Non mi sento attraente e non provo desiderio

Rispondiamo ad una richiesta anonima che ci ha contattati scrivendoci:

Siamo due donne, stiamo insieme da 11 anni quasi 12 e abbiamo due figlie di 4 e 6 anni.
la nostra è stata sempre una bella relazione fino a che è arrivata la prima figlia che ho concepito io. da quell’anno io ho preso 28 kg e mi sento brutta, goffa e non più una donna attraente. ho provato a perdere peso ma a 40 anni non è più cosi facile. ogni tanto ci riprovo, ogni tanto mollo insomma il problema so che nasce da lì.
L’argomento verte sulla questione sessuale. Io non ho più voglia di fare l’amore con mia moglie e nemmeno che quasi mi tocchi, mi baci e mi sfiori.
È come un rifiuto da parte mia. non riesco ad uscire da questo impasse. la amo profondamente e non ho mai pensato di tradirla ma solo di vivere per sempre senza più la questione letto. e’ triste lo so… Come posso risolvere questa cosa ?

Se vuoi che rispondiamo a una tua richiesta, scrivici qui:

Briicks risponde! Qualche consiglio per voi

Inizia Marco con le presentazioni

Ciao a tutti, qui Marco di Briicks insieme alla psicologa-psicoterapeuta Agnese Lombardi per un nuovo episodio di Briicks Risponde, la rubrica per le coppie che ci seguono e che chiedono un piccolo confronto, un piccolo aiuto rispetto delle situazioni che stanno vivendo. Oggi rispondiamo ad un’amica che ci ha scritto e dice che lei e la sua moglie stanno insieme da quasi 11 anni, hanno due figlie di 4 e 6 anni. Quello che vivono però è in particolar modo legato a come ha vissuto la gravidanza: dice di aver preso 28 kg e si sente brutta, goffa, insomma ha delle difficoltà a sentirsi una donna attraente ancora.

Di fronte a questo dice che non ha più voglia di fare l’amore con sua moglie e nemmeno quasi che lei la tocchi e la sfiori e quindi vive questo aspetto di rifiuto e non riesce a uscirne, è triste e ci chiede come può risolvere questa cosa.

Risponde per prima Agnese

Ci racconti di aver iniziato ad aver avuto queste difficoltà un po’ dopo la nascita della bimba. Io credo che questo sia un po’ un nodo cruciale: la maternità e la gravidanza in qualche modo ci trasformano e per alcune di noi addirittura ribalta, ci mettono proprio sottosopra. Questo perché dobbiamo un fare i conti con quella che è stata la nostra relazione con la nostra infanzia, la nostra relazione, con il nostro materno ma allo stesso tempo essere madri significa dare tutto ai nostri figli e tutto vuol dire dare la mente e donare anche il corpo. Spesso infatti i primi mesi di gravidanza sono molto faticosi anche per le relazioni di coppia perché la donna fa proprio fatica a donarsi a qualcun’ altro presa completamente dalle richieste e dai bisogni che ha il proprio bimbo e nel tuo caso la propria bimba.

Donarsi e aprirsi all’amore

Io non so se in qualche modo hai vissuto questo. Quello che mi sono chiesta è se la tua difficoltà nel donarti alla tua compagna non derivi proprio un po’ dalla fatica dell’essersi donata completamente alla tua bimba e alla bimba in qualche modo successiva e quindi fai fatica a metterti in relazione con qualcuno che ti chiede ancora di più e ti chiede anche in una maniera differente: da una parte ti chiede di donarti ma dall’altra parte anche un po’ di aprirti all’altro in questa relazione e forse non sei stata capace di metterti in questa relazione.

Il punto è che in ogni caso noi abbiamo bisogno di sentirci amati, noi abbiamo bisogno di affetto e spesso quando non riusciamo ad avere una relazione in cui siamo capaci di donarci e che sentiamo essere nutritiva per noi, per il nostro bisogno di affetto ci buttiamo poi sul cibo perché è proprio da lì, è stato il primo canale da cui abbiamo ricevuto amore quando appunto eravamo neonati.

Il corpo è un veicolo di affetto

Il corpo è un veicolo di affetto, un veicolo di amore e forse non è un caso che in questo momento tu ti senta ingrassata non solo perchè mangi ma magari proprio perché è un modo per mettere una barriera con l’altro. Se in qualche modo io sono “brutta”, l’altro non si avvicinerà e mi lascerà in pace, non mi toccherà e quindi in qualche modo è un po’ un modo per te anche proprio di crearti una barriera con la tua compagna.

È un pensiero che puoi provare a vedere se invece di consapevolizzare in qualche modo per ripartire un po’ e sentirti nuovamente capace di amare un’altra persona che non sia in una relazione asimmetrica in cui tu doni e non chiedi niente in cambio così com’è con i figli ma metterti invece in discussione in una relazione da cui tu puoi ricevere e in cui tu puoi donare ma soprattutto in questo momento mi viene da dire hai davvero bisogno un po’ di ricevere e lasciare spazi un po’ la tua compagna di farti sentire amata e e questo lo puoi fare nel momento in cui conosci il tuo bisogno di sentirti amata e anche la bellezza di poter essere amata per quello che sei perché tu sei degna di amore.

L’intimità non ha il pilota automatico

Mi permetto di aggiungere alcune cose su quelle che ha detto Agnese. Sono molto belle e vanno a toccare molto di più nel profondo te e il tuo passato, quello che vivi. Ci sono però due aspetti su cui far rimettere ancora il focus che sono legati al modo di vivere l’intimità.

Spesso crediamo che l’intimità sia qualcosa di automatico perché in certi momenti della vita la pulsione sessuale era forte e ci sembra che quello debba essere il modo giusto per vivere l’intimità però non è così.

L’intimità è un percorso fatto di piccoli gesti.

L’intimità è frutto di un processo, un percorso, uno starsi vicini e parlarsi in un certo modo, un comunicare attraverso dei gesti, delle azioni e tutto questo mettere insieme delle tensioni genera intimità.

L’idea che debba essere tutto quanto spontaneo è veramente un qualcosa di un po’ distorto che ci portiamo dietro dalla cultura attuale e anche dai nostri preconcetti.

Qui dobbiamo uscire da questo aspetto del pensare che sia tutto spontaneo e dobbiamo iniziare a chiederci quali sono quei gesti, le azioni che oggi, adesso, io posso fare per generare l’intimità e poi entrare nell’intimità dei corpi è una conseguenza abbastanza automatica.

Questione di stagioni…

L’altro aspetto su cui vorrei mettere ancora l’accento è un pò il pensare che nell’arco di vita di una coppia viviamo sempre nella stessa stagione e questo di nuovo può essere molto fuorviante.

In questo momento con mia moglie viviamo un momento di post parto e con un bambino molto piccolo e viviamo un certo tipo di intimità che è molto differente da quello che avevamo nei primi anni da sposati oppure di quando nostro figlio andava all’asilo.

Sono tutti i momenti differenti, stagioni differenti.

Costruire oggi il nostro modo di far l’amore:

L’idea di pensare che ci sia un modo giusto in assoluto al quale ricondursi e dire “quanto era bello quando l’amore si faceva così” è qualcosa che porta alla coppia l’impoverirsi perché in ogni momento di vita della propria relazione, della propria vita di coppia, ci si trova e ci si incontra nei corpi e nell’intimità in modo differente e la sfida, la bellezza di questo è proprio quello di andare a costruire oggi il nostro modo di far l’amore che è perfetto per oggi rispetto al tempo che abbiamo a disposizione, il contesto che stiamo vivendo, il rapporto di lavoro, i figli…

Insomma, indipendentemente dal contesto ce la giochiamo e quindi dobbiamo sempre rinnovarci e pensare qual è il modo bello in cui possiamo tornare a noi stessi, ai nostri corpi, all’altro.

E con questo ti salutiamo e ti chiediamo anche poi un feedback se hai vissuto altre esperienze Briicks.

Un grande abbraccio e a presto.

In bocca al lupo per tutto quanto, ciao!

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