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Separazione: come la vive un figlio grande?

Briicks Risponde ad una richiesta anonima! Ecco la sintesi della sua richiesta:

Vivo da tempo un matrimonio stanco con un marito taciturno e apatico. Abbiamo un figlio di 19 anni solare, aperto e mi sento di dire felice.
Mio marito è un buon padre e noi non siamo una coppia conflittuale.
Io sono indipendente economicamente e possiedo anche un appartamentino dove potrei vivere.
L’unica remota che ho è questa… come vive un ragazzo grande la separazione dei genitori? L’idea di sentirmi colpevolizzare dal figlio non la sopporterei.

Se vuoi che rispondiamo a una tua richiesta, scrivici qui

Se non ti è possibile guardare il video, ti lasciamo anche la trascrizione della nostra risposta in video.

A Marco l’onore di fare le presentazioni!

Ciao qui Marco di briicks per un nuovo episodio di briicks risponde, la rubrica che io e la psicologa psicoterapeuta agnese lombardi temiamo per rispondere a tutte quelle persone che ci chiedono un po’ di aiuto, un confronto, un pensiero legato alla propria relazione della propria vita affettiva.

Oggi rispondiamo ad un’amica che ci ha scritto e che vive in un matrimonio dove sicuramente da molti anni la situazione è un po difficile perché quello che sta vivendo è una situazione di ristagno dell’amore all’interno del proprio matrimonio.

Quello che è però singolare è che non è più così preoccupata della relazione con il proprio marito, all’interno di questa relazione infatti dice che non ci sono conflitti particolari, ma è molto più preoccupato del fatto che il rendersi autonoma e indipendente, il lasciare il marito, possa essere poi il motivo di conflitto con il figlio che è una persona solare, felice e di 19 anni e quindi. Ed è più preoccupata per questo aspetto che altro.

Provare a fare ordine e chiarezza:

Allora cara amica che ci hai scritto, proviamo a fare un po’ di ordine in tutto questo, perché non mi è così chiaro perché sei così concentrata su tuo figlio rispetto invece alla tua vita e al tuo matrimonio. Non è che c’è un “devo/ non devo” però dovresti essere forse più preoccupata di quello che è la ferita che potresti causare a te, rispetto a quella legata a tuo figlio, quindi già questo in qualche maniera mi fa pensare.

L’altro aspetto che trovo molto particolare è questo aspetto del conflitto cioè del fatto che tu dica che la tua relazione non ha conflitti e lo dici quasi come una cosa positiva, in realtà probabilmente questo è uno dei problemi che genera la pazzia della relazione: se non avete un modo per farli uscire, i conflitti sono sedimentati e tutta l’apatia è legata proprio a questa questa dinamica.

Mi permetto di fare un piccolo esempio laterale a tutto questo che però credo sia molto interessante. Questo esempio è un esempio legato alla seconda guerra mondiale e ad Abraham Wald, un matematico che venne chiamato in causa per risolvere un problema statistico.

Come gli aerei e i proiettili.

Vennero sottoposti tutti gli aerei che erano stati colpiti dai proiettili durante la guerra e gli venne chiesto appunto di capire a livello statistico quali fossero i punti da rinforzare. Gli fecero fare un lavoro enorme, quello di andare a costruire una mappa di tutti quelli che erano i fori negli aerei dell’esercito e in questa mappa erano riportati effettivamente quelli che erano i punti più colpiti dall’aereo.

Che cosa era capitato? Ovviamente le persone dicevano guarda, questi sono i punti che vengono colpiti di più e quindi dobbiamo rinforzarli. Invece lui disse: no fermi tutti, non dobbiamo andare a rinforzare i punti che sono stati colpiti perché in quel caso l’aereo è comunque riuscito a ritornare, lo abbiamo riparato ma in quel caso l’aereo era salvo! Dobbiamo concentrarci su tutti quei punti dell’aereo che non hanno colpi perché in quel caso i proiettili hanno danneggiato l’aereo e lo hanno distrutto senza che tornasse alla base e quindi non abbiamo informazioni legati a quelli.

Questo è un bellissimo esempio per dire che spesso ci concentriamo su certe cose e pensiamo che siano un punto di forza ma in realtà è proprio il contrario, dobbiamo pensare che non dobbiamo guardare i fori dei proiettili ma guardare effettivamente dove non ci sono i fori.

La domanda giusta.

La domanda che mi viene leggendo la tua richiesta però è questa: che cosa ti aspetti tu da tuo marito? che cosa vorresti dal matrimonio con lui?

Perché in tutto questo hai menzionato soltanto l’apatia, la mancanza di energia, ci mancherebbe questo è un aspetto molto importante all’interno di una relazione e di un matrimonio. Certo, tu magari vorresti un uomo in un certo modo, però forse potresti provare a fare dei passi per far sì che questa cosa venga fuori o almeno dovresti forse chiarirlo, perché all’interno della tua richiesta tutto questo aspetto legato alla tua felicità non compare.

Tuo marito ti sta impedendo di essere una persona realizzata? Chiediti: io sono una persona profondamente felice? Questo è un po’ il punto su cui devi guardare. Magari questo non è il matrimonio che hai sempre sognato, ok, però le cose possono cambiare, possono prendere anche una direzione a prescindere dal fatto di avere una rottura completa e andarsene ognuno per la propria strada.

Questione di integratori e stagioni.

Il terzo e ultimo aspetto è questo: un matrimonio stanco non è per forza un matrimonio da buttare e può sembrare banale questa frase, però un matrimonio stanco forse ha bisogno di un po’ di integratori, di riposo, qualche vacanza, svago, qualcosa che vi faccio uscire un po’ da quella routine.

L’idea che sia soltanto l’altro il motivo della stanchezza del matrimonio è forse un po’ presuntuosa, dobbiamo pensare al matrimonio più come ad un ciclo di stagioni più che a come un unico monoblocco che ha sempre una temperatura calda-fredda, è più qualcosa di ciclico, di stagionale.

C’è una fase in cui c’è una primavera, in cui le cose vengono fuori, sbocciano. Poi l’estate in cui si gode dei frutti dell’amore, quindi c’è anche l’inverno, ma dopo un inverno può tornare la primavera, non è che tutto si ferma come se fosse un qualcosa di lineare!

Molto più interessante è pensare al matrimonio e ad una relazione come qualcosa di ciclico, in cui ci sono delle fasi e in queste fasi ci sono dei momenti in cui escono determinati aspetti e altri in cui c’è bisogno un po’ di ritornare, dopo l’inverno ci può essere di nuovo la primavera e solo noi spetta decidere questa cosa.

Questo è un Briicks risponde ma forse, in questo caso lo dobbiamo chiamare un Briicks domanda perché ti ho riempita di domande, però credo che sia importante rimandarti certe domande, far sì che sia tu un po’ a risponderti rispetto a questo.

Agnese risponde:

Ciao a tutti e ciao amica! Allora, ci chiedi un po’ un nostro parere rispetto a come potrebbe prendere una separazione tua da tuo marito il vostro figlio di 19 anni. Come ha già fatto Marco in realtà mi vengono in mente un sacco di domande da farti.

Quello che mi colpisce è che comunque tu scriva in questa rubrica che in qualche modo si occupa di problemi di coppia, per chiederci invece un consiglio più di tipo educativo-pedagogico. Quindi forse in realtà quella decisione che dal tuo messaggio sembra essere già presa così non è, perché altrimenti non avresti scritto a noi ma a qualcuno che si occupa più di tematiche relative alla genitorialità.

Per cui mi viene un po’ da pensare che una speranza rispetto alla possibilità di lavorare sulla relazione di coppia con tuo marito ci sia e spero che sia così.

Quanto lottate per la vostra relazione?

Quello che potrebbe fare un po’ arrabbiare tuo figlio è vedere che non è stata una relazione che avete combattuto per tenere insieme, per tenere viva, se tu davvero provi affetto per mio papà e se papà prova davvero affetto per mamma, bisogna combattere! Non si può mollare così, dopo tanti anni che si sta insieme, dove effettivamente grossi problemi di conflittualità non ci sono. O almeno di conflittualità attiva, di conflittualità passiva non sappiamo, però forse sarebbe più semplice da comprendere se vedesse che lottate per la vostra relazione, per il vostro matrimonio, anche per lui, per mostrargli che ci tenete a mantenere la famiglia unita.

Questo ovviamente non è una cosa che puoi fare tu da sola ma ci vuole la collaborazione del tuo partner. Però mi chiedo anche un po’ rispetto all’idea di coppia che vuoi trasmettere a tuo figlio e a cosa voglia dire affrontare dei conflitti all’interno della coppia, o non stare bene all’interno della coppia, e quindi un po’ a partire anche dalla situazione che mi sembrava di aver percepito e quindi al fatto di non avere ancora perso le speranze rispetto al tuo matrimonio, alla vostra relazione di coppia.

Risvegliare l’energie e mettercela tutta!

Provate a cercare di venir fuori da questa situazione, a tirar fuori le energie e le vibrazioni che in qualche modo sono rimaste assopite ma che, probabilmente, lavorandoci un po’ sopra potrebbero emergere.

Tutto questo è qualcosa di cui tuo marito è al corrente? tuo figlio vede che ne avete già parlato e che è in qualche modo una situazione che avete già affrontato all’interno della famiglia, oppure no?

Fare un passo nella direzione di una potenziale soluzione e del provare a stare bene come famiglia, come coppia, è qualcosa che potrebbe apprezzare molto anche tuo figlio e rendergli più comprensibile che ci sono dei problemi, che è per questo motivo che alla fine si arriva, dopo averle provate tutte, alla decisione di separarsi.

Ma senza aver fatto quel passaggio mi vien da dire che sicuramente diventerebbe più difficile da accettare per un figlio la separazione dei propri genitori.

Quanto ti auguro è appunto che la cosa migliore per te, per la vostra coppia e per la vostra famiglia, possa avvenire nel futuro. In bocca al lupo per tutto e in bocca al lupo per il tuo benessere e la ricerca del tuo stare bene.

Con questo ti saluto e a presto da me e da tutto il team Briicks.

 

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