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Litighiamo e tra noi manca il dialogo

Rispondiamo ad una richiesta anonima che ci ha contattati scrivendoci: Salve , io e mio marito litighiamo spesso perché lui non riesce a dialogare senza offendere, io senza ricordargli le sue mancanze nei miei confronti , lui crede che non facendoci mancare nulla è tutto a posto , però manca tutto il resto compresa la parte amorevole ,così alimenta in me insoddisfazione ma guai a farlo presente perché si infuria e poi cade in profondo mutismo e io nella tristezza di non avere una buona relazione di coppia ..
Cosa posso fare per trovare un appagamento in questa convivenza che reputo inutile perché non costruttiva ma logorante ?

Se vuoi che rispondiamo a una tua richiesta, scrivici qui:

Se non ti è possibile guardare il video, ti lasciamo anche la trascrizione della nostra risposta in video.

 

Presentazioni: parla Marco.

Ciao, qui Marco di briicks con il nuovo episodio di briicks risponde, la rubrica che io insieme alla psicologa e psicoterapeuta Agnese Lombardi teniamo per rispondere a quelle che sono le situazioni che ci vengono sottoposte. Non è ovviamente una risposta da oracolo e nemmeno una soluzione completa. Ma è un inizio, la scintilla per mettere in moto tutte quelle cose che magari possono essere piccoli cambiamenti da inserire all’interno del problema.

Oggi rispondiamo ad un’amica che ci ha scritto che si conoscono da dieci anni e vivono una difficoltà soprattutto sul dialogo .Lei non riesce a spiegare quelli che sono i problemi legati alla loro relazione a suo marito perché lui si offende si chiude. Insomma non c’è un accoglienza nel dialogo e quindi vive concretamente una sofferenza profonda rispetto al senso di questa relazione perché non si sente sostenuta, non si sente appoggiata.

 

Ecco, grazie perché quello che tu hai scritto in realtà lo vivono tante altre persone, quindi grazie che l’hai tirato fuori e condiviso. Questa risposta è sicuramente per te ma anche per tutte quelle coppie che vivono la stessa dinamica, la stessa situazione.

Ritrovate la scintilla.

Il primo suggerimento, molto concreto, è quello di ritornare alla scintilla che vi ha fatti mettere insieme, che ha generato questo amore che vi sta tenendo uniti da così tanti anni: magari questo è un momento un po’ più sofferente, della stagione dell’inverno , in cui tutto sembra un po’ più freddo un po’ più faticoso, diciamo che però è comunque una reazione che sta andando avanti e che in qualche maniera ha solo bisogno di ritrovare un po’ di ossigeno e di tornare in quel punto, in quella scintilla , in quella cosa che vi piaceva , che tirava fuori la vostra passione, vi ha fatto innamorare, che vi ha fatto scegliere e vi ha portato comunque a vivere tutti questi anni insieme.

Sicuramente è prezioso quindi ritornate li e provate a ricordare quel momento, a ricordare quello che provate e anche il perché , quello che c’è dietro al camminare insieme.

La voce di Agnese.

Ciao a tutti e ciao amica che ci hai scritto. Condivido quello che ti consigliava marco e aggiungo alcuni aspetti: nella comunicazione tra voi il litigio pare diventare un po’ un aggredirsi a vicenda, questo probabilmente per due motivi: il primo è che c’è una storia di litigio, una storia di accuse reciproche per cui si finisce sempre a pensare che l’altro in qualche modo voglia accusarti di qualcosa o che non capisca quello che tu stai dicendo. Quello che quindi io consiglio è questo: soprattutto mi sembra un po’ da parte tua, che cerchi una comunicazione  più emotiva, risposte a bisogni più emotivi ed affettivi. Quindi partite proprio da questo: dal cercare di comunicare con lui quelli che sono i tuoi bisogni.

Lui dà per scontato in qualche modo che il suo compito sia andare a rispondere a dei bisogni concreti, a dei bisogni appunto più pratici , di non far mancare niente alla vostra famiglia, ma è giusto che tu in qualche modo gli comunichi quelli che sono i tuoi reali bisogni che lui in questo momento non riesce a capire, forse perché in qualche modo la parte più emotiva e affettiva per lui è qualcosa di sconosciuta e di lontana.

Un bacio e gesti concreti.

Nel momento in cui vi è qualcosa da dire, fai in modo di non spostare la comunicazione su un’accusa rispetto a delle mancanze , che probabilmente  è qualcosa che lui patisce in particolare, ma focalizzati appunto al tuo sentire. Ad esempio: io avrei bisogno che tu quando torni a casa mi salutassi con un bacio e poi non ti mettessi sul divano accendendo la televisione, ma magari mi chiedessi anche com’è andata la mia giornata.

Se hai qualcosa in qualche modo da riprendergli perché appunto ti sei sentita in qualche modo che non è positivo, partirei proprio dal tuo sentire , per cui : mi sono arrabbiata perché sento la tua mancanza , perché avrei bisogno che mi abbracciassi di più, e non accusandolo di mancanze. Questo potrebbe fare in qualche modo spezzare quel circolo vizioso di cui parlavo all’inizio.

Come una squadra di calcio.

Per analizzare un pochino quello che state vivendo mi servo di una metafora che è quella del gioco di squadra e in particolare il gioco del calcio. Spesso ci si identifica nel proprio ruolo, quindi l’attaccante dice io sono un attaccante e pensa e crede che tutti debbano passargli la palla e che il suo compito sia semplicemente quello di buttare la palla in rete.

Ovviamente è così , è uno specialista che si occupa di quel compito all’interno della squadra, ma come tutti gli altri giocatori, lui come prima cosa , come primo ruolo, ha il ruolo del giocatore che significa essere sia difensore, sia centrocampista, sia attaccante .

Anche l’interno delle relazioni di coppia spesso capita che ci si identifichi nel ruolo e dal proprio ruolo non si esce , mentre c’è un ruolo principale che magari può essere quello del marito che porta a casa la pagnotta ,  lavora e non fa mancare nulla , ma c’è anche qualcosa di più. Servizi che possono essere fatti in casa. Ovviamente questa non era accusa nei suoi confronti ma è un cercare di ampliare un po’ lo sguardo e quindi non accontentarsi .

Tutto parte dal dialogo.

La coppia ha bisogno di andare a fare veramente un po’ di dialogo profondo nel capire quali sono tutti i contributi che ognuno può dare alla propria relazione, alla propria famiglia e poi di lì andare a capire chi si prende quale compito, tutto quanto però parte da un dialogo e da un mettersi in discussione e bisogna capire che la vecchia idea di ruoli , in cui l’uomo si occupa esclusivamente di qualcosa  e la donna si occupa di altro, oggi non solo sono desueti ma non funzionano più , perché le dinamiche di oggi sono totalmente differente da quelle che vivevano i nostri genitori e ancora di più i nostri nonni.

Sempre e mai.

il litigio è normale questo penso che sia chiaro a tutte le coppie. Il problema non è litigare il problema è come si litiga e soprattutto lo è litigare senza arrivare poi a parlare di come ci sentiamo.

un altro consiglio è eliminare gli avverbi . “sempre” e “mai” in una discussione non andrebbero detti perché in qualche modo facciamo sentire che l’altro è sempre mancante è che non ci dà mai quello di cui abbiamo bisogno.

Io credo in qualche modo che sia importante comunicare  quello di cui tu hai bisogno visto che lui lo dà per scontato e nel momento in cui si arriva a scontrarsi, non dire mai, non dire sempre , ma partire da come tu ti senti . Poggia questo sentire ad elementi oggettivi di realtà che lui in qualche modo non può non riconoscere, poi magari lo fa arrabbiare comunque perché l’hai colto in fallo e gli fai notare che è una mancanza , ma è una mancanza che è facilmente riparabile e quindi diventa più semplice.

L’ottica del cambiamento.

Sicuramente è un momento un po’ di stasi e condivido con marco anche la possibilità di riscoprire un’esperienza che per voi sia piacevole ma questo deve avvenire sempre in un’ottica di cambiamento di ciò che in questo momento non funziona , altrimenti il risultato è che appunto si fa un bel momento che però finisce lì perché i problemi che avete rimangono e non si riesce a risolverli.

L’allenamento porta a vincere.

Oltre questo ci sono ancora due cose che voglio dirti. La prima cosa è che comunicare bene è un’arte e come ogni arte ha bisogno di tempo. per impratichirsi e per svilupparla al meglio uno può avere un talento, la predisposizione, ma in realtà quello che batte sempre tutto è applicarsi , applicarsi, applicarsi e lavorarci sopra e così è anche nella comunicazione.

All’interno della relazione di coppia ci sono da capire tantissimi aspetti: prima di tutto il tono in cui tu poni un discorso , quel tono può essere frainteso, quindi una volta usa un tono, l’altra volta un altro e sperimenta , capisci quello che può essere il tono che l’altro può capire, prova anche a spiegargli effettivamente che cosa volevi dire in verità.

I linguaggi dell’amore.

Ci sono i cinque linguaggi dell’amore, ogni persona comunica l’amore con un proprio linguaggio e t’ invitiamo ad andare a vedere il filmato in cui parliamo di questo, soprattutto nel Manuale definitivo per la felicità di coppia abbiamo fatto un bel contenuto aggiuntivo che è veramente interessante, va nello specifico di questo argomento .

L’altro aspetto è la forma : non sembra ma a volte qualcuno ha più  predisposizione nel verbale , nel dialogare a voce, altre più predisposizione nello scrivere perché si crea un po’ quella distanza in cui tu riesci a leggere e capire realmente quello che è il messaggio che l’altro vuol comunicare. Tutto questo per dirti prova a sperimentare, a capire quali sono i linguaggi e le forme di comunicazione che funzionano di più all’interno della tua relazione di coppia.

Regalatevi quanto vi fa stare bene.

L’ultimo suggerimento è quello di andare a trovare quella cosa che vi fa stare bene e regalarvela; può essere un rapporto intimo, può essere un weekend senza i figli, può essere prendersi il tempo per una passeggiata , a fare una torta per due, non so trovatelo voi ma donatevi un momento fuori da tutte queste dinamiche che vi appesantiscono e ritornate a fare qualcosa di spensierato, qualcosa che non sia oppresso da tutti questi problemi .

Ecco questo è quanto e anche da parte di Agnese  vi auguriamo di cuore buon cammino di coppia e una buona comunicazione, che possiate ritornare a respirare, facci sapere come sta andando e come andrà.

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