Storie cuscinetto: ecco perchè NON servono

3 Novembre 2017
categorie: felicità di coppiadi Marco Mattio

Sono incappato nella rete in un articolo pubblicato su d.it repubblica, scritto da Veronica Mazza nel marzo 2017 che racconta dell’utilità delle storie cuscinetto. Anche se sono totalmente fuori dal target del magazine, ho letto incuriosito con non poca tristezza i consigli del famoso pichiatra, sociologo e scrittore Paolo Crepet. Pensavo (forse speravo!) che uno studioso noto e blasonato offrisse degli spunti interessanti sulla fase di lutto che una relazione importante e fallita ti costringe a vivere, ma non è stato così… anzi, avendo sperimentato sul campo la situazione descritta nell’articolo, mi permetto di dire che i suggerimenti proposti siano certamente un modo per alleviare il dolore ma non porteranno a risolvere il problema, anzi, al posto di traghettare verso una felicità profonda, ingarbuglieranno il cuore ancora di più!

Vorrei ripercorrere passo a passo l’articolo e dare un punto di vista differente dal basso della mia esperienza. Certo non avrò studiato anni sui libri di psicologia ma per anni ho vissuto dolori nelle relazioni e ho visto altrettanto soffrire amici e amiche. Qualcosa lo posso balbettare anche io… e magari (speriamo) sarà d’aiuto per qualcuno nel passare dal cuscinetto al letto nuziale, in una relazione di profondo amore e grande gioia!

Per rendere più semplice la lettura provo riportare in corsivo i relativi stralci citati

Le storie cuscinetto sono davvero un ammortizzatore?

(…) quello che ti ci vuole è una relazione leggera e disincantata, che “ammortizzi” il dolore del passato e ti ridia fiducia, in te stessa e nell’amore. Un po’ come Caronte, serve un partner che ti allontani da un rapporto che ti ha ferito e ti traghetti verso una nuova vita, portando una ventata di freschezza e di gioia.

Quando ci troviamo nel punto in cui una relazione importante finisce viviamo un vero e proprio lutto! La dinamica è analoga a quella della perdita di una persona importante. Infatti è proprio così! Da sempre lo diciamo: quando si crea una nuova relazione o una nuova famiglia nasce una “nuova persona” con dei gusti nuovi, delle dinamiche, un nuovo modo di pensare che non è la mera somma dei pensieri dei due, è qualcosa di totalmente nuovo! Quando una relazione si conclude è un po’ come se questa nuova persona venisse meno. Quella sofferenza, quel lutto, quel vuoto che la relazione lascia è veritiero e può bloccarci anche nel profondo. È un tempo molto particolare che può essere vissuto in modi molto differenti: con dispiacere, sofferenza, liberazione, sensi di colpa e sicuramente, se ci siamo spesi in quella relazione, molto dolore.

Vediamola così: quel dolore è la garanzia che quello che abbiamo vissuto sia stato vero. È il segno che ci siamo dati e non abbiamo solo fatto finta. Possiamo fuggire quel dolore, oppure possiamo guardarlo in faccia, riconoscere che è solo temporaneo e che è utile per farci fare dei passi in avanti. Può aiutarci a capire quali siano stati gli errori, può essere un grande stimolo per impegnarci a volerci più bene e a non entrare più in quelle dinamiche malate che ci hanno portato a quel fallimento. Uscire da un facile vittimismo e affrontare quel lutto (magari non nell’immediato come ti promettono le storie cuscinetto) porterà la ventata di freschezza e gioia che desideriamo, e al tempo stesso sarà la garanzia di mettere le fondamenta a una prossima vita di coppia felice nel profondo.

Giocare a flirtare forse non è così semplice come viene proposto

Sia chiaro: questo tipo di rapporto non va preso come la storia della vita, ma semplicemente come un flirt che ti darà la possibilità di rimetterti in piedi dopo una delusione sentimentale, dando una sferzata alla tua autostima e mettendo in circolo nuove energie. Per farla funzionare, però, devi essere chiara e limpida con te stessa su quello che cerchi: è il solo modo per goderti questa avventura senza illusioni.

Sarebbe bello avere una App sul cellulare che quando incontri qualcuno ti segnali automaticamente se è “la storia della vita”, queste premesse mi sembrano fuorvianti: se stai facendo ordine nei tuoi sentimenti, come puoi buttarti in un flirt in mezzo a nuove emozioni, creando ancora più confusione dentro di te? Che sforzo ti richiede buttarti in una storia tenendo le distanze e coinvolgendoti solo “quanto basta”. Come fai a stabilire quale sia la giusta misura?
Questo approccio mi sembra molto complicato e forse anche un pelo pericoloso. È vero che in quella fase di lutto abbiamo bisogno di stimoli, di ricostruire la nostra autostima e di trasformare quella sensazione di fallimento nella consapevolezza di aver vissuto comunque un grande successo anche se non appare così. Non vedo però com un flirt possa aiutare questo. Perchè non ripartire da tutto ciò che di solido c’è nella tua vita e appoggiarti a quello: le amicizie che ci sono da sempre, la famiglia, le relazioni che ti portano ossigeno…? Perchè non sfruttare questo tempo per regalarti delle esperienze belle che con l’altro non avresti mai fatto? E certamente la cosa più importante e utile da fare sarebbe quella di riorganizzare le idee e la nostra scala di valori, quelli su cui appoggiamo la nostra vita.

Essere consapevoli dei nostri valori sarà di grande aiuto quando incontreremo un nuovo partner, e quando incontreremo un nuovo partner saremo chiamati a confrontarci su di essi per comprendere se i nostri e i suoi valori possano coesistere e crescere insieme.

Devi tornare in forma per te, e non solo per il prossimo amore!

“Questi flirt possono essere ottime occasioni per accelerare il processo di guarigione e per sperimentarsi in modo nuovo e differente rispetto a come si è fatto in passato. Le carte da giocarsi sono la leggerezza e avere poche aspettative, come se questa liaison fosse una sorta di training per ritornare a essere in forma per il prossimo grande amore”.

Posto che nella mia scala dei valori nei primi posti c’è: “le persone non si usano”, e quindi non riesco ad immaginarmi una dinamica di: “sto flirtando con te perché questo è un periodo di storie cuscinetto, appena finirò ti comunicherò che non mi servi più”, credo che il “prossimo grande amore” sia li ad attenderci per quello che siamo, con tutte le nostre ferite e fragilità. Questo non vuol dire che ci farà da terapeuta o da risolutore dei nostri problemi interiori, ma proprio perché sarà il nostro grande amore, ci amerà per quello che siamo, saprà con pazienza andare oltre alle nostre ferite e soprattutto saprà andare alla sostanza e non avrà bisogno che “appariamo in forma” anzi, sarà proprio lui a renderci pronti.

Poi l’articolo continua così:

“In linea generale possiamo comunque dire che dovrebbe essere un uomo accogliente, che ha voglia di corteggiarti, che sa capirti e che soprattutto sa farti divertire, dentro e fuori dalle lenzuola (…)

Caro cercatore di storie cuscinetto, quando avrai trovato una persona accogliente, intelligente capace di corteggiarti, di farti divertire… come e perchè la dovrai tenere distante da te? Una persona così avrai voglia di conoscerla di più e di approfondire… e probabilmente più la conoscerai e più imparerai ad amarla. Se non siamo pronti per una nuova relazione, ci troveremmo a soffrire il doppio: l’idea di lanciarci in storie cuscinetto si può rivelare più un boomerang che un rigore a porta vuota come invece ci viene presentato.

Poi nell’articolo continuano i luoghi comuni: “Vola basso, ma non accontentarti”, “Non fare progetti e metti da parte le aspettative“, “È una storia talmente basata sulla leggerezza che ci sta anche un po’ di ambivalenza” … Mi sembrano tutti consigli che un caro amico non mi darebbe mai. Un amico che desidera davvero il mio bene mi direbbe invece:

  • Marco, vola alto! Sei straordinario, la storia dalla quale stai uscendo puoi insegnarti tanto, può farti diventare una persona ancora più bella di quella che già sei! Non avere paura di rimanere un po’ da solo, perchè la verità è che c’è e ci sarà sempre qualcuno nella tua vita. E le tue paure spesso sono solo inganni della tua mente, abbi il coraggio di prenderti il giusto tempo per ripartire e per fare il giusto spazio per la donna con la quale desideri condividere il tuo futuro
  • Progetta la tua vita e prepara la strada che ti spara dall’incontrarla! Fa’ tutto ciò che è nelle tue possibilità… Diventa già da oggi una persona migliore da donare all’altro quando vi incontrerete. La persona che tu desideri nella tua vita se lo merita!
  • In questo momento sei confuso e qualsiasi passo fai può portare a ulteriore confusione. Ritrova il tuo centro e non cercare cose ambigue, concentrati piuttosto sui punti fermi, sulle cose che rimangono solide e ferme nella tua vita e riparti da lì. Ringrazia per ciò che c’è, più che crogiolarti sul passato.

La terza vita è molto meglio delle storie cuscinetto

Credo che le storie cuscinetto offrano più limiti che benefici! Tra il rischio di rimanere chiuso e quello di invischiarci subito in una nuova relazione ambigua preferisco proporre una terza via: quella dell’allenarsi a dare.

L’errore che accomuna tutte le storie infelici è quello che si sta insieme un atteggiamento orientato al prendere. Stiamo nella storia cuscinetto per prendere ciò che ci serve. A nostro piacimento. Se quello è l’atteggiamento, una volta consumato il cuscinetto, sarà molto probabile proporsi in una nuova relazione con un atteggiamento di pretesa più che con uno di dono.

Allora al posto di inventarci le storie cuscinetto impariamo a donarci gratuitamente: agli amici, ai parenti che non vediamo da tempo, agli sconosciuti per strada, doniamo agli altri il nostro valore, quello che conosciamo e ciò che siamo, aiutiamo chi è più in difficoltà di noi! Questa strategia non ha controindicazioni e le cose peggiori che potranno capitarci saranno: avere allargato il nostro cuore, avere imparato ad ascoltare gli altri e avere preparato il cuore ad accogliere nel profondo quell’uomo o quella donna capace di amarci davvero, ai quali noi corrisponderemo ancora di più.