondanza di amore, denaro, soddisfazioni. Vogliamo profondamente che le cose funzionino, che vadano alla grande!
Sì, quello che per me è un obiettivo importante da raggiungere per altri è insignificante.
Per esempio nella mia definizione di successo in prima linea sento che c’è la mia famiglia, ma so che per tanti non è così perchè ognuno ha le proprie scale di valori.
Complimenti, hai già capito il passo di oggi!
Dovrai mettere nero su bianco la tua definizione di successo.
Ps: Siamo davvero sicuri che la parte più importante del nostro percorso siano i goal che ci innalzano sopra gli altri?
La nostra risposta è questa, fateci sapere cosa ne pensate!
Abbiamo anche realizzato un manifesto alla famiglia di successo, se ti va, dopo avere scritto la tua definizione, puoi stamparlo o metterlo come salvaschermo per il cellulare!
Contenuti aggiuntivi: Scarica, stampa e appendi in casa il Manifesto della Famiglia Felice
[ASCOLTO]
Si dice che abbiamo 2 orecchie e una sola bocca perché dovremmo ascoltare il doppio di quello che parliamo.
L’ascolto è molto diverso dal semplice udire. Non stai solo sentendo quello che l’altro dice ma stai entrando in una comprensione più profonda.
L’ascolto infatti richiede di metterci nei panni dell’altro, di adottare per un po’ il suo punto di vista, di provare le sue emozioni, di indossare per qualche istante i suoi pensieri e comprendere nel profondo quello che prova.
Questa allora è forse la sfida più grande di un genitore: riconoscere che di fronte a te c’è una persona, comprendere come ascoltare il proprio figlio, mediare i suoi capricci e accompagnarlo a fare qualcosa che è il suo bene anche se in quel momento non lo sta riconoscendo.
Ti proponiamo un esercizio che puoi applicare anche in futuro facendolo a mente (o a cuore, dipende dai punti di vista). Farlo scritto dedicandogli i 5 minuti, ti aiuterà a comprenderlo davvero a fondo.
Ripensa a una situazione conflittuale che hai vissuto nella scorsa settimana con tuo figlio/a e scrivi in una nuova pagina del tuo quadernetto il motivo del conflitto.
Hai scritto?
Ottimo, adesso usa le tre colonne del quadernetto per scrivere
Cosa prova | Cosa desidera realmente | Cosa potrebbe aiutarlo
Cerca ora di descrivere questa situazione da questi 3 nuovi punti di vista.
Farlo ti aiuterà magicamente a trovare un modo più intelligente (sì, l’amore è intelligente) per affrontare quella dinamica.
Buon lavoro!
Ps: sai cosa aiuta a porsi nei panni degli altri e ad ascoltare a orecchie ben aperte e con cuore puro? Liberarsi dall’idea di POSSESSO. Se lo desideri possiamo aiutarti a provarci con gli approfondimenti!
…. IL POSSESSO
Cosa c’è di meglio dello scoprirsi in grado di rompere le catene del POSSESSO?
Hai presente quando dici “mio” Marito, “mia” moglie, “mio” figlio?
Stai usando un aggettivo possessivo ma in realtà noi non possiedi nessuno.
Possiedi solo l’amore che puoi da donare. È tuo tutto ciò che ti viene donato ma no, una persona non può essere nostra come accade invece per una moto, un gioiello o un piatto di spaghetti!
E non parliamo poi di ciò che accade ai genitori quando arriva un figlio!
Il tempo che prima avevi a disposizione sembra non essere più tuo. Anche il corpo della mamma non è più suo ma pare essere di proprietà e uso del neonato.
E che dire degli spazi di casa che a poco a poco si saturano progressivamente di giochi come una perfetta partita a Stratego vinta ovviamente dai figli?
Abbiamo chiesto aiuto ad un grande cantastorie: Claudio Tomaello. È un coach fantastico (è proprio il caso di dirlo) che ci racconterà,attraverso una profonda riflessione, proprio come liberarsi dal concetto di possesso.
L’intervista è durata 51 minuti ma abbiamo deciso di mettere a disposizione una versione più sintetica (28 minuti).
Contenuti aggiuntivi: Intervista a Claudio Tomaello
[CONFLITTO]
Essere un’ottima squadra di genitori significa imparare a fare fronte unito di fronte al figlio. In molti pensano che una coppia felice non litighi, sia una sorta di pubblicità del Mulino Bianco in cui tutto è magico e incantato.
È proprio il contrario! Il litigio è una parte preziosa della relazione tra coppie e in particolare genitori, solo che come tutte le cose ha bisogno di regole e di confini.
Eh sì! Mamma e Papà devono imparare a litigare in un modo sano per non inquinare il nido con discussioni tossiche.
È così che è arrivato il momento di scrivere le vostre regole del vostro litigio!
Non devono essere tante, anzi, meno sono più sarà facile ricordarle, devono essere però molto concrete.
Vuoi un esempio? Se ti accorgi che litigare prima di andare a dormire ti impedisce di prendere sonno e di riposare bene, scrivi: “Si può litigare solo prima del tramonto del sole” (se capita di litigare la sera, vi appuntate gli argomenti di discussione e li affrontate il giorno dopo).
Scrivi le regole che sarebbero utili per la tua famiglia, ognuno ha le proprie esigenze!
3…2…1… VIA!
Buon lavoro!
Contenuti aggiuntivo: riuscire a farsi ascoltare dai figli senza arrivare allo scontro, la parola alla psicologa e psicoterapeuta Agnese Lombardi
Contenuto aggiuntivo: Il litigio nella coppia è arte guarda questo breve filmato
…. IL LINGUAGGIO
Una delle scintille del cuore che hanno fatto diventare il tema della crescita di coppia molto importante nella mia vita è stato leggere Gary Chapman e il suo primo libro: I 5 linguaggi dell’amore.
C’è un concetto chiave di tutto il libro: non basta che tu ami il tuo partner ma devi fare in modo che lui si senta amato. Come farlo? Parlando il suo stesso linguaggio. Solo così il tuo partner sarà in grado di capirti e sentirsi amato/a.
Nello specifico lui ha individuato 5 linguaggi privilegiati con cui tutti comunichiamo l’amore e te li riassumo brevemente qui:
- il contatto fisico – abbracci, baci, carezzi, la presenza fisica
- le parole di rassicurazione – dialoghi, rassicurazioni che incoraggiano e che sostengono
- i momenti speciali – del tempo esclusivo e dell’attenzione totale per te senza il bisogno di fare cose straordinarie ma una semplice presenza
- i gesti di servizio – il sostegno nelle cose più pratiche e concrete
- i doni – piccoli regali che ti fanno capire che tu sei importante per me
È normale parlare tutti e 5 i linguaggi ma spesso ce n’è qualcuno prediletto.
Oggi ti chiediamo di scrivere sul tuo quadernetto
[DISTANZA]
Questo passo è dedicato alla distanza, in modo particolare quella dai nonni, queste creature leggendarie che sono una forza straordinaria per i nipoti ma con i quali è sempre necessario trovare un equilibrio.
Sì, confrontandoci con tante famiglie, qualcuno si lamenta di come i nonni siano troppo invadenti o sempre presenti, creando così una sorta di famiglia allargata in cui però hanno una grandissima voce in capitolo. Fin troppo: si diventa dipendenti dai nonni e si perde così l’autonomia e la libertà!
Altri invece hanno un’esperienza totalmente opposta: i nonni sono troppo distanti fisicamente, lavorano ancora, hanno una vita molto attiva, tanti interessi personali e quindi non riescono ad essere così presenti a supporto dei genitori e con i nipoti.
È arrivato quindi il momento di disegnare!
Che cosa? La distanza tra voi e le vostre famiglie di origine.
Quanto sono vicini o distanti da voi?
Segnate sulla linea dove tu desidereresti che fossero… magari più vicini o più lontani! (Se i nonni non ci sono più perché sono in cielo, puoi comunque metterli sulla linea… quanto li senti presenti nello Spirito?)
Contenuti aggiuntivi: Costruire un rapporto sano ed equilibrato con la famiglia d’origine si può, ne abbiamo parlato con la psicologa Paola LibanoroArticolo della psicologa psicoterapeuta Agnese Lombardi https://www.briicks.com/i-nonni-invadenti-alcuni-consigli-su-come-gestirli/
L’EREDITÀ
Un passaggio fondamentale per qualsiasi genitore è quello di comprendere che cosa ha ricevuto in eredità e che cosa a sua volta vorrà lasciare ai propri figli.
Non stiamo parlando di denaro, risorse, immobili ma dell’eredità interiore: pensieri, abitudini, atteggiamenti.
Se ogni genitore riuscisse a lasciare più di quanto ha ricevuto, il progresso sarebbe garantito!
Il punto però è questo: non ereditiamo solo le cose belle ma spesso ereditiamo anche le piccolezze e i limiti.
Ti faccio un esempio molto stupido ma concreto: mia mamma è divano-macchia-fobica. Ecco, lo sono anche io. So di esserlo, cerco di controllarmi, di gestire questa cosa, ma non posso dire che mi appartenga, l’ho semplicemente ereditato.
Non gliene faccio una colpa, la divano-macchia-fobia potrebbe essere anche utile ;-).
Ti chiediamo allora di scrivere nel quadernetto 3 cose che hai ereditato dai tuoi genitori (possono essere belle o brutte) e poi 3 che ti piacerebbe invece lasciare in eredità ai tuoi figli!
Buon lavoro!
I CONFINI
Prova a ritornare a quando da piccolo, alla scuola media ti chiedevano di disegnare l’Italia. Per quanto fossero più o meno sviluppate le tue doti artistiche prendevi la matita e, bene o male, disegnavi uno stivale un po’ inclinato, con Sicilia e Sardegna pronte per essere “calciate”.
Ma stavi disegnando l’Italia?
No.
Stavi disegnando il confine dell’Italia. Forse stavi disegnando il mare attorno, non lo puoi sapere.
I confini sono fondamentali perchè ci definiscono, stabiliscono dove finiamo noi e dove inizia altro.
Lavoriamo proprio su questo, disegna (possibilmente a matita) due cerchi grandi, in modo tale che si crei un’intersezione tra di essi (che si sovrappongano parzialmente).
Fatto? (direbbe Giovanni Muciaccia)
Ecco hai appena disegnato una rappresentazione di te e del tuo partner. Un cerchio rappresenta te, uno lui o lei, e la parte che si sovrappone è la vostra relazione di coppia.
Perchè ti ho chiesto di farlo a matita? Perchè magari senti quello spazio comune molto ampio, presente e allora forse ora senti il bisogno di ampliare la zona sovrapposta. O forse senti che la relazione è povera e sofferente e quindi senti la necessità di rimpicciolirla per rappresentarla come è realmente.
Ora ti chiedo di scrivere nelle 3 zone che si sono create:
– una cosa che ti contraddistingue;
– una caratteristica che invece appartiene esclusivamente al tuo partner;
– e infine, una cosa che invece è della relazione (è in comune).
Attenzione! Quello spazio comune che nasce dalla vostra intersezione è un qualcosa di totalmente nuovo (non è solamente il risultato di una somma).
Quando nasce una relazione è come se nascesse una persona con nuovi gusti, aspirazioni, desideri. È un po’ come se gli innamorati, attraverso il loro amore, mettessero al mondo fin da subito una creatura nuova.
Quello spazio comune è il vostro primo figlio, che è arrivato ben prima dei figli in carne ed ossa e necessita di cure, attenzioni e nutrimento proprio come tutti gli altri!
Approfondimento: Stabilire i giusti confini con Raffaella e Ciro
[INTIMITA’]
L’intimità è il punto di inizio di tutto quanto.
Sì, siete diventati genitori non solo guardandovi negli occhi ma condividendo nel profondo la gioia dell’intimità dei vostri corpi!
Questa è la scintilla che ha innescato una reazione a catena pazzesca capace di generare la Vita!
Ecco, come sempre, c’è di più!
Cosa c’è di più grande del generare la vita, ti starai chiedendo?
Custodire la vita.
Sì, quella scintilla infatti è anche in grado di custodire la vita della vostra relazione di coppia che si nutre appunto della vostra intimità, del far danzare i vostri corpi, del desiderio di unirsi nella passione per donare piacere all’altro.
Eppure, anche se la società attorno a noi ci fa credere che sia tutto automatico e semplice, non c’è nulla di scontato! Imparare a fare bene l’amore è il frutto di un percorso, di tanta pratica e di una capacità di dialogo e di ascolto profonda.
La prova del 9 è questa: se muore il dialogo, dopo poco muore anche la gioia dell’intimità.
Ecco allora nel passo di oggi vorrei che rispondessi a questa domanda:
“Come posso migliorare l’intimità con il mio partner?”.
Questa domanda è per tutti, sia per chi chi ha un’intimità veleggiante (non c’è mai limite al meglio), sia per chi invece fa più fatica…
Pronti via, 3 minuti per te!
Ps: ricorda che puoi mantenere viva l’intimità attraverso gesti semplici: le coccole permettono di sentirsi amati e perdonarsi i propri errori da genitore.
Contenuti aggiuntivi: Come custodire l’intimità e la tenerezza di mamma e papà… Buona visione! [LIBERTA’]
Eccoci alla fine di questo percorso nella foresta.
Per noi è stato un percorso entusiasmante e impegnativo, speriamo che lo sia stato anche per te e per la tua relazione di coppia…
Ma non è ancora finita.
Siamo giunti al finale!
Eccoci alla soglia della Libertà.
Già, genitori e libertà:
quante volte ci siamo sentiti con la palla al piede, limitati nella nostra facoltà di muoverci, (letteralmente) a causa di un bambino che si attaccava alla gamba urlante per ottenere qualcosa che neanche il miglior negoziatore avrebbe saputo accontentare?
Quante volte abbiamo dovuto annullare i nostri programmi a causa di impreviste febbri la sera prima della partenza?
Quante volte il nostro tempo ha dovuto rallentare il ritmo?
In tanti dicono che fare figli è una follia, è come chiudersi in gabbia e gettare la chiave…
Soprattutto in questi tempi pare ancora più folle.
Eppure siamo qui, e se ci siamo tutti noi è perché i folli non hanno ancora smesso di amare, e anzi forse hanno capito che proprio in questa privazione di libertà si cela qualcosa di molto più illimitato…
Quando in Briicks ci siamo trovati per creare il percorso nella Foresta dei Pannolini Urlanti ci siamo chiesti: di che cosa ha davvero bisogno un genitore?
Di tempo è stata la prima risposta.
Ma per fortuna non ci siamo fermati lì e siamo andati oltre! 😉
È vero, sapere gestire bene il proprio tempo è una capacità fondamentale per qualsiasi persona, genitore e non! Ma c’è un altro aspetto che è ben più importante e che spesso ci vincola profondamente ed è appunto: la libertà.
Crediamo infatti di essere liberi ma spesso siamo schiavi delle nostre abitudini, dei nostri pensieri depotenzianti, dei pregiudizi…
Possiamo dire che tutta l’intera nostra vita sia un percorso di liberazione!
Un po’ tutto quanto il nostro percorso nella foresta è stato un cammino per acquisire consapevolezza, per guardare la nostra genitorialità in modo differente.
Allora in questo ultimo passo ti chiedo proprio questo: di cosa ti sei liberato in questo cammino? Trova anche solo un’idea, una consapevolezza nuova che è nata in questo percorso!
Ovviamente scrivila nel quadernetto perchè ti rimarrà come punto saldo un giorno che ritornerai sui tuoi passi a rivedere quello che hai scritto.
Prenditi, 5 minuti per rivedere tutto il percorso fatto e poi quando ti arriva l’intuizione scrivila!
Questo era l’ultimo passo ma c’è ancora un pezzettino da vedere! Dai lo so che sei curiosa/o!
La persona con cui sempre avrete a che fare quando si tratta di vostro figlio è il suo papà o la sua mamma! E lavorare sulla relazione con lui o lei che vi permetterà di non sentirvi più soli nell’essere genitori: è lui o lei che avete scelto (più o meno consapevolmente) come padre o madre dei vostri figli.
Non smettete di scegliervi. Non smettete di costruire la vostra casa sull’albero.
Vi affidiamo il nostro progetto, fatene la vostra Casa.
Ps: cosa ne pensi di questo percorso? Vi ha aiutati? Condividete con noi quella che ritenete essere la pagina più significativa di questo percorso e del vostro quadernetto.
Scriveteci le vostre motivazioni e ri-presentatevi usando un titolo di film (o di una serie TV) che parli della tua famiglia dopo questo percorso nella foresta!
E adesso… POTETE COMINCIARE A GIOCARE!
Buon e felice cammino!





























