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Come far svoltare una relazione difficile?

Briicks Risponde ad una richiesta anonima che ci ha contattati scrivendoci:  

Salve, mia moglie negli ultimi mesi soffre il mio, lei dice, “essere opprimente”, mi incolpa di non averla aiutata abbastanza fino ad ora con i figli anche se mi ammazzo di lavoro e non gli ho mai fatto mancare nulla, mi dice che la infastidisco e che non prova niente. Poi si rimette in moto la macchina e stiamo bene per 20 giorni-1mese. Poi ricomincia di nuovo, quando mi stufo e la metto alle strette perché voglio una relazione appagante, lei mi chiede solo di dargli tempo e dopo uno due giorni ritorna alla normalità come se non fosse disposta a chiudere. Ha sofferto in passato di depressione che in alcuni casi, sempre in passato, ha addebitato a me, perché avevo gli hobby, i miei spazi ecc. Ora, sbagliando, la sto aiutando tanto in casa, ho rinunciato alle mie cose ma la situazione sembra peggiorata a volte.

Se vuoi che rispondiamo ad una tua richiesta, scrivici qui.

Se non ti è possibile guardare il video, ti lasciamo anche la trascrizione, minuto per minuto, della nostra risposta in video.

Presentiamoci!

Ciao a tutti, qui marco di briicks con un nuovo episodio di briicks risponde, la rubrica in cui io e la psicologa psicoterapeuta agnese lombardi rispondiamo a tutti quegli amici che in qualche maniera ci chiedono aiuto, un confronto. Non è uno sportello psicologico o un cammino di approfondimento terapeutico ma è un confronto tra amici quindi noi diamo uno sguardo, qualche piccola idea per riuscire a osservare la propria reazione o i propri problemi, da un punto di vista differente.

Ecco, oggi rispondiamo ad un amico che ci chiede di restare anonimo. Noi siamo sempre veramente felici quando ci arrivano degli uomini, perché sono in pochi e quando si mettono in discussione a tal punto da chiedere ci piace!

Presentiamo anche la situazione:

Oggi rispondiamo ad  un amico che ci ha scritto e che dice che sono sposati e vivono però una sofferenza, soprattutto sua moglie gli dice di essere e opprimente, dice che si infastidisce e che ad un certo punto non prova nulla. Poi discutono, lui ha il desiderio che le cose funzionino, quindi dopo un po’ diciamo la rabbia viene dimenticata per circa tre settimane un mese e poi però la cosa, i problemi, vengono di nuovo a galla.

Lui dice che sua moglie è stata malata di depressione e che di questa cosa lei l’ha sempre rinfacciato un po’  a causa dei suoi hobby ecc.

Ci chiede un aiuto proprio un po’ su questa situazione, per capire che cosa fare anche di fronte alle rinunce che lui ha fatto.

Il punto di partenza.

Grazie ancora per averci scritto, noi abbiamo alcune riflessioni che vogliamo sottoporti però il primo punto di partenza è la bellezza: la bellezza di un uomo che dice “io vorrei una relazione che fosse appagante, fosse felice e lo voglio con mia moglie, quindi non mi accontento e voglio cambiare le cose” se ti stai mettendo in gioco questa cosa è davvero bella perché spesso di fronte alle difficoltà la risposta che si dà è quella “va beh non ci amiamo più, via, cerchiamo qualcun altro d’amare” è un po’ la logica dell’usa e getta.

Quindi bravo, io sono sicuro che porterà frutti! certo ci vuole pazienza, ci vuole un grande impegno e energie, però questo è veramente l’atteggiamento giusto e quindi bravo!

Riguardo a quello che hai scritto una cosa che viene fuori e che purtroppo è un po retaggio culturale di quello che noi abbiamo ricevuto dai nostri padri, dai nostri nonni, e però le cose sono cambiate e son cambiate in meglio. La situazione dei nostri nonni era che l’uomo si occupava di portare a casa il pane e la donna si occupava di crescere la prole e quindi c’erano questi compartimenti stagni in cui il papà arrivava a rivedere i figli quando già avevano 15 giorni!

Essere presenti, ma come?

Noi viviamo sicuramente una reazione per i nostri figli molto più vicini e molto diversa, una compartecipazione nella crescita dei figli e questa cosa ha un valore enorme! E’ la parte più bella ma anche la parte un po’ più faticosa dell’essere presenti in casa, dell’aiutare nel concreto e quindi questa cosa è bellissima; c’è però ancora un passaggio di più, nel senso che è il momento in cui con una moglie che non si sente appagata, che sente che c’è un disagio dentro e lo fa uscire, significa che probabilmente quel tuo modo di amare, quindi tutto quello che stai facendo in concretezza, non è realmente quello che serve per nutrire il suo cuore.

Quindi questo è un po’ il punto su cui cercare di lavorare e sicuramente per riuscire a individuare, a capire dov’è la chiave di volta di questo problema, avete bisogno di dialogare, di parlare, di essere per tua moglie il punto di appoggio di cui si può fidare, con cui si può confidare, perché il fatto è che probabilmente lei ti fa delle accuse, che tu sia il problema della depressione, è qualcosa strettamente legato al fatto che nella sua fragilità non riesce in questo momento a prendersi le sue responsabilità.

Sente il peso di alcuni cambiamenti che probabilmente anche lei deve fare. Quindi quando lei ti fa queste accuse tu prova a guardarla positivamente e a dire ok queste cose non sono vere quindi non me le faccio appiccicare addosso.

La valvola di sfogo.

Però c’è una verità di fondo, cioè un disagio profondo, che sta cercando di uscire quindi ben venga che lei riesca a trovare una valvola di sfogo, però di li hai bisogno di rilanciare, quindi di andare a dialogare, ascoltare, comprendere tua moglie così nel profondo che lei possa aprirsi e sentire questo punto d’appoggio su cui può ricostruire.

Quello che state vivendo voi è un po l’effetto pentola a pressione rotta, cioè questa cosa che trovate dei momenti di sfogo, quindi c’è la valvola che però non funziona bene, ogni tanto sfoga, poi tutte le cose ritornano un po’ alla normalità, alla quiete che probabilmente è il desiderio di entrambi.

Questa cosa però è un po’ pericolosa perché quello sfogo violento potrebbe diventare veramente un’esplosione e quindi serve riuscire a trovare degli sfoghi che sono continuativi costanti per entrambi per non arrivare a quella situazione.

I consigli di Agnese:

Sicuramente sono d’accordo con quello che diceva marco e rispetto a quello che ti ha consigliato riprenderei un pezzo, cioè il fatto che tua moglie da a te delle responsabilità del suo malessere, lei comunque si rivolge a te, ha bisogno di te e crede che sia tu comunque la persona che può farla stare meglio.

Questo ovviamente non è del tutto vero, nel senso che ognuno deve un po’ sapersi prendere cura di sé, però ecco si rivolge comunque a te nel suo desiderio di sentirsi amata, nel suo desiderio di benessere.

Da donna, un po’ da mamma e un po’ da psicologa aggiungo anche questo: spesso il retaggio invece che viviamo noi donne è quello che arriva, come diceva marco prima, dai nostri nonni e da chi prima di loro, e che le donne appunto devono prendersi cura dei propri figli, essere delle bravi mogli, prendersi cura della casa, adesso spesso oltre a questo c’è anche la parte del lavoro, quindi spesso succede che noi vorremmo tanto fare tutte queste cose ma nella pratica ci sentiamo frastornate e sovraccaricate da tutti questi compiti e da tutti questi impegni, difficoltà e ruoli che ci tocca ricoprire.

Quando qualcosa sfugge:

Cerchiamo di fare tutto da sole e nel momento in cui però ci accorgiamo che non ce la facciamo più e che qualcosa ci sfugge, allora aggrediamo chi in qualche modo sappiamo che razionalmente dovrebbe essere al nostro fianco in questo percorso, senza però effettivamente dare dello spazio prima e quindi chiedere prima aiuto, senza arrivare ad aggredire o a dirlo male.

E allo stesso tempo senza dire “io però ho bisogno che tu sia in grado di amarmi anche se non sono in grado di fare tutto, di essere perfetta; nella mia imperfezione ho bisogno che tu mi ami e mi faccia sentire che vado bene lo stesso”.

Il primo compito un po’ dell’uomo non è tanto appunto portare il soldo in casa ma far sentire alla propria moglie la propria vicinanza e il proprio amore, il proprio rispetto per ciò che fa.

Non solo fare ma essere!

Quindi più che pensare a cos’altro puoi fare, quello già sei stato bravo a fare delle rinunce, c’è bisogno di essere e di capire come ha bisogno tua moglie di sentirsi amata da te e ricreare quell’intimità che spesso con i figli viene un po’ meno, ritornare ad essere una coppia e non più 2 persone che in qualche modo stanno cercando di capire come essere felici, ma essere felici insieme!

Allora ti salutiamo auguriamo il meglio a te, alla vostra famiglia e dateci presso vostre bellissime notizie! A presto da noi e da tutto il team briicks, ciao!

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