Rispondiamo ad una richiesta anonima che ci ha contattati scrivendoci:
Quanto è soppesato il bisogno affettivo rispetto al desiderio in una coppia? Ho paura di essermi legata a lui per bisogno affettivo: glielo chiedo spesso come mi vede dall’esterno nei suoi confronti ma lui smentisce. Quando l’ho conosciuto eravamo a distanza e in lui sentivo di aver trovato più di quell’amico che era, ma un compagno che mi piaceva sotto diversi aspetti che prima non pensavo fosse possibile. Se aspetto di sentire solo desiderio quando amerò ed imparerò ad amare? Grazie ancora!
Se vuoi che rispondiamo a una tua richiesta, scrivici qui:
Oggi inizia Agnese con le presentazioni.
Ciao a tutti, benvenuti in questo nuovo episodio di Briicks Risponde, la rubrica in cui rispondiamo a tutti gli amici che ci presentano un po’ la loro situazione e chiedono qualche consiglio. Noi rispondiamo come se fossimo seduti al tavolo di un bar da amici.
Oggi parliamo di un’amica appunto che ci ha scritto e che vive una situazione di convivenza dopo poco tempo di conoscenza, legata alla situazione del lock down e dopo un anno e mezzo di convivenza inizia un po’ ad avere delle fatiche date da situazioni di sofferenza di vita familiare pregressa e a caratteristiche della personalità di ognuno e questa persona che ci scrive si inizia a chiedere un po’ quanto la relazione sia legata ad un bisogno di affetto, alla ricerca di affetto e come fare a capire quando una relazione è autentica, diciamo così, oppure quanto invece legata semplicemente ad un bisogno di non stare da sola. Quindi è una domanda sicuramente molto impegnativa e lascerei iniziare Marco.
Marco parla di un motore molto speciale dentro ciascuno di noi
Partiamo un po’ da questo: c’è un motore dentro di noi e quando andiamo a costruire una relazione partiamo sempre da un bisogno, cioè se si può stare bene da soli, stabili e non sentissimo un’attrazione e quindi un bisogno di avvicinarci, di scoprire l’altro, una curiosità, probabilmente non staremmo con nessuno, non ci metteremmo mai in gioco in nessuna relazione e quindi teniamo sempre ben presente quest’aspetto, cioè che c’è sempre un bisogno all’interno di ogni relazione ed è importante fare verità.
E c’è bisogno di felicità, bisogno di riconoscimento, bisogno di essere il bene per una persona speciale che ci dedica dell’attenzione. Quando però questo bisogno diventa un bisogno tossico, un qualcosa che non mi sta aiutando a tirar fuori il meglio di me ma mi sta facendo ingabbiare, accartocciare su me stesso allora diventa questa la domanda che dobbiamo porci, cioè quando è un bisogno sano e quando invece un bisogno che ci sta facendo male.
La consapevolezza che fa la differenza.
In questo sicuramente tu stai facendo già un lavoro per curare e guarire le ferite del passato con i genitori e anche nel fatto di mettere in gioco delle domande e cercare di entrare in profondità e quest’aspetto è sicuramente qualcosa di molto positivo.
Teniamo ben presente che la consapevolezza di fronte a quello che viviamo già fa la differenza. Essere consapevoli che ci sono dei bisogni sani e bisogni tossici è un dono che stai facendo a te e stai facendo a tutte le persone che sono attorno a te, perché le cose che non vogliamo le lasciamo poi in eredità a chi viene dopo di noi.
Possono essere i figli ma possono essere anche le persone che ci vivono attorno che di fronte loro hanno una persona che porta ancora dei pesi, dei conflitti, delle ferite e anche se in maniera non così diretta e consapevole intaccano le relazioni con gli altri, questo è veramente un lavoro bellissimo che stai facendo per te e al tuo fidanzato, quindi brava!
La giusta distanza
Circa la tua distanza e al fatto che adesso che siete più distanti… ovviamente bisogna trovare un po’ la giusta distanza perché spesso quando si è così coinvolti in una relazione per esempio in cui ci si vede 24 ore su 24 con un impatto e un coinvolgimento emotivo altissimo, è difficile andare a vedere quelle che sono le cose che non funzionano, mentre in certe dinamiche profonde per fare verità sulla relazione occorre invece proprio poterla osservare da lontano, vedere la mancanza, vedere quali sono state le cose non hanno funzionato ecc.
Non valutare il futuro dal passato.
L’ultimo punto su cui vorrei mettere l’accento è un po’ questo, non andare a valutare il futuro con un metro del passato. Dobbiamo trarre esperienza del passato e quindi far sì che non si presentino più magari delle dinamiche sulle quali siamo già incappati e siamo già cresciuti, però nell’oggi siamo delle persone nuove, domani saremo delle persone diverse da oggi… quindi pensare che tornare insieme a convivere domani vorrà dire ripetere le stesse dinamiche di prima… è una tentazione che deve essere dissolta. Concentrati proprio su quelle cose che hai imparato dal passato e che sarete liberi di non far accadere più perchè proprio attraverso l’esperienza passata nel futuro non si presenterà più.
Con questo passo la parola ad Agnese.
Come in una canzone…
Riprendo un po’ il discorso sui bisogni affettivi e qui mi viene in mente una citazione di una canzone di cui non ricordo il titolo ma che è presente anche nel Moulin Rouge, in cui dice “la cosa migliore che ti possa capitare nella vita è amare ed essere amato”.
Abbiamo questo bisogno naturale, ciò che ci rende felici è proprio quello: amare ed essere riamati, per cui io credo che non sia tanto in discussione questo bisogno della sanità di una relazione nella fisiologia di una relazione.
Non c’è nulla di più naturale dell’amore di una madre verso il figlio e viceversa eppure come dire se una mamma non ama suo figlio e non ha bisogno di amarlo e di averlo vicino c’è qualcosa che non va. Quindi quel bisogno sano è necessario che ci sia all’interno di una relazione.
Occorre uscire dagli schemi
L’altro aspetto su cui è importante secondo me porre l’attenzione è fare attenzione a non cercare che la nostra relazione sia una relazione giusta e cioè una relazione che stia dentro un determinato schema. Dentro la tua domanda io sento tanta teoria, cioè qual è il modo giusto di amare? E chi lo sa?
Cioè, non c’è il modo giusto di amare, c’è il mio, quello di marco e se noi due fossimo una coppia ci sarebbe il modo in cui la nostra coppia è. Ma credo che tu debba riuscire a liberarti di questo aspetto qua e di andare un po’ in profondità rispetto alla conoscenza appunto del tuo partner, di cosa piace a lui, del suo modo di amarti.
Abbassare le difese per fare un passo avanti.
Puoi provare un po’ a stare nei suoi limiti, nelle sue limitazioni con le tue, è quello poi il modo di stare insieme: non fare un passo indietro perché hai paura che il modo in cui state crescendo come coppia non sia quello giusto, perché finché tu fai un passo indietro poi non vivi la coppia, non vivi il tuo lui, non vivi la relazione.
Per crescere bisogna abbassare i propri schemi di difesa e i propri schemi.
Il mio invito è provare a fare questo passettino qua nella condivisione. E con questo ti facciamo in bocca al lupo per i tuoi studi e sicuramente in questa relazione speriamo di aver portato un po’ di luce. Un grandissimo abbraccio da noi e da tutto quanto il Team Briicks, ciao!





























