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É finita ma desidero una famiglia unita

Briicks Risponde a Giorgia che ci ha contattati scrivendoci: Il papà di mio figlio non parla con me ma con altre persone si è così mi chiudo in me stessa e faccio i musi e più faccio i musi e più lui non parla. Vorrei lasciarlo ma solo a guardare mio figlio scoppio a piangere perché avrei voluto dargli una famiglia unita.

Se vuoi che rispondiamo ad una tua richiesta, scrivici qui.

Ci presentiamo!

Ciao a tutti, qui Marco di Briicks insieme alla psicologa-psicoterapeuta Agnese Lombardi per un nuovo Briicks Risponde, la rubrica che teniamo in Briicks per aiutare tutte le coppie, tutti gli amici che ci contattano, ci scrivono e ci chiedono un piccolo aiuto, un piccolo confronto sulla loro vita.

Spesso ci scrivete in chat chiedendo supporto, noi non riusciamo a darvelo in chat perché dobbiamo entrare molto in profondità e allora vi rimandiamo a questi momenti e per questo vi chiediamo di spiegarci un po’ più nei dettagli la situazione e poi rispondiamo con un video dedicandovi il tempo che serve. Ci sono tante persone che vendendo questo filmato potranno trarre degli spunti, dei benefici ed è questo il motivo per cui le risposte che diamo non sono private e personali ma sono pubbliche.

Marco parla della situazione:

Oggi rispondiamo a Giorgia.

Innanzitutto grazie che ci hai scritto e che ti sei messa in gioco. La prima cosa che mi viene da dirti è proprio questa: non c’è il desiderio di dare a un figlio la coppia unita, ma la coppia unita è unita prima di tutto per voi, perché desiderate costruire qualcosa insieme e volete godere di questa unione.

Il figlio viene dopo, dall’incontro di un’unione dei genitori e questa cosa non la fai per tuo figlio, la fai prima di tutto per te e per il tuo compagno.

Un altro aspetto è che i figli se ne accorgono quando i genitori sono uniti! I bambini, per quanto piccoli, vivono il disagio dei genitori che non sono in armonia, non sono felici insieme. Lo dico per esperienza, nei pochi litigi che viviamo io e mia moglie nostro figlio di due anni si mette a piangere perché vive una tensione, vive un disagio, quindi l’idea di voler costruire una relazione a tutti i costi quando non ci sono le fondamenta esclusivamente per lui… forse deve essere diversa la cosa.

La risposta è nelle tue parole.

Ci chiedi come lasciarlo, che non ne hai il coraggio proprio per questa motivazione del figlio. Ecco, sicuramente la risposta c’è già un po’ nelle tue parole: come prima cosa ad esempio non riesci a chiamarlo “il mio compagno” lo chiami “il papà di mio figlio” e quando provi a relazionarti con lui questa relazione non c’è già nelle tue parole, quindi in qualche maniera c’è molto desiderio di qualcosa di un pò ideale ma questa relazione non esiste, quindi il comportamento che ha il tuo compagno rispecchia proprio questo, cioè non c’è una relazione e quindi lui non si relaziona con te, non ti parla e allo stesso tempo tu hai difficoltà a costruire questa relazione.

Ovviamente avete reazioni differenti: lui si chiude nella sua caverna, non vive la relazione con te e tu inizi a sfogarti e questa cosa aggrava ancora di più la relazione perché già prima non aveva voglia di relazionarti e questa reazione è presente a maggior ragione con la persona che si lamenta borbotta e quindi diventa tutto ancora più difficile.

Sicuramente c’è da rimettere un po’ il fuoco su questa cosa e di guardare in faccia le cose: non è questione di rompere la relazione, ma semplicemente di guardare in faccia come sono le cose e poi agire un po’ di conseguenza.

Agnese si collega a Marco:

Io mi collego un po’ a quello che diceva Marco rispetto all’idea della relazione fra di voi.

Dalle tue parole un po’ quello che mi sono immaginata, poi dimmi tu se sbaglio, è che tu avessi il sogno di una bella famiglia unita, una famiglia in cui mamma e papà si amano e c’è questo piccolo bimbo che cresce felice… ecco questo è un bel sogno, ma per farlo diventare realtà c’è bisogno di lavorare e di lavorare prima di tutto sulla coppia.

Non dare nulla per vinto.

Perché una famiglia unita è unita se c’è una coppia che lavora per esserlo, per costruire una relazione di coppia, cosa che, in un paio d’anni e con un bimbo già presente quasi fin da subito, diventa un po’ difficile da costruire e quindi il mio consiglio è quello di non dare nulla per vinto.

Ora la questione della coppia, di una coppia inesistente perché in realtà una coppia non è mai esistita e quindi c’è da riprendere un po’ in mano la vostra relazione, partire un po’ da capo, dall’inizio perché l’arrivo di un figlio è sicuramente destabilizzante, soprattutto per una coppia molto giovane, non nel senso di età, ma di una coppia che ha avuto poco tempo per costruirsi.

Di fronte al bivio.

Per cui, noi come sempre non diciamo a nessuno cosa fare ma c’è un bivio davanti a te e il bivio sta nella scelta da fare: se impegnarti insieme al tuo compagno e rimettere insieme una relazione, provando a costruirci e lavorarci, oppure in libertà fare ognuno la propria scelta.

Detto questo noi ovviamente ti auguriamo di fare ciò che ti rende più felice. Allora facci sapere come va, noi ti salutiamo, ciao da noi e da tutto quanto il team Briicks, a presto!

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