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Manie manie di controllo: come faccio a mitigarle?

Ci scrive una ragazza che ci presenta questa situazione:

Ciao!
Sono ***, ho 23 anni. Il mio lui di anni ne ha 26. Entrambi studiamo all’università: io mi sono già laureata da due anni alla triennale e ora studio alla magistrale, a lui manca un esame e la tesi per laurearsi in triennale.
Io sono un po’ maniaca del controllo e non sopporto quanto io ci tenga alla mia riuscita accademica, mentre lui per mesi si trascina le poche cose che ha da studiare, come se fosse uno scoglio insormontabile, al quale non dedica per nulla tempo. Ho provato in tutti i modi a farlo mettere sui libri per riuscire ad ottenere questa santissima laurea, ma con pochi risultati. L’ultima che ho fatto è stata, con lui, provare a creare un piano di studi giornaliero di modo che abbia sempre la situazione sotto controllo e che possa capire quanto si discosta dagli obiettivi che si mette, giorno dopo giorno.
Io non voglio passare come la “mamma bacchettona” della situazione, ne abbiamo parlato e gli ho fatto capire il mio punto di vista, ma non vorrei che subisse il tutto come un’imposizione. Io voglio soltanto il suo bene e odio vederlo nella nullafacenza, lui che di solito è energia allo stato puro.
Come faccio a “mitigare” la mia “mania di controllo” e contemporaneamente a farlo studiare?

Se vuoi sottoporci la tua situazione puoi scriverci qui

Se non ti è possibile guarda il video, ti lasciamo anche la trascrizione della nostra risposta in video.

 

Marco riassume tutto come sempre

ciao! Qui marco di Briicks! Insieme ad Agnese Lombardi rispondiamo a una ragazza che ci ha scritto e ci chiede di rimanere anonima. Vi presento semplicemente quella che è un po’ la situazione:  ci scrive che è laureata a quelle che sono un po’ le sue manie di controllo, lei ci appare molto precisa molto puntigliosa si è laureata in triennale e si sta laureando in specialistica e invece il suo fidanzato e un po’ più indietro con gli studi e soprattutto è arrivato all’ultimo esame della triennale e si sta bloccando non ha quella motivazione non si sta organizzando per studiare quindi è un po’ fermo.

Impariamo a non proiettare sull’altro i nostri desideri

Ecco questa situazione è qualcosa che capita spesso all’interno della relazione di coppia cioè di proiettare sull’altro quelli che sono i nostri desideri, i nostri modi di fare e pensare che l’altro in qualche maniera sia uguale a noi e risponda ai problemi nel nostro stesso modo.  È bello leggere all’interno della tua e mail che c’è un desiderio profondo di bene nei confronti del tuo fidanzato perché è vero è profondamente bene che lui finisca gli esami si dia una mossa e esca da questo status un po’ di di limbo in cui si trova allo stesso tempo però è importante anche riconoscere i propri limiti e di nuovo tu, brava, lo stai facendo bene e sta riconoscendo che questa mania di controllo sta un pochino sconfinando.

Controllare l’altro è un modo sicuro per ammazzare la relazione

Ecco all’interno della razione di coppia pensare che sei lì con la possibilità di controllare l’altro è un po’ un controsenso. Controllare l’altro significa che alla lunga quella relazione non avrà più lo spazio di vivere perché tu vivrai la tua normale parte e l’altro risponderà semplicemente a quelle che sono le tue aspettative giusto per farti felice ma alla lunga vi troverete in una situazione in cui lui non potrà più agire liberamente e tu non avrai più presente se l’altro lo fa perché veramente ci crede, perchè veramente vuole quella cosa oppure sta facendo semplicemente per te perché sa che tu ti aspetti quello. Magari questa cosa può anche non sembrare così strana. L’altro risponde alle mie aspettative ma una delle basi di un rapporto di amore sano e profondamente felice è che entrambi si sia liberi di mettere insieme la propria libertà i propri desideri e le proprie aspirazioni nella relazione. Ed è così che tu lasciando libero il tuo fidanzato riuscirai a tirare fuori la sua parte migliore non controllandolo e portandolo a fare quello che vuoi tu.

L’immagine di sè e la paura di arrivare alla meta

Forse è questo il motivo per cui ci hai chiesto aiuto vorrei provare a darti un immagine uno spunto per capire magari un po’ di più quello che sta vivendo il tuo fidanzato provo a pensare che per un sacco di tempo tu ti sei identificata nel ruolo di studente. Ecco questo tu non lo stai vivendo ma probabilmente lui sì. Arrivare alla fine di questo percorso significa dover mollare quest’immagine che si è fatto un po’ di sé quindi riconoscersi che quando concluderà il suo cammino non sarà più uno studente ci sono tante cose di mezzo il cambiamento la paura del futuro ma anche e spesso la paura del successo per esempio ho vissuto questa cosa sul cammino di Santiago camminando dopo 25 giorni cammino più o meno sono arrivato a Santiago.
Ecco in quel momento però ho iniziato a trovare delle scuse, facevo mille cose prima di arrivare nella piazza che è un po’ la meta significativa del viaggio e in quel momento mi sono accorto che stavo tergiversando. Mi sono accorto che stavo cercando di trovare delle scuse per non chiudere la partita per non arrivare all’obiettivo. Questa cosa purtroppo capita a tutti e spesso non si ha proprio quella lucidità per affrontare questa cosa soprattutto in un momento difficile come quello attuale in cui le certezze sono poco e quindi la certezza anche di rimanere dello status di eterno studente è un po un rischio.

Comunicare un messaggio unico e coerente

Quali sono i consigli concreti che possiamo darti rispetto a questa cosa? Ecco la prima è non sostituirti al suo posto. Cioè nel momento in cui tu ti sostituisci a lui gli stai un passando un messaggio purtroppo contradditorio. È come uno che dice è ad un altro (Marco urla agitato) “Devi calmarti! Calmati!” E come fai a calmarti se effettivamente l’altro ti sta dando un messaggio di panico. Come fa lui a prendersi le sue responsabilità se sei tu la prima a dirgli attraverso le tue azioni: “guarda che non sei in grado di prenderti le tue responsabilità ci penso io”. Ecco questo è un po’ un pensiero che devi mettere alla base di questo. Io credo che è il modo migliore per aiutarlo possa essere quello di riuscire a capire nel profondo quello che sta vivendo quindi e non giudicarlo rispetto al fatto che non sta arrivando degli obiettivi ma prova a capire perché è lì fermo. Puoi aiutarlo a capire quali siano i suoi obiettivi, che cosa vorrebbe fare dopo, quali sono le sue aspirazioni, quali sono i suoi timori che lo stanno tenendo lontano da questo. Ecco sicuramente non c’è una pillola che ti permette di fare questo ma arrivando in un dialogo profondo con lui sono sicuro che riuscirai a capire e a tirarlo fuori un po’ da questa tana in cui si sta nascondendo. Ovviamente tieniti a giusta distanza non puoi cavargli le parole di bocca ma devi dare i suoi tempi il suo respiro e nel momento in cui lui riuscirà a fidarsi dell’amore grande che tu nutri per lui e che gli stai dimostrando sono certo che anche lui uscirà allo scoperto e sentirà quel terreno solido e forte per riuscire a raccontarsi e anche farsi aiutare. Perché spesso farsi aiutare non è così semplice.

Non sostituirti a lui, Agnese Lombardi completa il discorso

Come prima cosa mi unisco a Marco nel farti complimenti nell’aver saputo riconoscere quelli che sono le tue modalità e il tuo desiderio in qualche modo di controllare le azioni del tuo fidanzato mettendogli un piano e cercando di fare in modo che lui raggiunga quell’obiettivo che tu hai già raggiunto quindi complimenti perché non è da tutti accorgersi di avere delle mani e di controllo anzi spesso si nascondono dietro un “lo faccio per lui” o un  “che cosa mi tocca fare”, “meno male che ci sono io che faccio questo questo, e quest’altro al posto suo”. Quindi mi unisco a Marco nel farti i complimenti nell’aver ti riconosciuto questi questi aspetti. Detto questo credo anche io che tu non possa sostituirti a lui tu e non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato se non viene da lui la spinta per concludere i suoi studi sicuramente non puoi andare tu al posto suo a dare gli esami o metterti a studiare al posto suo questo è sicuro quello che è importante è capire tu in qualche modo ai chiaro i tuoi obiettivi almeno in questo momento come studentessa e mi immagino perché questo non ce lo dici ma mi immagino anche come persona in qualche modo tu hai ben chiaro dove vuoi arrivare, quali sono i tuoi obiettivi forse anche voglia un po’ di metterti in gioco al di fuori del contesto universitario dello studio ma non è chiaro invece quali siano gli obiettivi di lui forse che cosa lo sta spingendo in questo momento su questa strada universitaria 6 da tanto tempo che come dici tu a questi esami da sostenere ma ancora non si è dato da fare.

Aiutalo a capire quali sono i suoi obiettivi, il suo scopo

Ecco forse oltre all’aspetto che citi suggeriva Marco bisognerebbe un attimo fare chiarezza anche con lui su quali sono i suoi obiettivi nella vita. In generale che cosa vuole fare? Sta studiando per cosa, per realizzare che cosa? Quali sono i suoi sogni? No e in qualche modo anche come questi sogni possono intersecarsi con la vostra vita di coppia? Perché immagino che ci sia comunque bisogno di raggiungere degli obiettivi individuali e personali per per proseguire anche poi nel vostro cammino di coppia e quindi sono due barche che devono in qualche modo essere viaggiare insieme la sua è la tua e e quindi portare avanti anche il vostro disegno il vostro progetto come coppia sicuramente come appunto ti sottolineava anche Marco non è un progetto non puoi trainare la sua barca questo è sicuro perché diventa inutile diventa inutile primo perché la coppia deve essere composta da due persone e non da una che trascina un altro secondo perché diventa faticoso per te ti ritroverai a diventare un po’ come dicevi anche tu un po’ la mammina della coppia. Quella che decide per per entrambi, quella che prende tutte le scelte e poi si ritrova in qualche modo da sola all’interno della coppia e così iniziano a mancare le attenzioni, inizia a mancare la presenza dell’altro per cui io sono d’accordo un po’ con te e anche con Marco nel dire che non è l’atteggiamento migliore nel momento in cui si è in coppia e cosa puoi fare allora sicuramente appoggio quello che diceva Marco e sottolineo il provare a condividere con lui un po’ la tua sensazione. Il fatto che è come se lui, quella cosa lì non la volesse fare e quindi provare un po’ a chiedergli tu come puoi aiutarlo dopo che ti sei messa ad aiutarlo da un punto di vista un po’ più pratico se ci sono altre cose che lui che tu puoi fare per lui quindi ascoltarlo nelle sue paure nei suoi desideri nei suoi sogni che magari non per forza passano dal suo ambito di studio ecco provare un po’ a cercare di capire quali sono i suoi obiettivi per ora ecco la camera a medio termine di moda da poterlo aiutare nel confrontarti con lui su questo sicuramente se non è una persona abituata a condividere paure sogni desideri ecco ci va del tempo, quindi tieni conto che non è semplice per una persona che non è abituata a lasciarsi andare a parlare di queste cose dall’altra parte credo anche che se non c’è da parte di lui e con attenzione una voglia di andare oltre di proseguire nel suo cammino ecco poi diventa faticoso proseguire una relazione in cui uno ha fatto dei passi in avanti nel suo cammino personale e l’altro invece ancora e è indietro nella propria autorealizzazione, forse perché appunto non ancora ben chiaro come questo cosa questo significhi.

Mi raccomando farci sapere e tienici aggiornati. Non mollare e a presto (spero)!

Ciao a tutti, vi auguro il meglio sia per la vostra reazione che per i vostri studi e ti saluto!

 

 

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