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Coppie distanti e convivenza: chi si sposta?

Briicks Risponde ad una richiesta anonima! Ecco la sua richiesta:

Vi scrivo in quanto nutro molta stima nei vostri confronti e trovo le vostre risposte illuminati. Mi trovo in questa situazione.
Conosco il mio ragazzo dall’epoca dell’università. Ci siamo conosciuti nella stessa città una decina di anni fa. Rientrati alle rispettive famiglie siamo riusciti a far durare e crescere il nostro rapporto con tenacia e determinazione.
Parliamo molto di moltissime cose. Da un anno vogliamo andare a convivere per concretizzare alcuni sogni e dare finalmente il via alla nostra vita di coppia.

Stabilire dove andare a vivere però sta diventando un ostacolo.
Ne parliamo ma…non non riusciamo a trovare un accordo. Per fortuna che si parla di 100km di distanza tra una città e l’altra tutti al momento risolvibile in poco meno di 2h di macchina e un po’ di buona volontà.Abbiamo entrambe delle buone ragioni per volere che sia l’altro a spostarsi. Il lavoro sicuro di entrambi, i genitori che hanno una certa età, gli amici..

In passato è stato il mio compagno a sperimentare il trasferirsi nelle mie zone ma una serie di scelte ha fatto sì che non si trovasse bene cadendo addirittura in depressione e ponendo fine anche al nostro rapporto.
Nel mentre fatto altre esperienze fino a che un paio di anni dopo il destino ha voluto farci ritrovare e ri-scegliere nuovamente.
Ora sono consapevole che toccherebbe a me fare il grande passo (il contrario viste pre esperienze passate porterebbe a un insuccesso quasi garantito) ma periodicamente entro in un loop di paure che, lo riconosco, mi influenza moltissimo. L’idea di lasciare il mio lavoro che mi da certezze ed è in linea con i miei sogni mi mette ansia. Il dover dipendere economicamente da qualcuno per un periodo non mi piace in ultimo mi mette malinconia lasciare i miei genitori che da quando si sono separati si sono aggrappati a me e a mia sorella incapaci di risolvere tra loro alcune questioni.

Penso di non essere l’unica a dover affrontare questa situazione è so che tanti ci sono passati. A volte vorrei pensare meno ed essere più impulsiva.
Al momento lo immagino come un tuffo: prima hai timore, poi sei contenta di averlo fatto.
Mi è rimasta impressa questa frase: “qualunque cosa tu voglia fare ma hai paura, è ciò che devi fare perché è lì dove cresce il pericolo c’è anche ciò che ci salva”
Mi rivolgo a voi per sapere dove sbaglio, se c’è qualche “esercizio” che posso fare o qualche consiglio che posso seguire per bilanciare mente e cuore.
Illuminatemi!

Se vuoi che rispondiamo a una tua richiesta, scrivici qui

Se non ti è possibile guardare il video, ti lasciamo anche la trascrizione della nostra risposta in video.

Parte Marco con le presentazioni!

Ciao, qui Marco di Briicks per un nuovo episodio di Briikcs Risponde, rubrica che teniamo io e la psicologa psicoterapeuta Agnese Lombardi per rispondere a tutti i followers Briicks che ci propongono un po’ le loro situazioni specifiche, quello che stanno vivendo e noi diamo qualche piccolo consiglio, un confronto, facciamo qualche domanda per aiutarli a entrare in profondità.

Oggi vi presento la storia che ci ha descritto minuziosamente una ragazza che ci scrive che lei e il suo ragazzo vivono in città separate, si conoscono da una decina d’anni, ed è arrivato un po’ il momento per ricongiungersi. La vera domanda però è: chi si deve muovere?

Già in passato hanno provato e lui era venuto ma si era ammalato di depressione, aveva avuto diverse difficoltà, quindi concretamente lei si sente in dovere di fare un passo adesso, allo stesso tempo però è molto timorosa perchè lascerebbe un lavoro e lascerebbe anche i suoi genitori che si sono separati e che stanno cercando in lei e negli altri figli, un conforto, un modo per fare ordine in questa situazione.

Grazie perché ci hai scritto, perché hai fiducia in noi e hai scritto anche delle cose belle su di noi e sulla stima che hai nei nostri confronti.

Il coraggio di benedire le incertezze.

Quello che mi viene a dire è che forse al posto di maledire queste incertezze che in qualche maniera ti stanno facendo soffrire, prova a benedirle. In che senso benedirle? Se non ci fosse tutto questo timore di quello che lasci probabilmente non avresti neanche un confronto, il paragone rispetto a quello che è l’amore che stai vivendo con il tuo fidanzato, perché in qualche maniera se non ci fosse un grande amore non mettersi neanche in discussione tutte queste belle cose che vorresti difendere!

Dai per scontate tante cose, che un lavoro così bello non lo troverai, che dovrai rimanere senza lavoro e dipendente economicamente dal tuo partner, ma tutte queste cose le stai dando per scontate perché hai forse dei pensieri, dei pregiudizi che ti portano a pensare così.

Però non è affatto vero che queste sono le uniche possibilità. E’ chiaro che devi avere fiducia in quelle che sono le tue possibilità e non pensare che nella nuova città non ci sarà un lavoro così bello, anzi, pensa il contrario, che ci sarà un lavoro ancora più bello, il lavoro della tua vita ti sta aspettando e sarà veramente un lavoro appagante in cui ti realizzerai.

Tante piccole strategie.

Allo stesso tempo puoi iniziare a cercare lavoro se questo può darti fiducia, ci sono tante piccole strategie che potresti attuare per andare a minimizzare tutto questo aspetto. E così anche non nasconderti dietro questi aspetti che forse possono essere anche un po’ una scusa, nel senso che è vero, stai lasciando un qualcosa, però lo faresti per una relazione che per te è importante.

Non sei sicura che andrà bene, però finché non ci provi, finché non ti metti in gioco, non ci sarà possibilità che questa relazione vada bene perché è un po come se tu dicessi di questa ragazzo che è importante e che però ci sono tante cose che sono molto più importanti nella mia vita: la famiglia, il lavoro, le sicurezze… E’ vero che il fallimento è a portata di mano per chi agisce, ma per chi non agisce il fallimento è assicurato.

Prendere la propria vita in mano.

Sicuramente il metterti in gioco ti mette in discussione, ti permette di crescere e cambiare, di far sì che tu prenda realmente in mano la tua vita. E’ chiaro che è sempre bene che le cose siano paritarie, che in qualche maniera tu ti metta in gioco ma che si metta in gioco anche lui, che in qualche maniera anche lui metta del suo. Fosse anche semplicemente per il fatto che ti accoglie in casa, che si metta a fare spazio e cambiare esposizione di mobili o ti chieda come vuoi gestire determinate cose della casa. Insomma, è un bel mettersi in gioco da parte di entrambi!

Per quanto riguarda i tuoi genitori, ecco, è molto semplice: i tuoi genitori fanno i genitori.

Il loro compito è di fare i genitori e non di quello di fare i figli, quindi non può essere che te non vivi un cambiamento, non ti lanci nella tu vita perché devi accudire i tuoi genitori, a meno che non abbiano una situazione molto particolare, molto difficile, allora questo cambia totalmente il contesto.

Ma il fatto che loro abbiano preso delle loro scelte mature in maniera indipendente non deve entrare in conflitto con quella che è la tua scelta riguardo la tua nuova vita.

L’alternativa ti aiuterà a scegliere.

In ultimo ti voglio chiedere qual è l’alternativa a tutto questo. Ci hai presentato questa situazione molto nel dettaglio e avete già provato, l’alternativa sarebbe altrimenti lasciarsi e ovviamente sei tu a dover valutare questa cosa.

Una relazione a distanza così è molto faticosa, soprattutto in questo contesto in cui c’è questa precarietà legata ai blocchi del lockdown. Guarda anche con attenzione a quella che è che l’alternativa perché anche proprio guardando questo aspetto riuscirai a capire effettivamente che cosa stai lasciando e soprattutto a che cosa stai dicendo il tuo Sì!

La voce di Agnese:

Ciao amica che ci hai scritto!

La prima cosa che mi ha fatto venire in mente la tua richiesta è una situazione di relazione a distanza che ci era pervenuta in precedenza da una ragazza che viveva appunto una relazione distanza e invece lei pensava proprio di trasferirsi così, di punto in bianco nella città del proprio fidanzato contando che stavano insieme davvero da poco tempo. Tu pure vivi una situazione di relazione a distanza ma hai più difficoltà.

Mi vien da dire che ci scrivi per la motivazione opposta e cioè per dire come faccio? So che devo farlo ma non lo voglio fare.

Ascolta anche le tue paure!

La prima cosa che mi viene da dire è di ascoltare la tua paura, di capire da dove venga.

Quando pensiamo tanto a una cosa, quando siamo convinti a livello razionale e logico di dover fare qualcosa ma continuiamo a non farla, è perché a livello emotivo forse non siamo pronti, ci manca la spinta giusta.

Le emozioni sono quelle che un po’ guidano le nostre scelte, ci danno l’energia, sono il nostro carburante che ci permettono di muoverci, di fare delle scelte. Allora, questo non significa che bisogna agire di impulso, ma significa che dobbiamo mettere insieme entrambi questi aspetti.

Puoi trasformare la paura in coraggio!

Quindi se tu hai paura ragioniamoci, proviamo a capire come trasformare questa paura in coraggio e se c’è un modo che possa essere un po’ una via di mezzo, se possiamo accontentarci di una via di mezzo e se le ancore che ti tengono al tuo paese, lì dove sei, sono così impossibili da tirare su.

Se la vostra relazione è qualcosa che non mettete in discussione, così come mi pare che sia, se non è praticabile che lui venga da te, così come avete già provato a fare, allora quello che mi viene in mente è provare un po’ a ragionare sulle tue paure e sulle tue giuste difficoltà a lasciare: rispetto al lavoro, rispetto alla famiglia, rispetto comunque alla paura di lasciare ciò che uno ha costruito…

Sono paure che sono sicuramente comprensibili e razionali! Tu scrivi appunto che quando uno ha una paura è proprio lì che deve buttarsi e fare quel passo, perché vuol dire opporre una resistenza al cambiamento.

Un passo alla volta.

Sì, sicuramente c’è quella parte di resistenza al cambiamento che poi sarà un cambiamento bellissimo, possiamo pensare che sia così, però ecco se tu senti la necessità di avere delle sicurezza in più anche a livello lavorativo, ci sono dei piccoli passi che si possono fare prima di arrivare a un trasferimento.

Iniziare a cercarsi un lavoro è una cosa che puoi fare anche mentre se qui, oppure pensare per un primo periodo invece che trasferirti tu da lui, di trovare uno spazio, una vostra dimensione in uno spazio intermedio e che quindi sia ad un’ora da entrambi i vostri spazi e che vi permetta di trovare una via di mezzo e poi, successivamente, capire se tu puoi trovare il tuo lavoro nella città di lui visto che nella tua non è fattibile.

Fare un passo per volta perché farlo non è semplice.

Lo spazio di manovra.

Credo siano davvero poche le persone che si buttino così, senza davvero avere idea di cosa faranno in un nuovo spazio. Soprattutto, come dici tu, anche a livello lavorativo non è semplice e pensare di andare lì senza neanche una sicurezza che non sia la tua relazione non è facile!

Io sono d’accordo con te, sono assolutamente d’accordo con te e credo anche che non sia necessario fare questo salto nel vuoto, ma che si possano costruire dei piccoli spazi di sicurezza e dei piccoli spazi tuoi in quel nuovo ambiente.

La vostra è una relazione che state costruendo quindi c’è ancora uno spazio di manovra. Ragionate un po’ su questo, ragiona anche se sei persona da fare salti nel vuoto, perché anche quello è importante! Chiedere di fare un salto nel vuoto a chi non è una persona che fa salti nel vuoto non è fattibile e non lo è  non perché questa persona non sia abbastanza forte, perché non ha il coraggio, ma perché è difficile e non tutti riusciamo a tralasciare la paura.

Non tralasciare questo aspetto, ognuno ha il suo modo di affrontare la paura! In bocca al lupo comunque, per tutto e per la tua relazione, che possa continuare a crescere nella vicinanza! Facci sapere e aggiornaci!

Ciao a tutti, un saluto da tutto il team Briicks!

 

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