Lavoro e famiglia: come si influenzano nelle scelte e nel quotidiano

18 Dicembre 2017
categorie: felicità di coppiadi Sara Foradini

Quella del lavoro è una tematica che coinvolge in un modo o nell’altro tutte le coppie: lavoro e famiglia si influenzano sia per quanto riguarda le decisioni importanti che nelle piccole cose di tutti i giorni.
Proviamo a definirle per comprenderne le varie dinamiche e connessioni.

Nei confronti del proprio lavoro si possono nutrire diversi sentimenti.

Li dividiamo in due categorie:

  1. Sentimenti ed atteggiamenti positivi: nei suoi confronti si può nutrire passione, orgoglio, soddisfazione, appagamento, gratificazione…
  2. Sentimenti ed atteggiamenti negativi: lo si può vivere con stress, frustrazione, ansia, insoddisfazione, insofferenza, rimpianti…

A tal proposito occorre tener presente che come sempre il nostro stato d’animo incide anche sul partner e dunque sulla coppia quindi è questa una prima risposta alla domanda sul come si influenzano lavoro e famiglia!
Tutto sta nel riuscire ad ascoltare se stessi e cercare di definire con sincerità che cosa proviamo nei confronti del nostro lavoro.
Questo ci servirà a dare un nome alle cose, a definirle e guardarle in faccia con chiarezza in modo da non lasciarsi risucchiare da un vortice di sentimenti che finirebbe per stordire non solo noi ma anche il partner. Risulta importante ad esempio capire che se ci sentiamo tristi e agitati è a causa del nostro impiego e non per via delle nostre relazioni ed occorre anche spiegarlo al partner in modo che riesca ad essere comprensivo e a non sentirsi chiamato in causa.
Il dialogo di coppia, oltre ad essere importante per una buona manutenzione, può aiutare molto a sentirsi compresi, sostenuti e uniti di fronte ad un problema lavorativo; sarebbe però positivo riuscire a non riversare troppo il proprio malumore sulla famiglia.
In caso contrario il rischio è di sentirsi in preda ad un’apatia generale ed indefinita, che destabilizza il partner e mina gli equilibri familiari. Alcune persone non riescono a delineare il problema e dunque finiscono per mettere in discussione tutto: in questo modo lavoro e famiglia vengono ad influenzarsi troppo e ciò è deleterio per la felicità di coppia!

Anche il lavoro è a sua volta influenzato dalla famiglia perché se si è stabili e sereni a livello famigliare si riescono ad investire maggiori risorse anche sul lavoro e ad affrontare eventuali problemi in modo più positivo.
Vi ricordate i momenti di angoscia? Li abbiamo provati tutti e di certo non aiutano a concentrarsi!
Ciò è confermato anche dal ricercatore sulla creatività Dr. Shelley Carson, che afferma :“avere un buon umore aumenta la nostra attenzione e ci permette di trovare soluzioni creative ai possibili problemi “.

Inoltre anche nei confronti del lavoro del partner ciascuno di noi può nutrire diversi stati d’animo, che dividiamo di nuovo in:

  • sentimenti ed atteggiamenti positivi: si può stimare il suo operato, riconoscere che arricchisce anche il rapporto interpersonale della coppia e che provvede al sostentamento della famiglia
  • sentimenti ed atteggiamenti negativi: si può desiderare che cambi occupazione perché non ne condividiamo il valore o perché ci spaventa in quanto potenzialmente pericolosa o ancora perché mal retribuita o con orari che incidono a discapito della famiglia; si può soffrire se il partner sembra vivere solo per il lavoro o se al contrario sembra non riuscire a comprenderne la sua importanza e le responsabilità connesse, fino a non sentirsi amati per questi motivi.

Anche in questo caso è importante esser consapevoli di che cosa si prova e parlare con il coniuge per capire se entrambi vedono la questione allo stesso modo oppure no.
Molte persone vivono trascinate dalla corrente solo perché non si fermano un attimo a pensare e parlare o hanno smesso di desiderare. Secondo noi invece amarsi e amare significa dedicare il giusto tempo e le giuste domande, cercando insieme soluzioni, comprese quelle che riguardano lavoro e famiglia!
Conosco persone che hanno trovato un lavoro che le appassiona e in cui riescono a dare il meglio di loro solo grazie al fatto che il partner ha creduto nelle loro potenzialità e li ha aiutati a definire capacità e desideri. Non è meraviglioso? Quando accade questo lavoro e famiglia si sostengono e si prendono per mano, in un’armonia tutta da gustare!
La maggior parte delle volte invece, sarà semplicemente il coniuge a dover accettare il lavoro dell’altro, arrivando a rispettarlo e valorizzarlo anche se è diverso da quello che avrebbe desiderato per lui. Anche in questo caso però, la risoluzione del problema passa dalla definizione delle emozioni, dunque non è mai lavoro sprecato!
Anche per quanto riguarda l’organizzazione oraria, esporre al coniuge il desiderio di vederlo di più e di condividere più cose con lui o fargli notare che sta mettendo a repentaglio la relazione a causa della sua occupazione può fare la differenza!
Le cose non dette non svaniscono! Semplicemente vengono accantonate per poi ripiombare ancora più prepotenti.
Lavoro e famiglia possono sostenersi a vicenda, basta dedicarvi le giuste attenzioni ed energie!

Adesso cerchiamo di approfondire meglio come lavoro e famiglia si influenzano reciprocamente nelle decisioni fondamentali ed organizzative:

Per la famiglia si può decidere di cambiare lavoro o di non lavorare fuori casa o troppo lontani, per il lavoro la famiglia può esser chiamata a trasferirsi o a cambiare abitudini.
Potrebbe raccontarvelo bene una coppia che ha deciso di lavorare sei mesi ciascuno alternati, le tante mamme che hanno lasciato il lavoro per poter seguire i figli (tra le quali c’è anche Elena, che faceva l’infermiera e si è licenziata dopo il primo figlio ora di figli ne ha cinque e fa anche homeschooling) , altrettante che hanno invece chiesto un part time, una ragazza che conosco che ha seguito il marito a Tel Aviv per lavoro,un’altra in Finlandia, un’altra in Inghilterra; Pietro che ha cambiato lavoro perché era sempre fuori casa, Samuele che si è rimesso a studiare per passare un concorso dato che la famiglia si allarga e così via.
Io per prima ho modificato tutti i miei “piani” perché i nostri bisogni e le nostre priorità sono cambiate con la nascita di nostra figlia, andando a confermare l’idea familiare che avevamo già in partenza e quindi ho congelato la carriera presso un’università e ne ho iniziata un’altra telematica ; avevamo deciso che io non avrei lavorato per poter seguire i figli poi si sono aperte delle occasioni per poter lavorare da casa e quindi siamo riusciti ad organizzarci al meglio così. Il tutto non sarebbe stato possibile senza un ascolto personale e di coppia per definire le proprie priorità riguardo a lavoro e famiglia e un dialogo per comunicarle e cercare soluzioni adeguate! Ve ne abbiamo già parlato per l’organizzazione di Natale, ma è un argomento secondo noi determinante che si estende un po a tutte le decisioni!

Queste sono scelte grandi, che conducono a dei cambiamenti importanti. Se si tratta di decisioni prese di comune accordo le si vive con gioia perché si è riusciti a definire le proprie priorità familiari ed a uscire dai soliti schemi per cercare di organizzarsi come si ritiene più giusto e più favorevole per il benessere della propria famiglia.
Se invece si tratta di momenti difficili in cui non si hanno alternative, i cambiamenti vengono vissuti con molta più fatica, ma come sempre ne usciremo più forti. 
Dal basso della mia esperienza penso che la cosa importante sia sempre saper davvero dialogare in sincerità per riuscire a capire che cosa è meglio per noi (che può essere davvero molto diverso da che cosa invece preferiscono fare amici o parenti) e poi non perdere la speranza e il desiderio di veder attuato ciò che secondo noi è il vero bene per la nostra famiglia: non è vero che non ci sono alternative! Magari occorre stringere i denti per un po’, saper fare delle rinunce, riuscire a mettersi in discussione, essere al tempo stesso un po folli e un po responsabili, saper aspettare. Ma alla fine ogni scelta che prendiamo ci toglie qualcosa e ci regala qualcos’altro: sta a noi decidere che cosa pende dalla bilancia, che cosa per noi ha davvero valore e che cosa fa davvero bene alla nostra coppia e alla nostra famiglia! Della scala di valori e priorità ve ne abbiamo già parlato in riferimento all’argomento della gestione dei soldi: vi consigliamo di leggerlo perché i due argomenti sono strettamente collegati!

Oltre al lavoro fuori casa occorre tener presente che vi è anche una mole considerevole di lavoro richiesto in casa.

La sua gestione varia molto da famiglia a famiglia; delineiamo alcune tipologie classiche:

  1. I partners si aiutano reciprocamente seguendo un patto non scritto e non dettagliato, chiedendosi aiuto a vicenda al momento del bisogno senza misurare “chi fa di più”.
    Per riuscirvi occorre grande maturità e sensibilità da parte di entrambi, capacità domestiche anche da parte del marito e molta volontà d’animo. Occorre anche saper chiudere un occhio se l’altro non svolge il lavoro come avremmo voluto noi e non pretendere che il partner arrivi sempre a capire le nostre necessità senza bisogno di chiederlo ( come già detto questo è il più delle volte impossibile, è già tantissimo se l’altro riesce ad aiutarci in seguito ad una richiesta!) Se si riesce a prendere il giro giusto, questa modalità permette ad entrambi di sentirsi molto amati e molto “attivi” dunque molto capaci nell’amare l’altro, ma non è semplice né immediata: richiede tempo ed allenamento!
  2. I partners si aiutano suddividendosi in modo equo i compiti, aiutandosi con un programma scritto o comunque ben definito. Date un’occhiata qui  se vi interessa questa modalità!
  3. La donna si dedica alle faccende domestiche e l’uomo al lavoro fuori casa: se è un desiderio di entrambi tutti e due si sentiranno gratificati da questa decisione, inoltre (soprattutto se si è genitori) il fatto di seguire la casa ed i figli non significa regnare nell’ozio! Di cose da fare ce ne sono tantissime, tutto sta a se le si fanno bene oppure no, ma questo vale per ogni cosa! Inoltre una donna che segue le faccende domestiche e i figli se è vero che non riceve compensi in termini di denaro è anche vero che permette di risparmiare su moltissime cose anche molto costose!
  4. Entrambi si dedicano al lavoro fuori casa ed usufruiscono di un aiuto esterno per i lavori di casa: come per le precedenti, può funzionare se per entrambi è la cosa giusta altrimenti è bene riparlarne per cercare una soluzione che accontenti davvero tutti e due!

Abbiamo visto quindi come lavoro e famiglia si influenzano nel quotidiano.

Esistono inoltre ragazzi giovani che si sposano essendo ancora universitari dunque devono anche studiare: quali sono i pro, i contro e le conseguenze su lavoro e famiglia?

Pensiamo ad alcune situazioni tipiche :

  1. Uno lavora ed uno studia: rispetto al caso in cui debbano studiare entrambi si ha  un peso in meno dunque meno stress, tuttavia lo si può vivere come un problema in più perché viene a mancare quello che si suol dire “mal comune mezzo gaudio”. Nella pratica se entrambi devono studiare l’organizzazione quotidiana famigliare è determinata da questa necessità, se invece uno dei due non ha quest’impegno lo studio può essere vissuto come un senso di colpa nei confronti del partner o può esser più facilmente trascurato.
    Questo cambia però nel caso in cui vi siano già figli : il fatto che debba studiare solo uno dei due può essere molto utile per la loro gestione! Inoltre chi non deve studiare può aiutare l’altro interrogandolo o facendogli i riassunti se riesce a trovare ancora energie quando torna da lavoro.
  2. Entrambi studiano ed uno dei due lavora anche: chi ha più tempo aiuta l’altro perché ormai “ciò che è mio è tuo e ciò che è tuo è mio” in tutti i campi! Tuttavia il fatto di avere più tempo per studiare non significa necessariamente avere un problema in meno, perché bisogna anche vedere:
    •  se si ama o si odia studiare
    • in quanto tempo si riesce a studiare
    • quanta mole di lavoro richiede la propria facoltà
    • se si studia qualcosa per noi interessante e utile o meno
    • se si hanno anche figli o meno 
  3. Uno studia e lavora, l’altro si occupa della casa ed eventualmente dei figli: è difficile definire la situazione perché dipende dal numero dei figli e dalla loro età, ma se questi lo permettono chi sta a casa può aiutare chi deve studiare in modo che debba faticare meno al ritorno dal lavoro e possa anche avere un po di tempo da dedicare a se stesso e alla famiglia. Tuttavia se questi non lo permettono, si dovranno solo stringere i denti: tutto passa, anche questo periodo rimarrà solo un ricordo!
  4. Entrambi studiano e lavorano:  di sicuro si tratta di una situazione che richiede molte energie ed una buona organizzazione, se poi ci sono anche dei figli ovviamente il tutto è ancora più complesso (possiamo dirvelo in prima persona mio marito ed io perché lo viviamo sulla nostra pelle!) Il rischio è di caricarsi di uno stress notevole tra studio, lavoro e famiglia e diventare più nervosi, ma il lato positivo è che pian piano si diventa più capaci! Dopotutto sono tante le cose che possono richiedere questo genere di energie es. avere più figli o avere un lavoro stressante, vivere un periodo difficile ecc…ecc…Inoltre per noi l’alternativa sarebbe stata dover rimandare (a chissà quando!!?) il matrimonio prima e l’avere dei figli poi e quindi tornassimo indietro rifaremmo le stesse scelte perché per noi erano e sono queste le cose più importanti.

Una bella spinta a non lasciarci spaventare dalla situazione ci è stata data sia dal fatto di conoscere persone che ci sono riuscite prima di noi (tra questi anche i genitori di mio marito!) e sia da una frase che abbiamo sentito ad un corso per fidanzati ad Assisi: Nulla anteporre all’amore!”
Questo è l’ augurio che facciamo sia a noi stessi che a voi lettori, sia per l’argomento “lavoro e famiglia” che per tutte le altre tematiche!