Vicolo cieco o fossato?

Alla fine degli anni ‘50, due delle nazioni più importanti del mondo decisero di voler sviluppare un progetto incredibilmente ambizioso: realizzare un aereo che raggiungesse velocità supersoniche rendendo i viaggi attorno al globo ancora più rapidi di quanto siamo abituati oggi.

Il velivolo, dotato di caratteristiche uniche per la sua epoca, venne chiamato Concorde ed era in grado di percorrere Parigi-New York in sole 3 ore e mezza (5 in meno dei voli ordinari attuali)!

Com’è possibile che dal 1976 (anno del primo volo) ad oggi questa tipologia di aerei non abbia conquistato la totalità del mercato?

Purtroppo questo ambizioso e costosissimo progetto non ha avuto il futuro radioso e brillante che prometteva.
Questo progetto infatti, nel tempo si trascinò aumentati esponenziali di costi, una manutenzione complessa e onerosa. Inoltre, i posti a bordo erano davvero ridotti e questo comportava un altissimo costo dei biglietti per i viaggiatori. Infine, il personale di bordo era specializzato esclusivamente sulla tecnologia presente su quello specifico modello e ciò comportava un ulteriore difficoltà logistica ed economica.

La cosa curiosa però è che il consorzio anglo-francese a capo del programma di sviluppo si era accorto già in fase di progettazione delle gravi lacune economiche a cui si stava andando incontro.

Perché allora, pur sapendo che le probabilità di successo fossero totalmente inesistenti, i dirigenti decisero di proseguire?

Il progetto era soggetto al cosiddetto Sunk Cost Effect: la necessità di portare avanti un progetto per il semplice fatto di averlo già iniziato.
Anche se un progetto non può complessivamente portare risultati ci sentiamo comunque chiamati a concluderlo per giustificare l’investimento di risorse già sostenuto.

Ecco di fronte a questa storia i più ingenui traggono subito la frettolosa conclusione che mollare sia l’approccio migliore da adottare di fronte ad un progetto, un’azienda, un business o una relazione che in questo momento non sta portando i risultati attesi.

Se così fosse, imprese straordinarie e invenzioni incredibili che hanno determinato l’evoluzione della tecnologia oggi (vedi anche solo la storia Cyrus West Field raccontata qualche settimana fa) non si sarebbero mai realizzate.

Cosa possiamo allora capire se il nostro progetto sia o meno da abbandonare?

Vedi, servono certamente due cose:

1. Riconoscere che le difficoltà affrontate possono sempre e solo essere o un vicolo cieco oppure un fossato. Nel caso del Concorde erano palesemente un vicolo cieco: non c’era modo di rendere economicamente sostenibile il progetto mantenendo invariati i requisiti del progetto.
Quello che però era un vicolo cieco poteva trasformarsi in un fossato (che con i giusti sforzi può sempre essere superato) modificando i vincoli che rendevano antieconomico lo sviluppo di quel tipo di aereo.

2. Essere consapevoli che quando affrontiamo un progetto non c’è mai un unica variabile di successo. Nel caso di un azienda l’elemento chiave è certamente quanto utile può generare. Ma è altrettanto importante valutare in quanto tempo sia in grado di farlo: un guadagno elevatissimo tra 50 anni ha un costo e un rischio enorme perché nel frattempo possono cambiare circostanze e il contesto.

Nel caso di una relazione di coppia le variabili sono numerose e variegate ma occorre certamente individuare una metrica chiave per stabilire se quella relazione ci sta portando in un vicolo cieco o in un fossato.

Io credo che un parametro chiave per comprendere se una relazione di coppia si trovi in un vicolo cieco o in un fossato sia la capacità di rispondere alla domanda: amare il mio partner ci rende migliori?

Certamente amare ha un costo in termini di energie e talvolta è anche impegnativo, richiedere piccoli o grandi sacrifici, flessibilità, coraggio e possiamo sempre chiederci se il bilancio complessivo sia in attivo o se non sia in perdita.

Ma questa relazione ti sta facendo crescere nell’amore? Ti fa diventare una persona che è capace di donarsi con generosità? Ti fa fiorire e tirare fuori la versione migliore di te stesso/a?

Allora, al netto della fatica e della stanchezza che magari stai vivendo in questo momento, possiamo garantirvi che non siete in un vicolo cieco ma state “solo” affrontando (insieme) un bel fossato!

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